Waste n. 40 maggio 2026
ACQUACOLTURA RIGENERATIVA PER RICAVARE DA BIOMASSA MANGIMI E PRINCIPI ATTIVI INQUINANTI AROMATICI. ANCORA SENZA NORMATIVA CHE NE REGOLI L’IMMISSIONE IN AMBIENTE
ACQUACOLTURA RIGENERATIVA PER RICAVARE DA BIOMASSA MANGIMI E PRINCIPI ATTIVI
INQUINANTI AROMATICI. ANCORA SENZA NORMATIVA CHE NE REGOLI L’IMMISSIONE IN AMBIENTE
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Anno X
Maggio
2026
Casa Editrice
la fiaccola srl
ACQUACOLTURA
RIGENERATIVA
PER RICAVARE
DA BIOMASSA MANGIMI
E PRINCIPI ATTIVI
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
INQUINANTI AROMATICI.
ANCORA SENZA
NORMATIVA
CHE NE REGOLI
L’IMMISSIONE IN AMBIENTE
IN FONDO
AL MAR...
ISSN 2610-9069
9
772610 906904
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analisi avanzata dei dati in un unico sistema perfettamente connesso
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rifiuti diventa ancora più smart, sostenibile ed efficiente.
2 SOMMARIO
wasteweb.it
Stampato su carta FSC
ISSN 2610-9069
Numero 40
Maggio 2026
EDITORIALE
3
In primo piano
8 Cestino d’oro
Dalle iniziative di sostegno alle
start-up circolari italiane
9 Up e Downcycling
Progetti geniali, idee bizzarre
10 Rifiuti e strategie
I rifiuti speciali al centro
del waste management
12 Pillole dal laboratorio
Rifiuto organico: come
migliorarne il trattamento
14 App e Startup
L’angolo delle buone idee
15 Welcome to jungle
Un progetto di biometano
agricolo nel Nord Sicilia
16 Provaci ancora EU
L’Europa spinge verso
un modello circolare.
Ma il progetto è a rischio
20 Scaffale Circolare
I libri che ispirano un futuro
sostenibile
Economia circolare
22 CircolarMente
Arredo circolare e regolamento
ESPR per il Salone del mobile
24 Oltre la stoffa c’è di più
Alla MFW la circolarità non
scherza tra abiti con passaporto
digitale e materiali rigenerati
26 Spy game
Piccoli RAEE.Indagine
in incognito sul funzionamento
del servizio «1 contro 0»
28 Waste segnala
Al via la nuova edizione di IFAT
Energia
32 Freddo dal caldo
L’energia termica può essere
utilizzata per produrre freddo
Rifiuti solidi
38 Laboratori scientifici
Quando il trasferimento richiede
competenze specialistiche
40 Rivoluzione solare
Tecnologie per il riciclo
di pannelli fotovoltaici
42 Formazione green
Al via il corso di FAST Academy
sull’analisi dei siti contaminati
44 Più piccoli, più forti
Nebulizzatori compatti
al debutto a IFAT
50 Costruiti per durare
Trituratori affidabili ed efficienti
51 Pulizia totale, zero pausa
Shock Pulse per caldaie
industriali
52 Ritorno al futuro
Impianto 4.0 di selezione
imballaggi da raccolta domestica
56 La svolta xFIR
I flussi digitali nativi riducono
anche i rischi sanzionatori
58 Trituratore lento
Per valorizzare i materiali difficili
60 Crescita a due velocità
Raccolta RAEE in miglioramento
ma ancora divario tra Nord e Sud
64 Raccolta bilaterale
Soluzioni tecniche potenziate dal
digitale per gestire i rifiuti urbani
66 EoW per i C&D
I chiarimenti del MASE
sull’applicazione del Decreto
Biowaste
68 Belli profumati
Fragranze sintetiche, tanto
tossiche e senza normativa
Acque reflue
72 Reflui da acquacoltura
Si apre un nuovo capitolo.
Ora c’è la possibilità di valorizzare
i reflui da allevamento
Veicoli&Allestimenti
76 «4R» green
Fermo amministrativo e VFU:la
nuova legge aiuta la circolarità?
78 Igiene urbana smart
Il meglio dell’ecosistema in
vetrina a Monaco
3 Editoriale
6 Numeri e poltrone
30 News economia circolare
34 News energia
35 News rifiuti solidi
70 News biowaste
75 News acque reflue
Direttore Responsabile
Lucia Edvige Saronni
Direttore Editoriale
Giuseppe Guzzardi
Consulenza Tecnico-Scientifica
Marco Comelli
Coordinamento Editoriale
Federica Lugaresi
Redazione
Mauro Armelloni, Matthieu Colombo
Fabrizio Parati, Emilia Longoni
Collaboratori
Ludovica Bianchi, Marco Capellini, Damiano
Diotti, Antonio Fargas, Ginevra Fontana,
Andrea Ghiaroni, Annalisa Gussoni,
Alessandro Marangoni, Giovanni Milio,
Mattia Molena, Eliana Puccio, Michele
Ragonese, Riccardo Rossi
Segreteria
Jole Campolucci
Amministrazione
Margherita Russo
Marzia Salandini
Abbonamenti
Mariana Serci
Traffico e pubblicità
Giovanna Thorausch
Marketing e pubblicità
Sabrina Levada (Responsabile estero)
Agenti
Giorgio Casotto
T 0425 34045 - Cell. 348 5121572
[email protected] per Friuli Venezia Giulia,
Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna
(escluse Parma e Piacenza)
Trimestrale - LO-NO/00311/03.2026CONV
Reg. Trib. Milano N. 230 del 19/07/2017
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STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio 313
21/11/1985 - Roc 32150
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abb. annuo Estero Euro 200,00
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una copia Estero Euro 40,00
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di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa
rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali,
ecc. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati
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e documentazione
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P.I. 00722350154
IL GIOCO
DEL
CIRCOLO
Ormai è diventato un coro, a tal punto che la stessa Com -
missione se lo sta dicendo (dopo essere stata strattonata delle
altre istituzioni dell’Unione): la strategia, o presunta tale, UE
per l’economia circolare non funziona, anzi fa danni. Se volete
qualche dettaglio vi rimando all’articolo dedicato in altre parte
della rivista.
Gli ultimi dati pubblicati a fine marzo da Eurostat aggiungono
benzina al falò delle vanità europee: nel 2024 ogni cittadino UE ha
prodotto 517 kg di rifiuti urbani (+8% in dieci anni), mentre il riciclo si attesta
a 248 kg pro capite (48,1%), con un incremento marginale sull’ultimo
anno. Ci sono diversi motivi dietro il primo dato, per esempio il cambiamento demografico
e l’iper-packaging che prosegue imperterrito, soprattutto di beni importati. Dietro il secondo
probabilmente c’è l’inadeguatezza degli impianti e la mancanza di incentivi (in senso economico)
per espanderli. E qui veniamo al punto.
La circolarità è un mezzo, non un fine. Il gioco deve valere la candela, e gli ultimi quindici
anni hanno dimostrato che la “candela” non può essere (aldilà della generica riduzione
delle emissioni climalteranti, anch’essa fallita oltre che autocontraddittoria) l’autolegittimazione
della burocrazia europea e dei suoi sponsor politici sovranazionali come salvatori
e regolamentatori del mondo. Anche perché il resto del mondo non si è mai allineato a
questa retorica. Ora forse la UE ha trovato una “candela” di maggior valore, ossia l’indipendenza
sulle materie prime strategiche, o meglio la riduzione della dipendenza. Ci era
già arrivata sull’energia, per esempio col ritorno di fiamma (scusate) verso il biogas in
RepowerEU e l’apertura al nucleare (l’ostilità verso il quale era una componente autocontraddittoria
maggiore visto l’obiettivo). Tutta la CEA sembra oggi pensata in quest’ottica.
Ora quindi sembra abbiamo un fine solido, il problema è che il “mezzo” ancora fatica.
Stabilire degli obiettivi di contenuto riciclato serve a poco (non è che non ci fossero
prima) se il mercato delle materie prime seconde provenienti da riciclo è debolissimo
(eufemismo), e non in grado di competere con le materie prime vergini con pochissime
eccezioni. Peggio, stiamo importando materie prime seconde, o sedicenti tali,
soprattutto dal sud-est asiatico, perché i costi interni europei non sono competitivi,
ma i mandati mordono. Ancora peggio, pensiamo di cavarcela esigendo “certificazioni”,
come sulle batterie, ma se necessario un certificatore amico si trova
sempre, soprattutto in certe aree del globo. Sono solo alcune delle criticità del
mezzo, e sarebbe necessario affrontarle anche a normativa vigente. Altrimenti
si può continuare con il “virtue signalling”, come sull’ERP per le plastiche
non da imballaggio, o a giocare alla circolarità imitando i manuali di cucina
della nonna autarchica o facendo sfilate di fashion sostenibile.
“The circle game”, una gemma della collana di gemme che è “Ladies of
the canyon”. Joni Mitchell, aprile 1970. Colonna sonora, non cantata dall’autrice,
di “Fragole e sangue”, ingenua operina, oggi di cultissimo, sulle
rivolte delle università californiane. Ma che mi colpì molto tanto tempo fa,
prima che cominciassi “a puntare i piedi per rallentare il circolo”.
Marco Comelli
9
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
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Soluzioni
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Anno X
Maggio
2026
ACQUACOLTURA
RIGENERATIVA
PER RICAVARE
DA BIOMASSA MANGIMI
E PRINCIPI ATTIVI
INQUINANTI AROMATICI.
ANCORA SENZA
NORMATIVA
CHE NE REGOLI
L’IMMISSIONE IN AMBIENTE
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Casa Editrice
la fiaccola srl
IN COPERTINA
E-TECH 2026 . . . . . . . . . . . . .49
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SCOLARI Srl . . . . . . . . . .II Cop.
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IN FONDO
AL MAR...
ISSN 2610-9069
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ECOTEC SOLUTION Srl . . . . .11
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CANNONI CONRAD . . . . . . . .21
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MITAMBIENTE Srl . . . . . . . . . .5
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SUM 2026 . . . . . . . . . . . . . . .79
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VERMEER ITALIA Srl . . . . . . .41
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WOLTERS KLUWER
ITALIA Srl . . . . . . . . . . . .IV Cop.
wolterskluwer.com
La valorizzazione dei reflui da acquacoltura
- sia su terra che in mare -
sembra avere una nuova svolta. Infatti
solo oggi, presenta una decisa convenienza
in termini economici.
Tante le iniziative per valorizzare questo
tesoro, tra cui la produzione di biomassa
per ricavare mangimi, biostimolanti
e principi attivi.
In fondo al mar…non solo scrigni di
monete d’oro!
AZIENDE CITATE
A
Althesys . . . . . . . . . . . . . . . .10
B
Busi Group . . . . . . . . . . . . . .78
C
Cannoni Conrad . . . . . . . . . .44
CVA S.p.A. . . . . . . . . . . . . . .34
E
eMomentum . . . . . . . . . . . .14
EPFL . . . . . . . . . . . . . . . . . .37
F
For Rec . . . . . . . . . . . . . . . .40
H
Heineken Italia . . . . . . . . . .75
N
Nord Engeneering . . . . . . . .64
S
SDA Bocconi . . . . . . . . . . . .46
Stadler . . . . . . . . . . . . . . . . .52
T
Tana . . . . . . . . . . . . . . . . . . .50
Tecnica Group S.p.A . . . . . . .55
Teha Group . . . . . . . . . . . . .70
W
Wolters Kluwer Italia S.r.l . .56
X
Xenon AIFM S.A. . . . . . . . . .63
fiaccola service
WASTE 40
Servizi offerti dalla Casa Editrice
Indicare con una X la voce interessata
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Compili e invii per fax o mail a: Casa editrice la fiaccola srl | Via Conca del Naviglio 37 | 20123 Milano | Tel 02 89421350 | Fax 02 89421484 | email: [email protected]
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e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
2 3
4
6 PRIMO PIANO Soluzioni
IN EVIDENZA
1 2 3 4
IN EVIDENZA
PRIMO PIANO
12 3
4
7
Numeri e poltrone
EBS
L’accendiamo!
In Italia la produzione
di elettricità da
biomassa solida ha
raggiunto il record nel 2024,
con 4,1TWh, segnando un
incremento del 20,4% rispetto
ai 3,4 TWh del 2023. Questo
secondo il Barometro 2025 di
EurObserv’ER. Il dato di cui
sopra, posiziona il nostro
Paese in controtendenza
rispetto alla flessione
registrata in altri Paese
europei, come la Germania e
la Svezia.
Il 95% di questa energia
inoltre, rispetta i criteri di
sostenibilità europei,
12 3
4
STANTEC
Il Signore delle acque
Progettare in modo
sostenibile in ambito
ingegneristico,
architettonico e
ambientale. E’ ciò che
svolge Stantec leader
mondiale di settore, che
annuncia l’arrivo di
Emanuele De
Mattia come
Direttore
Tecnico.
rendendola certificata verde.
Ebs - acronimo di Energia da
biomasse solide - è
l’Associazione che raggruppa i
principali produttori
industriali del comparto e
rappresenta “un settore
programmabile capace di
funzionare oltre 8 mila ore
l’anno” a prescindere dalle
condizioni meteo e integrando
fonti intermittenti come il
fotovoltaico e l’eolico. Le
biomasse derivano da residui
agricoli, sottoprodotti
agroindustriali, legno
forestale e valorizzano
prodotti che diversamente
non sarebbero utilizzabili. Il
comparto italiano comprende
Ingegnere idraulico e di
processo, De Mattia porta la
propria esperienza
consolidata nel trattamento
delle acque, maturata e
affermata in contesti
internazionali. Laureato
in Ingegneria Civile al
Politecnico di Torino, ha
lavorato su grandi
impianti di
trattamento delle
acque sia civili
che industriali,
15 operatori e 17 impianti
industriali sopra i 5 MW che,
utilizzando circa 2 milioni di
tonnellate di biomassa, per il
90% di provenienza autoctona.
Il settore inoltre è anche
sostenibile socialmente,
poiché genera oltre 5.000
posti di lavoro diretti e indiretti
nei settori agricolo, forestale,
metalmeccanico e logistico.
compresi impianti di
dissalazione e
potabilizzazione, ricoprendo
ruoli chiave nella
progettazione, nell’ingegneria
di dettaglio e nella gestione
dei processi. Con la sua
nomina, leadership tecnica”
assume un ruolo di
coordinamento e garanzia
della qualità, capace di dare
direzione e coerenza ai
progetti” dichiarano
dall’azienda.
Maggio 2026
CAMA
W il recupero di calce e malta
Quasi il 95% dei rifiuti è destinato
al riciclo. È quanto emerge dal
Bilancio di Sostenibilità diffuso da
CAMA (Associazione dell’Industria Italiana
della Calce e delle Malte, parte di
Federbeton Confindustria). Nel 2024, a
fronte di 15.171 tonnellate complessive di
rifiuti generate, il 94% è stato avviato a
recupero e solo il 5,3% a smaltimento. La
migliore performance di sempre, anche
rispetto al dato del 2023 (94,6%). Questo
dimostra la solidità del modello circolare
che caratterizza la filiera, “capace di
mantenere alti i numeri anche con
aumento di volumi produttivi”. La quota
dei rifiuti pericolosi si mantiene all’1,4%,
mentre i rifiuti non pericolosi
costituiscono la massima parte dei rifiuti
gestiti. Anche le performance ambientali
12 3
4
ANPAR
Eletto all’unanimità
Carlo Colombino è il
nuovo Presidente di
ANPAR, l’Associazione
Nazionale Produttori di Aggregati
Riciclati che aderisce ad
Assoambiente. Avrà un incarico
triennale e succede a Paolo
Barbieri che lo affiancherà come
Segretario dell’Associazione.
Il neo Presidente Colombino ha
dichiarato: “Il contesto europeo
rappresenta oggi l’ambito su cui
concentrare la massima
attenzione, in vista dell’emanazione
del Regolamento Europeo di End of
Waste (previsto per il 2027) e della
definizione delle norme tecniche di
Maggio 2026
- in termini di emissioni di CO 2 – sono
migliorate passando da 192.809 a 182.584
tonnellate. Contestualmente,
l’approvvigionamento da fonti rinnovabili
sempre più importante, ha contribuito ad
una riduzione del 24% delle emissioni
indirette. Dai combustibili fossili si è
passati a biomassa rinnovabile che nel
2024 ha coperto circa il 54% del
fabbisogno energetico del comparto.
attuazione del Regolamento
Europeo sui prodotti da costruzione
(CE 3110/2024)”. Si impegnerà
anche sul piano nazionale a
continuare il confronto col Ministro
dell’Ambiente per arrivare
all’obiettivo di ottimizzare l’avvio al
recupero dei rifiuti inerti, ma anche
per diffondere l’utilizzo e agevolare
il mercato dei materiali riciclati,
sulla base del CAM (Criteri
Ambientali Minimi). “È
fondamentale garantire che le
esigenze operative del settore
siano pienamente rappresentate e
comprese, anche attraverso un
attento monitoraggio dei territori”,
ha poi precisato. Colombino
intende, in ottica più ampia,
rafforzare inoltre la collaborazione
con le altre Associazioni della
filiera, in particolare sulle attività in
ambito europeo, e investire sulla
formazione delle imprese.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
8 PRIMO PIANO Soluzioni
WASTE AWARD
PUNTI COSPICUI
PRIMO PIANO
9
Upcycling e Downcycling
Marco Comelli
Largo alle giovani
(aziende)…con
il contest “Circular-
Start-up”condotto da
CyberTribu, start-up
factory di Genova e
organizzato da
ClickUtility Team,
che vuole stimolare
nuove idee in tema di
economia circolare.
14 sono le start-up
selezionate che
parteciperanno a
questa vetrina.
Doppio sarà il
premio: uno dato dal
pubblico, e uno dalla
giuria.
Cestino d’oro
Le strutture preposte a sostenere le start-up in Italia hanno
scoperto che l’economia circolare è un settore da sviluppare
Dopo decine se non centina di start-up
FinTech e di e-Mobility versante app di
trasporto pubblico, finalmente anche
l’economia circolare sta sollevando l’attenzione
di chi nel nostro Paese, per statuto o per scelta,
si dedica a stimolare la nascita e la crescita di
nuove idee innovative sotto forma di imprese.
Tra le non molte iniziative, assegniamo il nostro
non-premio al Circular Start-up Contest, titolo
non di grande creatività ma comunque espressivo,
portato avanti da CyberTribu, startup factory
di Genova, in collaborazione con Genova Startup
e organizzato da ClickUtility Team, che vedrà il
suo momento culminante il 20 aprile, quando
starete leggendo queste righe, presso il Mercato
Orientale di Genova (MOG).
La rosa delle prescelte
Da decine di candidature sono state selezionate
14 start-up che la mattina della giornata cruciale
avranno a disposizione ciascuna un pitch di 8
minuti, che dovrebbero essere sufficienti per
esprimere l’essenza dell’idea portata avanti in
tema di circolarità. Oltre al pubblico, il target
delle presentazioni saranno le istituzioni locali
e la giuria. Nel pomeriggio la vetrina delle idee
diventa aperta, ed è questa la fase che ci ha interessato,
essendo un po’ diversa rispetto a
quanto fatto normalmente. Dopo un corso introduttivo
su come si fa una start-up, partirà il
“Mercato delle idee circolari” dove le startup selezionate
avranno a disposizione un tavolo, da
cui attirare l’attenzione del pubblico generico in
visita. Quest’ultimo è parte attiva, perché disporrà
di sette gettoni, la metà delle aziende in campo,
che potrà assegnare a chi riterrà sia stato
più convincente. In cambio riceverà un timbro
su un passaporto, consegnando il quale completo
dei timbri necessari riceverà un “perk”
come si dice oggi, che fa più chic di ricompensa.
Dopo l’immancabile “Talk”, la giornata finirà con
una doppia premiazione, quella della giuria e
quelle del pubblico, per due riconoscimenti diversi
sul valore delle idee e di chi le porta avanti.
Sarà interessante, Festival di Sanremo docet, di
quanto divergeranno le due classifiche.
Nell’attesa, riportiamo qui sotto il link per sapere
come è andata.
l
https://www.circularcityforum.it/circular-startupcontest/
Maggio 2026
La pagina che sottolinea le notizie più interessanti del momento
ma anche del futuro, in antitesi con baggianate sapienti e idee
fuori moda o che hanno stancato o che lasciano il tempo che trovano
In deroga sì, ma….
L’UE definisce i confini del divieto di
distruzione dei prodotti invenduti. È
arrivato infatti l’atto (a integrazione
con l’ESPR) che definisce in modo
analitico deroghe e obblighi operativi
relativi al divieto di distruzione dei
Plastica alternativa.
Forse troppo
Le invenzioni non chiare
non ci convincono, col
tutto rispetto per alcuni
ricercatori. Come quelli
dell’Institute for
Bioengineering of
Cefalonia (Ibec) che
pensano di aver trovato
un’alternativa
biodegradabile alla
plastica, che invece di
sciogliersi a contatto con
l’acqua diventa ancora più
resistente. Il composto
sarebbe costituito da
chitosano (materiale
derivato dalla chitina)
modulando la quantità di
metalli presenti al suo
Maggio 2026
prodotti di consumo
invenduti. In modo
particolare per
articoli di
abbigliamento, calzature
e accessori. L’obiettivo è
quello di rendere i
prodotti immessi sul
mercato più circolari e sostenibili,
mirando a ridurre il problema della
distruzione dei prodotti tessili (che
riguarda una quota tra il 4% e 9%)
prima ancora del primo utilizzo. La
pratica rimane autorizzata in caso di:
sicurezza e salute pubblica (prodotti
identificati come pericolosi ai sensi
del Regolamento UE 2024/1781); non
conformità normativa; tutela della
proprietà intellettuale (articoli
interno per
aumentarne la
resistenza. In tal senso
si è deciso di agire sul
nichel – naturalmente
presente in tracce nella
chitina – incorporandone
alcuni ioni nella struttura
del chitosano. Ne è
risultato un materiale
“bio-integrato” dove
l’acqua è un componente
strutturale attivo che non
degrada più. Ciò significa
bleah!
wow
che quando si bagna,
aumenta la sua forza del
50%, superando le
prestazioni di molte
plastiche. E’ anche un
materiale “circolare”,
poiché è a scarto zero: il
nichel utilizzato in
eccesso che non si lega
alla struttura, può essere
recuperato ed utilizzato
per il lotto successivo.
Date queste performance
Federica Lugaresi
contraffatti) e danni e
deterioramento durante la
logistica. Tutti questi casi
devono seguire severi
requisiti di verifica e obblighi
di trasparenza e
conformità. Le disposizioni sono
applicabili dal 19 luglio 2026, per cui
le aziende del fashion ora hanno più
che una “traccia” per limitare la
distruzione dei prodotti e passare ad
una vera economia circolare. Ma è
“solo attraverso un sistema di
garanzia della qualità rafforzato e
una trasparenza totale sulla gestione
dei prodotti invenduti, che le imprese
potranno garantire la piena
compliance normativa”. Ne saremo
capaci?
interessanti, i ricercatori
hanno dimostrato che
può essere utilizzato
anche per produrre
contenitori ermetici,
bottiglie e contenitori per
liquidi utilizzati nel campo
del packaging alimentare.
Bravi, bravissimi. Ma
quindi questo nuovo
materiale/plastica si
biodegrada a secco????
Mhmmm…
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
10
PRIMO PIANO
RIFIUTI E STRATEGIE
I rifiuti speciali
al centro delle strategie
di waste management
Soluzioni per migliorare
il ciclo integrato dei rifiuti
CONSULENZA, PROGETTAZIONE, ASSISTENZA
L’esame delle operazioni del 2025 restituisce la fotografia
di un comparto dinamico che accoglie molti segmenti diversi,
sempre più interessato dalla presenza di operatori di altri settori
Alessandro Marangoni e Alessandra Zacconi
Alessandro Marangoni, economista
e docente universitario, è fondatore e ceo di
Althesys, società professionale indipendente
specializzata nella consulenza strategica
e nello sviluppo di conoscenza.
Opera con competenze di eccellenza nei settori
chiave di ambiente, energia, infrastrutture e
utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.
Irifiuti speciali (RS) hanno un ruolo primario
nelle strategie degli operatori della gestione
rifiuti, grazie all’elevata marginalità e alle molteplici
possibilità che offrono. Il comparto vede
molti segmenti diversi: dal trattamento di rifiuti
industriali alle acque reflue, dal riciclo chimico,
alla produzione di biocarburanti, dai rifiuti sanitari
alle bonifiche. Nell’arena competitiva operano
cluster di aziende molto diverse per dimensioni,
risultati e strategie.
Spiccano, in particolare, i grandi gruppi multibusiness
attivi su più segmenti della filiera, che
mirano a realizzare iniziative per consolidare la
loro posizione e ampliare servizi offerti e mercati
serviti. Nel 2024, i grandi operatori multibusiness,
pur essendo il 4% delle 70 aziende del
comparto con valore della produzione (VP) superiore
ai 5 milioni, segnano un giro d’affari di
2,5 miliardi di euro, pari al 44% del totale. Le loro
WAS è il think tank italiano sull’industria del waste management e del riciclo. Monitorare
il comparto del waste management e del riciclo, cogliere i trend evolutivi, analizzare le
strategie aziendali e indirizzare le policy è la sua mission. L’osservatorio sviluppa analisi
e studi sulla gestione dei rifiuti, la valorizzazione delle risorse e l’economia circolare,
monitorando il settore con l’Annual Report.
strategie hanno quindi un impatto significativo,
contribuendo in buona misura al +17% rispetto
al 2023 del VP dei 70 operatori.
Un comparto effervescente
Le 32 operazioni straordinarie rilevate dal WAS
Annual Report 2025 di Althesys per il 2024 sono
per metà le acquisizioni/cessioni di quote societarie.
Seguono gli accordi tra operatori, con 9
casi per il 28% del totale, finalizzati per lo più a
migliorare e diffondere processi di riciclo, con
un focus su imballaggi, plastiche e RAEE. Le Regioni
settentrionali sono l’area più interessata,
con il 47% delle operazioni. Il 19% riguarda il territorio
nazionale, il 13% il Centro, il 12% l’estero
e il 9% il Meridione. La gran parte delle iniziative,
circa il 40%, si deve agli Operatori privati, per lo
più attivi nella selezione e valorizzazione e nella
gestione dei RS. A distanza, tra i principali, vi
sono tecnologici (13%), enti pubblici (8%), grandi
multiutility dei rifiuti urbani, investitori finanziari
e piccole e medie multiutility (7% ognuno).
Interessante è poi l’aumento dei player appartenenti
a settori diversi (ad esempio, impiantistico,
meccanico, della produzione di pneumatici),
salito dal 3% nel 2023 al 15%.
L’esame delle operazioni del 2025 mostra una
certa continuità con i trend precedenti, restituendo
la fotografia di un comparto dinamico, sempre
più interessato dalla presenza di operatori di altri
settori e in rapida evoluzione grazie all’innovazione
tecnologica.
l
Maggio 2026
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e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
12 PRIMO PIANO Soluzioni
FRAZIONE UMIDA
FRAZIONE UMIDA
PRIMO PIANO
13
Rifiuto organico:
come migliorare raccolta
e trattamento?
di Andrea Ballabio,
Donato Berardi
e Nicolò Valle
Perfezionare la qualità della raccolta e l’efficienza
del trattamento del rifiuto organico è una leva
per centrare gli obiettivi europei di riciclo dei rifiuti urbani
I DIVARI DI COMPETITIVITÀ NELLA GESTIONE
DELLA FRAZIONE UMIDA (IMPORT-EXPORT)
Tonnellate* e valori percentuali rispetto ai volumi intercettati, anno 2024
Fonte: elaborazioni REF su dati ISPRA
Il Laboratorio REF è un
think tank che intende
riunire selezionati
rappresentanti del mondo
dell’impresa, delle
istituzioni e della finanza
al fine di rilanciare il
dibattito sul futuro dei
Servizi Pubblici Locali
Il rifiuto organico rappresenta più di un terzo
dei rifiuti urbani italiani prodotti (circa il
34,8%, oltre 10 milioni di tonnellate l’anno),
ricomprendendo sia la quota da raccolta differenziata
sia i volumi di indifferenziato, e contribuisce
per il 40,9% al tasso di riciclaggio
complessivo del 2024. Il riciclo
dei rifiuti organici è, dunque, decisivo
per raggiungere gli obiettivi
di riciclaggio dei rifiuti urbani
(55% al 2025, 60% al 2030, 65%
al 2035), a patto di migliorare
l’efficienza del trattamento e la
qualità dell’intercettazione.
Quali sono i problemi
della filiera?
Il rifiuto organico si trova al centro
di un intenso dibattito economico,
istituzionale e giurisprudenziale.
In primo luogo, rileva
la mancata definizione del c.d.
“market design” della frazione
umida, che oscilla costantemente
tra una gestione concorrenziale
improntata alla “libera circolazione”,
all’interno di un
perimetro nazionale, e un trattamento
regolato di “prossimità”,
di declinazione per lo più regionale.
In secondo luogo, il
trattamento del rifiuto organico si caratterizza
per livelli differenziati di dotazione impiantistica
efficiente, essenzialmente tra impianti
che uniscono il recupero di energia al riciclo
della frazione umida e infrastrutture sprovviste
di linee di digestione anaerobica e tra Nord e
Maggio 2026
resto del Paese. Una proxy delle differenze
territoriali è rappresentata dai divari di efficienza
nel trattamento dell’umido, alla base
dei movimenti dei rifiuti dal Centro-Sud verso
le regioni del Nord.
Negli ultimi anni, poi, i corrispettivi per il
trattamento della FORSU in alcune aree del
Paese sono crollati: dai circa 130 euro/ton
(escluso il trasporto) del 2021, ai circa 60
euro/ton del biennio 2024-2025, con punte
anche di 20-30 euro/ton.
Un altro versante di criticità è il deterioramento
della qualità della frazione organica intercettata.
Negli ultimi anni, i quantitativi raccolti
presentano maggiori materiali estranei che
vanno a penalizzare il trattamento, soprattutto
il recupero di materia finalizzato alla produzione
di compost e/o biometano.
Le novità per rilanciare il sistema
Le continue - e talvolta contraddittorie - pronunce
giurisprudenziali chiamano un intervento
per definire compiutamente il “market
design” della frazione umida, ma più in generale
dell’intero settore dei rifiuti, così da
chiarire l’incertezza normativa sottostante,
acuita dall’applicazione non coerente dei criteri
indicati dalla regolazione ARERA. Per
tutti gli impianti sul mercato, al fine di rimuovere
le distorsioni e ripristinare un ”level
playing field”, è necessaria una celere e cogente
applicazione delle prescrizioni introdotte
da ARERA nell’ambito della disciplina
della qualità tecnica, assieme agli schemi
di bando di gara tipo, estesi anche ai prestatori
d’opera (sub-appalti).
L’implementazione di indicatori quali il macro-indicatore
R2 e altre metriche ambientali
nella regolazione della qualità tecnica
del trattamento (RQTR) permette di misurare
con maggiore precisione la qualità della
raccolta, l’efficacia del riciclo e l’efficienza
nel trattamento degli scarti. Ciò consente di
Maggio 2026
LA QUALITÀ DELLA RACCOLTA DELLA FRAZIONE UMIDA
% di frazione compostabile e materiali estranei (MNC)
sul totale dei rifiuti avviati a trattamento, anni 2023-2024
Fonte: elaborazioni Laboratorio REF su dati CIC
legare in modo più stretto la regolazione
economica agli obiettivi di sostenibilità, rafforzando
la coerenza tra pianificazione, tariffa
e qualità del servizio.
Non sono più accettabili, infatti, bandi di gara
nei quali la distanza dall’impianto di trattamento
dal luogo di produzione dei rifiuti diviene
l’unico aspetto, o comunque il prevalente,
tra i criteri dell’offerta tecnica.
Occorre che le prescrizioni indicate dalla regolazione
della qualità tecnica di ARERA divengano
patrimonio stabile delle stazioni appaltanti,
contemplando esplicitamente tutti
fattori già enucleati dalla disciplina della
qualità tecnica ARERA: l’efficacia del trattamento,
la misura degli scarti, la produzione
di energia, sino alla misurazione delle
emissioni complessive associate al trasporto
e al trattamento.
Così facendo, la mera distanza geografica
potrà essere rimpiazzata da strumenti economici
adeguati a valorizzare tutte le dimensioni
di efficienza tecnica e ambientale del
trattamento.
l
Per approfondire
Rifiuto organico:
migliorare la qualità delle
raccolte e l'efficienza del
trattamento per
raggiungere gli obiettivi di
riciclaggio
Position Paper n. 307 -
Laboratorio REF Ricerche,
novembre 2025
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
14 PRIMO PIANO Soluzioni
ANGOLO INNOVAZIONE
WELCOME TO THE JUNGLE NEWS PRIMO PIANO
15
Economia Circolare
App e Startup
Eliana Puccio
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È un’app e gratuita creata
dai Consorzi Ecoped e
Ridomus (Hub Safe), con il
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dell’Ambiente e
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manutenzione
predittiva avanzata,
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prevenire guasti e
ottimizzare le risorse.
Con l'uso di sensori IoT
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artificiale, il sistema
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identificarli, suggerimenti
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Maggio 2026
Biometano, il “campo
“si slabbra
Un progetto di biometano agricolo nel nord della Sicilia
rimescola il tradizionale schieramento “ecolloggico”
Rodì Milici è un comune di 1.915 abitanti
della città metropolitana di Messina in
Sicilia. È un comune sparso costituito dai
due nuclei urbani di Rodì e Milici e dalle piccole
frazioni di Pietre Rosse e Case Bruciate. Sullo
stesso territorio esisteva da tempi molto antichi,
la cittadina conosciuta con diversi nomi, Rhodis,
Solaria e Artemisia, distrutta a seguito dell’inondazione
nel 1582 provocata dal torrente Patri.
Ce ne occupiamo perché la città è al centro di
un caso classico di “giungla” all’italiana.
Impianto a regola d’arte ma…non basta
In contrada Lacco, nella zona ovest del territorio
comunale, è in via di realizzazione un impianto
per la produzione di biometano da scarti
agricoli. Finanziato con il PNRR per 20 milioni
di euro, produrrà 500 standard metri cubi di
metano l’ora, che verrà immesso nella rete
SNAM. L’alimentazione dei digestori, al ritmo
di 95 mila tonnellate l’anno, sarà fornita da
sottoprodotti agricoli, come pastazzo di agrumi,
sansa, letame e liquami (bovini, bufalini,
avicoli) e, in misura residuale, triticale, foglie
di ulivo e vinacce. Oltre il 90% proviene da
aziende situate nel raggio di 35 km dall’impianto,
e il 60% entro un raggio di 20 km. Oltre
al biometano, l’impianto produrrà oltre 80.000
tonnellate di digestato l’anno. Un impianto a
Maggio 2026
regola d’arte, che ha avuto l’approvazione di
tutte le autorità preposte, rispetta tutti i piani
di gestione del territorio a tutti i livelli, e non
ha ricevuto osservazioni dalle associazioni e
ordini professionali. Eppure... Alcuni sindaci
dei comuni vicini stanno cercando di bloccare
i lavori, con motivazioni che appaiono campate
per aria. Prima ci si è appigliati all’esistenza
di una discarica (chiusa da dieci anni) in un
comune limitrofo, in base a non si capisce quale
normativa. Poi è arrivata la più classica delle
obiezioni, la difesa di “un’area agricola e turistica
strategica”.
La cosa più divertente è che le opposizioni provengono
dai comuni limitrofi, che ospitano assemblee
pubbliche, non si capisce frequentate
da chi, mentre la stessa Legambiente regionale
è fortemente favorevole. Il paradosso si spiega
con la lotta politica locale. L’amministrazione
di Rodì Milici è in scadenza e il sindaco è già al
secondo mandato. A giugno scatta la tagliola
del PNRR, per cui uno stop all’impianto porterebbe
alla perdita dei fondi. La posta è alta
(relativamente, eh), e infatti è sceso in campo
uno dei partiti del “campo largo”, che ha scovato
un parere dell’Assessorato regionale che
metterebbe in dubbio l’iter approvativo. Il blocco
di un impianto val bene una slabbratura del
campo (largo).
l
Marco Comelli
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
16 PRIMO PIANO Soluzioni
EUROPA E CIRCOLARITÀ
EUROPA E CIRCOLARITÀ
PRIMO PIANO
17
Provaci ancora UE
L’Unione Europea si sta imbarcando
nel più ambizioso progetto per la conversione
del sistema economico europeo verso
un modello circolare. Il rischio è il solito
Marco Comelli
Circular economy act, in sigla CEA. Se
tutto andrà come la Commissione vuole,
sentiremo molto queste parole nei
prossimi mesi e forse anni. In termini generali
l’obiettivo è di spingere il sistema economico
europeo da un modello lineare a uno circolare
(o almeno, più circolare). In passato l’Unione
ha fatto alcuni passi in quella direzione, ma
inquadrati in un generico impegno verso la
“sostenibilità”, che con la Commissione Von
Der Layen I si è tradotto in “riduzione delle
emissioni di CO 2 e decarbonizzazione”. La pianificazione
è iniziata nel 2015 con il cosiddetto
Closing the loop action plan, seguito nel 2020
dal Circular Economy Action Plan. Per un riassunto
delle azioni incluse rimandiamo al primo
box, ricordando che alcune misure del secondo
piano entreranno in vigore
quest’anno.
Una partenza senza botto
La UE si è però vista sbattere
in faccia dal suo proprio interno
(il rapporto della European
Court of Auditors, di cui abbiamo parlato lo scorso
numero, quelli della European Environment
Agency, EEA, e i famosi rapporti di Mario Draghi
sulla competitività e di Entico Letta sul futuro
del mercato unico) il sostanziale fallimento delle
azioni, sia da un punto di vista ambientale che
della “resilienza” europea, di fronte alla dipendenza
da materie prime e di catena di fornitura
non sotto il controllo dell’Unione. Rimandiamo
al Box 2 per un riassunto del fallimento espresso
in dati. Nonostante i già menzionati rapporti
spingano (eccetto quelle EEA) ad agire, o meglio
a portare avanti le azioni dopo l’annuncio, e non
solo a normare, sembra che anche questa volta
l’Unione o almeno la Commissione, cui spetta
la responsabilità di mettere in moto il meccanismo,
abbia deciso di mettere mano al codice.
I punti salienti
Questa volta il compito è difficile, perché se
non ci si limita a un “virtue signalling” di sembrare
i primi della classe a livello globale, ma
si vuole mettere insieme circolarità, ambiente
(non sono sinonimi), maggiore indipendenza
strategica e competitività, e affrontati, per
esempio, i seguenti punti (tratti verbatim dal
recentissimo briefing del Think Tank del Par -
lamento Europeo):
• Sicurezza dei materiali e materie
prime critiche (CRM). La dipendenza
dell'UE dai paesi terzi
per le risorse strategiche rimane
una vulnerabilità critica. Sebbene
la legge sulle CRM fissi un obiettivo
per il 25% del consumo annuo
dell'UE di materie prime
strategiche proveniente dal riciclo,
gli attuali tassi di riciclo per
materiali come il litio e le terre
rare rimangono inferiori all'1%.
• Frammentazione del mercato unico. La
mancanza di criteri armonizzati per determinare
quando un rifiuto cessa di essere un rifiuto
e diventi un prodotto è identificata come
un ostacolo primario alla competitività.
• Obiettivi di utilizzo delle risorse: efficienza
(riciclo) vs riduzione. Sebbene l'UE abbia migliorato
la gestione dei rifiuti attraverso un aumento
del riciclo, non è possibile ottenere riduzioni
sostanziali dell'utilizzo delle risorse e
del relativo impatto ambientale solo attraverso
il riciclo.
• Efficienza (tassi di riciclo) contro obiettivi
vincolanti. È necessario scegliere tra misure
di efficienza o obiettivi di riduzione del consumo
assoluto di risorse per raggiungere gli
obiettivi dell'UE in termini di autonomia strategica,
minore impronta materiale e disaccoppiamento
tra crescita economica e consumo
di materiali.
• Competitività economica: colmare il divario
di prezzo tra materiali vergini e riciclati. Uno
dei maggiori ostacoli è rappresentato dal fatto
che i materiali riciclati spesso costano di più
(ad esempio, le plastiche, come PET e rPET)
o sono percepiti come di qualità inferiore rispetto
ai materiali vergini. Questo divario di
prezzo e/o di qualità mina la domanda di riciclati
e la redditività del riciclo. Le risorse rappresentano
il costo di input più elevato per l'industria,
rendendo l'uso prudente e razionale
delle risorse fondamentale per la competitività.
(NdR: infine, ricordiamo che la totale assenza
di controlli efficaci alle frontiere porta
all’importazione di materie prime seconde di
scarsa qualità e forse nemmeno frutto di riciclo).
• Governance della responsabilità estesa del
produttore (EPR). La governance EPR si
scontra con un problema strutturale: le organizzazioni
di produttori sono incentivate a
minimizzare i costi per i produttori, piuttosto
LA NORMATIVA EUROPEA PER LA CIRCOLARITÀ (SECONDO
LA UE) IN ORDINE CRONOLOGICO:
Gennaio 2018. Pacchetto sull'economia circolare, comprendente
sviluppo di un quadro di monitoraggio per l'economia circolare;
relazione sulle materie prime critiche e l'economia circolare;
strategia sulla plastica nell'economia circolare; analisi e opzioni
politiche per affrontare l'interfaccia tra prodotti chimici, prodotti
e legislazione sui rifiuti, compreso come ridurre la presenza e
migliorare il monitoraggio delle sostanze chimiche problematiche
nei prodotti.
Luglio 2018. Entrata in vigore del quadro legislativo rivisto in
materia di rifiuti
Marzo 2019. Adozione del pacchetto definitivo sull'economia
circolare e relazione sull'attuazione del piano d'azione per l'economia
circolare. Documento di lavoro dei servizi sui prodotti
sostenibili in un'economia circolare.
Giugno 2019. Entrata in vigore della normativa rivista sui fertilizzanti.
Luglio 2019. Entrata in vigore della direttiva sulla plastica
monouso
Ottobre 2019. Green Deal europeo e adozione di dieci regolamenti
attuativi in materia di ecodesign
Marzo 2022. Adozione della strategia UE per i tessili sostenibili
e circolari.
Marzo 2023. La Commissione ha presentato una proposta di
Direttiva sulla verifica delle dichiarazioni ecologiche. Entra in
vigore quest’anno. Proposta di nuovo Regolamento sui veicoli
fuori uso, approvato lo scorso anno, entrata in vigore dal 2028.
Luglio 2023, adozione il nuovo Regolamento sulle batterie.
Marzo 2024. Entrata in vigore della Direttiva sull’etichettatura.
Luglio 2024. Entrata in vigore della Direttiva sulla riparazione
dei beni, che istituisce il "diritto alla riparazione". Entrata in vigore
del Regolamento sulla progettazione ecosostenibile dei
prodotti (ESPR).
Agosto 2024. Revisione della Direttiva sulle emissioni industriali
con adozione della Direttiva sulle emissioni industriali e zootecniche
(IED 2.0).
Febbraio 2025. Entrata in vigore del Regolamento sui rifiuti di
imballaggio (PPWR).
che a massimizzare i risultati dell'economia
circolare. Il settore tessile è un esempio di
questo disallineamento, in cui il settore del
riutilizzo e della raccolta è diventato finanziariamente
vulnerabile a causa di finanziamenti
insufficienti e del calo della qualità dei
tessuti raccolti, compromettendo gli obiettivi
di circolarità.
• Rischi per la salute. I rischi sanitari derivanti
dai processi di riciclaggio si estendono sempre
Tra i numeri
del fallimento
(Secondo
la Commissione) c’è
il tasso di riciclaggio
RAEE: 30,8% nel 2023;
lontano dall'obiettivo
del 65% entro il 2019.
Maggio 2026
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
18 PRIMO PIANO Soluzioni
EUROPA E CIRCOLARITÀ
L’ECONOMIA CIRCOLARE NELLA UE, I NUMERI DI
UN FALLIMENTO (SECONDO LA COMMISSIONE):
• Impronta materiale: 14,1 tonnellate pro capite (2024;
Tendenza: stabile/elevata).
• Tasso di utilizzo circolare dei materiali: 12,2% (2024;
Tendenza: stagnante; Obiettivo: 24% entro il 2030).
• Produzione di rifiuti: 5 tonnellate pro capite all'anno
(2022). Circa il 40,8% dei rifiuti prodotti nell'UE viene
riciclato e il 30,2% smaltito in discarica. Rispetto al
2010, nel 2022 nell'UE è stata prodotta una quantità
di rifiuti pericolosi superiore del 31,1%. (NdR, si tratta
forse di un effetto ottico, i sovvalli del riciclo urbano
vengono in molte legislazioni classificati come industriali
e a volte come pericolosi. La situazione potrebbe
peggiorare se il PFU verrà classificato come pericoloso).
• Tasso di riciclaggio degli imballaggi: 67,5% (2023;
Obiettivo: 70% entro il 2030).
• Tasso di riciclaggio RAEE: 30,8% (2023; lontano dall'obiettivo
del 65% entro il 2019).
• Scambio di materie prime: deficit commerciale di
29 miliardi di euro (2023). Brasile e Stati Uniti sono
stati i principali partner commerciali per le importazioni
UE (2023). Cina e Regno Unito sono stati i principali
partner commerciali per le esportazioni UE
(2023). Tra il 2013 e il 2023, le importazioni sono cresciute
del 30%. (NdR, la tendenza è aumento di import
da Cina e sud-est asiatico)
• Commercio di materie prime riciclabili: nel 2024, le
esportazioni di materie prime riciclabili sono ammontate
a 35,7 milioni di tonnellate: la Turchia è stata la
principale destinazione delle esportazioni UE di materie
prime riciclabili (12,3 milioni di tonnellate). Le
importazioni di materie prime riciclabili sono ammontate
a 46,7 milioni di tonnellate nel 2024 e provenivano
prevalentemente dal Brasile (9,8 milioni di tonnellate).
(NdR, probabilmente la tendenza è aumento di import
da Cina e sud-est asiatico, come rPET)
• Occupazione nell'economia circolare dell'UE: 4,3
milioni di persone (2021)
Anche il tasso
di riciclaggio degli
imballaggi pari
al 67,5% nel 2023
(obiettivo
del 70% al 2030),
non depone a favore
del modello
di circolarità
che si è imposta la UE.
più oltre la tossicità chimica, poiché i processi
di riciclaggio meccanico della plastica sono
identificati come importanti emettitori di microplastiche.
Queste particelle possiedono
proprietà tossiche intrinseche e possono causare
lesioni e disfunzioni a carico di diversi sistemi
del corpo umano, tra cui l'apparato digerente,
respiratorio, cardiovascolare, immu nitario,
riproduttivo ed endocrino, indipendentemente
dalle sostanze chimiche che possono contenere.
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di selezione.
ENGLISH ABSTRACT
Tray again, EU
The European Union is embarking on Circular Economy Act, or CEA for
short, the most ambitious project to convert the European economic system
to a circular model. The risk is the same as always. At the time of writing,
the Commission intends to submit the draft CEA, which should be a Directive,
in the third quarter of 2026. From what has been leaked and communicated,
the measures should include amending the Waste Framework Directive,
amending the Landfill Directive, and finally amending the Waste Electrical
and Electronic Equipment Directive, as well as evaluating additional measures
(for example, harmonizing environmental taxation and requirements for the
management of extractive waste). The overall goal would be to double the
circular material use rate in the EU to 24% by 2030.
C’è parecchio da modificare
Al momento di scrivere queste righe, la Com -
missione di propone di sottoporre la bozza del
CEA, che dovrebbe essere una Direttiva, nel
terzo trimestre del 2026. Da quello che è trapelato
e comunicato, le misure dovrebbero
comprendere la modifica della Direttiva quadro
sui rifiuti, la modifica della Direttiva sulle
discariche e infine quella relativa alla Direttiva
sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche,
oltre alla valutazione di misure aggiuntive
(ad esempio, l'armonizzazione della
tassazione ambientale e dei requisiti per la
gestione dei rifiuti estrattivi). L’obiettivo generale
sarebbe di raddoppiare il tasso di utilizzo
circolare dei materiali nell'UE, portandolo al
24% entro il 2030.Tenetevi forte. l
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per l’ambiente
Economia Circolare
20 PRIMO PIANO Soluzioni
ANGOLO LETTURA
Neomateriali
nell'economia
circolare.
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Autore:
Marco Caffi,
direttore di Green
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40 euro
Scaffale circolare
Una rubrica per esplorare come i libri possano ispirare un futuro
più sostenibile. Un viaggio attraverso le pagine di saggi e manuali
Eliana Puccio
In un mondo che affronta sfide climatiche
senza precedenti, il modo in cui immaginiamo
e diamo forma agli edifici deve evolversi per
stare al passo con le trasformazioni e le
esigenze dell’ambiente, della società e del
territorio. Per progettare edifici resilienti e in
linea con gli obiettivi di decarbonizzazione,
abbiamo bisogno di un’edilizia che non sia solo
sostenibile, ma anche rigenerativa, capace di
sfruttare appieno il potenziale degli approcci
circolari, dei materiali bio-based, riciclati e
recuperabili. "Neomateriali nell’economia
circolare - Building" mostra una prospettiva
chiara e presenta esempi concreti di come
processi e materiali innovativi possano
trasformare il modo in cui progettiamo e
costruiamo, ponendo la circolarità al centro
come leva strategica per ridurre le emissioni e
diminuire i rifiuti. Non si tratta solo di una
necessità ambientale, ma anche di
un’opportunità economica straordinaria per
l’intero settore. Con case studies di progetti
all’avanguardia e soluzioni pionieristiche, il
libro dimostra che è possibile trasformare
l’industria edile in un motore di vera
sostenibilità. Il volume raccoglie i
contributi di esperti e giornalisti
ambientali.
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
22 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni
ARREDO ED ECODESIGN
ARREDO ED ECODSIGN
ECONOMIA CIRCOLARE
23
Circolarmente
Appuntamento con lo spazio dedicato a materiali e design
circolare, nonché alle risorse materiche. In questo
numero si parla di arredo circolare e Regolamento ESPR
Marco Capellini
Matrec.com
Un divano può durare
a lungo ma il suo fine
vita generalmente
si conclude
in discarica
o in inceneritore.
Peccato perché
il riciclo di molti
materiali dell’arredo
ha alti potenziali.
Il settore del mobile e dell'arredo è uno dei
comparti manifatturieri più rilevanti per
l'economia europea e italiana in particolare.
Eppure, quando si parla di circolarità, spesso
rimane in secondo piano rispetto al tessile o
all'elettronica. Con l'avanzare del Regolamento
ESPR (Ecodesign for Sustainable Products
Regulation) e dei suoi atti delegati, il tema è destinato
a diventare centrale anche per i produttori
di mobili e complementi d'arredo. In Eu -
ropa, si stima che ogni anno vengano dismessi
oltre 10 miliardi di kg di mobili, con tassi di riciclo
di materiale di qualità ancora molto bassi
rispetto ad altri settori.
Un settore maturo, ma poco circolare
I prodotti di arredo sono per loro natura caratterizzati
da una lunga vita utile. Un divano,
un armadio, un tavolo possono durare decenni.
Eppure, la fine vita di questi prodotti è talvolta
gestita in modo tutt'altro che circolare: nonostante
l’efficiente sistema italiano per la rac-
colta e riciclo della filiera del legno, parte dei
mobili dismessi finisce in discarica o, nel migliore
dei casi, in valorizzazione energetica.
Le cause sono molteplici: la complessità dei
materiali impiegati (legno, metalli, plastiche,
tessuti, colle e trattamenti superficiali), la difficoltà
di separare i componenti e l’abbandono
dei prodotti in discariche abusive. Il riciclo potenziale
di molti materiali impiegati nell'arredo
è teoricamente elevato: il legno, l'acciaio, l'alluminio
e alcune plastiche sono materiali con
buone se non ottime caratteristiche di riciclabilità
intrinseca. Il problema, però, è che il riciclo
reale - quello che avviene concretamente a fine
vita - è spesso marginale. La contaminazione
tra materiali, la presenza di sostanze preoccupanti
e la difficoltà di disassemblaggio, rendono
il recupero di qualità talvolta difficile.
Ecodesign: la leva del cambiamento
Il Regolamento ESPR introduce un approccio
sistemico che, per la prima volta, affronta il
ciclo di vita dei prodotti fin dalla fase di progettazione.
Anche se gli atti delegati specifici
per i mobili non sono ancora stati pubblicati,
il quadro normativo indica con chiarezza le direttrici
che il settore dovrà seguire.
Parallelamente, il Passaporto Digitale del
Prodotto (DPP) sarà uno strumento chiave:
ogni prodotto dovrà documentare composizione,
contenuto di riciclato, presenza di sostanze
problematiche e istruzioni per il disassemblaggio.
Le aree di intervento prioritarie
per l'arredo sono essenzialmente quattro.
La prima riguarda la durabilità: progettare
Maggio 2026
La difficoltà di separare i componenti è una delle
ragioni che bloccano il riciclo nell’arredo:
l’ecodesign è una spinta al cambiamento.
prodotti più robusti, con componenti sostituibili
per ridurre la pressione sulle risorse e favorirne
il recupero e riciclo a fine vita.
La seconda è la separabilità dei materiali: un
prodotto pensato per essere disassemblato
facilmente - senza l'uso di colle permanenti
o assemblaggi irreversibili - consente il recupero
di flussi di materiale puri e quindi di qualità
superiore.
La terza è l'incremento del contenuto di materia
prima riciclata: legno riciclato, metalli
recuperati, plastiche rigenerate.
La quarta, trasversale a tutte le altre, è la riduzione
e la tracciabilità delle sostanze preoccupanti,
che rappresentano un ostacolo al
riciclo di qualità.
Misurare per migliorare
Come per tutti i settori, anche nell'arredo la
sfida della circolarità si gioca innanzitutto sulla
capacità di misurare. Distinguere tra riciclabilità
teorica e riciclo reale non è un esercizio
accademico: è una necessità operativa per chi
vuole fare affermazioni credibili e verificabili
sulla sostenibilità dei propri prodotti senza incappare
in azioni di Greenwashing. Strumenti
come il CircularTool di Matrec - validato da
Bureau Veritas sull'applicazione delle norme
ISO 59020 e ISO 59040 - permette di misurare
la circolarità, di quantificare gli scenari di fine
vita e di identificare le azioni di miglioramento
più efficaci lungo la catena del valore. La norma
ISO 59040, in particolare, si concentra sulla
creazione di un 'Product Circularity Data
Sheet', una carta d'identità del prodotto che
raccoglie dati verificabili sulla sua circolarità.
Adottare oggi questi strumenti significa costruire
un linguaggio comune con il mercato
e con i regolatori europei di domani.
Il settore arredo ha davanti a sé un'opportunità
importante: anticipare i requisiti normativi trasformando
il design circolare in un vantaggio
competitivo reale, non in un adempimento burocratico.
Chi inizia oggi a misurare, progettare
e comunicare la circolarità in modo rigoroso,
sarà nella posizione migliore per affrontare
un mercato europeo sempre più attento all'impatto
reale di ciò che produce e di ciò che
acquista.
l
Maggio 2026
Se non si misura,
non esiste.
CircularTools
di Matrec permette
di misurare
la circolarità
di un prodotto
ed immaginarne
i possibili fine vita.
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
24 ECONOMIA CIRCOLARE MODA E NORMATIVE EUROPEE
MODA E NORMATIVE EUROPEE ECONOMIA CIRCOLARE 25
Economia Circolare
La sfilata Diesel
Autunno/Inverno
2026, presentata
il 24 febbraio
2026 durante
la Milano Fashion
Week da Glenn
Martens. Celebra
quasi 50 anni
di storia del
brand (dal 1978).
Oltre la stoffa
c’è di più
Non più semplici sfilate, ma un vero
manifesto industriale. Alla MFW 2026
l'ecologia diventa il cuore del business:
tra abiti dotati di passaporto digitale,
materiali rigenerati e fine vita pensato a monte
Eliana Puccio
La Milano Fashion Week di febbraio 2026 ha
segnato un punto di non ritorno per il sistema
moda italiano.
Se negli anni passati la sostenibilità era spesso
relegata a capsule collection o dichiarazioni d'intento,
l'ultima edizione dedicata alle collezioni
Donna Autunno/Inverno 26/27 ha dimostrato che
l'ecologia è ormai diventata un pilastro fondamentale
della competitività aziendale.
La vera novità non è stata solo nei tessuti, ma
nella struttura stessa dei brand.
Sotto la spinta delle nuove normative europee,
le case di moda hanno presentato strategie concrete
basate sulla Responsabilità Estesa del
Produttore (EPR).
Progettare un capo oggi significa prevederne il
"fine vita": la modularità e la facilità di disassemblaggio
sono diventate le nuove linee guida
creative, necessarie per abbattere i costi futuri
di riciclo e smaltimento.
Grandi Brand e sperimentazione
L’esempio più visibile è arrivato da Diesel, che
ha trasformato la sfilata in un manifesto dell'upcycling.
Utilizzando migliaia di pezzi d'archivio
come scenografia e integrando materiali riciclati
in ogni look, il brand ha dimostrato che il recupero
può avere un'estetica potente e commerciale.
Parallelamente, colossi come Prada e
Gucci hanno consolidato la transizione energetica,
legando la produzione a contratti di fornitura
esclusivamente "green" e implementando sistemi
avanzati di tracciabilità digitale per garantire
al cliente totale trasparenza sulla filiera.
Prada ha investito in efficienza energetica, convertendo
i siti industriali e i negozi all'uso di energia
rinnovabile e puntando a una riduzione delle emissioni
Scope 1 e 2 del 29,4% entro il 2026 (rispetto
al 2019). Il gruppo ha inoltre incrementato l'uso di
materiali a basso impatto, con l'obiettivo di raggiungere
il 70% di cotone sostenibile entro il 2026.
Gucci ha raggiunto un alto livello di utilizzo di energia
rinnovabile (riportando il 93% a livello mondiale
già nel 2021) e ha mantenuto la neutralità carbonica
in tutta la sua supply chain dal 2018. Inoltre,
attraverso il suo "Circular Hub" in Toscana, si concentra
sulla riduzione dell'impronta di carbonio
nella produzione di pelletteria.
Fashion Hub e nuovi talenti
Centro nevralgico della sperimentazione è stato
il Fashion Hub di Palazzo Morando.
Qui, i designer emergenti hanno presentato soluzioni
che vanno oltre il semplice riciclo: modelli
di business basati sul noleggio, sulla riparazione
certificata e su materiali bio-based.
Eventi collaterali come lo Sfashion Weekend
hanno inoltre arricchito il dibattito, portando l'attenzione
sull'impatto sociale della produzione
tessile e sulla necessità di una moda che rispetti
tanto il pianeta quanto le comunità che lo abitano.
In sintesi, la MFW 2026 ha sancito la fine dell'era
del "greenwashing": oggi il lusso milanese
si definisce attraverso la capacità di rigenerarsi,
trasformando i vincoli ambientali in opportunità
di design e innovazione tecnologica.
Il Passaporto di Prodotto
Il 2026 è l'anno spartiacque per il Digital Product
Passport (DPP). Durante la settimana della
moda, molti brand hanno anticipato l'obbligo europeo
(previsto per luglio 2026) presentando capi
dotati di identità digitale. Scannerizzando un
semplice codice, i visitatori hanno potuto accedere
all'intera "biografia" del prodotto: dall'origine
delle fibre alla storia degli artigiani coinvolti,
fino ai consigli per il futuro riciclo. l
ENGLISH ABSTRACT
The Era of Regeneration
The February 2026 Milan Fashion Week marked a definitive turning point:
sustainability is no longer a mere trend but a core pillar of corporate competitiveness.
Driven by new EU regulations and Extended Producer
Responsibility (EPR), brands are now designing for the "end-of-life," prioritizing
modularity and disassembly to cut future recycling costs.
Diesel turned upcycling into a powerful aesthetic using archive pieces,
while Prada and Gucci solidified their green transition.
Prada is on track for 70% sustainable cotton by 2026 and aims for a 29.4%
reduction in emissions. Meanwhile, Gucci’s "Circular Hub" in Tuscany focuses
on reducing the carbon footprint of leather goods, maintaining carbon
neutrality across its supply chain.
A key milestone was the Digital Product Passport: anticipating the July
2026 mandate, garments now feature digital IDs for full transparency on
fibers and artisans. From the Fashion Hub’s bio-based innovations to global
supply chains, MFW 2026 proves that luxury now thrives through innovation
and accountability.
This event signaled the end of greenwashing, as Milanese fashion now defines
itself by its capacity to regenerate, transforming environmental constraints
into design opportunities.
Maggio 2026
Maggio 2026
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
26
Spy game
ECONOMIA CIRCOLARE
Indagine in incognito sul servizio
“1 contro 0”. A dieci anni dall’obbligo
normativo…funziona davvero?
Federica Lugaresi
L’intervista flash
In occasione della presentazione dell’indagine
in incognito, abbiamo fatto
due domande a Giorgio Arienti, Direttore
di Erion WEEE.
Cosa ne pensa del fatto che la Corte di
Conti Europea abbia puntato il dito sul
decreto per la raccolta dei RAEE, criticandolo
in quanto non ottimizzi il recupero
dei CRM?
In Italia siamo lontanissimi dalla capacità
di estrarre CRM dai RAEE. Siamo
in grado attualmente di estrarre ferro,
rame, alluminio, plastica e stop. Non
riusciamo ad avere impianti capaci di
estrarre materiali preziosi (come il neodimio
o il disprosio) per il semplice fatto
che sono presenti in quantità molto piccola
all’interno di ciascun dispositivo.
Forse non tutti sanno che… nei grandi negozi
di elettrodomestici, sia possibile conferire
gratuitamente i piccoli rifiuti elettronici.
Stiamo parlando del famoso servizio “1
contro 0” di cui, a volte, non sono a conoscenza
neanche i punti vendita stessi.
Per verificare che - secondo l’obbligo normativo
- la modalità venga applicata (ossia che avvenga
il ritiro gratuito dei mini RAEE presso negozi di
elettronica con superficie superiore ai 400 m 2 )
Legambiente ha svolto la “Missione RAEE: Zero
scuse” supportata da Erion WEEE.
Italia promossa
Funziona funziona. Perché nell’86% dei casi, i
grandi punti vendita monitorati in 8 regioni hanno
accettato il conferimento dei piccoli elettrodomestici
di dimensioni inferiori ai 25 cm.
PICCOLI RAEE
Per questo sono necessari impianti
molto sofisticati, particolarmente costosi
e che richiedono un flusso in entrata
piuttosto corposo. Nel nostro Paese si
raccolgono pochi RAEE ricchi di materie
prime, non riusciamo a fare impianti
adeguati per il motivo di cui sopra.
Attualmente i componenti ricchi di CRM
vengono separati nei nostri impianti e
poi mandati in quelli grossi – in Belgio
e Germania – realizzati ad hoc.
Come si può uscire da questo impasse?
Raccogliendo più RAEE. Dobbiamo arrivare
a quantità che ci consentano di
“battere” gli impianti giganteschi che
collettano i RAEE raccolti in tutta Europa.
Siamo prigionieri di questo circolo vizioso.
Raccogliamo poco e possiamo fare
poco.
(Credit: Legambiente)
Volontari e volontarie di Legambiente hanno
visitato in incognito 141 punti vendita appartenenti
a 14 diverse catene della grande distribuzione
elettronica.
Dalla Campania al Lazio, passando per Puglia,
Lombardia, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta,
hanno portato i loro mini RAEE e solo nel 14%
(20 punti vendita su 141) il conferimento non è
stato consentito. Tra questi, 11 hanno dichiarato
di svolgere solo il servizio “1 contro 1”, che
prevede il ritiro del rifiuto a fronte dell’acquisto
di un prodotto nuovo equivalente; altri 7 punti
vendita erano disposti a raccogliere solo le
Bisogna cambiare la metodologia della
raccolta, con un canale anche diverso…
Si. Anche spiegando ai cittadini l’importanza
della raccolta differenziata
dei RAEE e dare la possibilità di farla
in modo semplice e corretto. Si dovrebbe
organizzare la raccolta nei posti
dove ci rechiamo più spesso in
modo che poi ci diventi famigliare questo
gesto: in posta, al supermercato,
a scuola…
Come viene gestita la plastica che
viene recuperata dalla raccolta dei
RAEE?
Noi siamo in grado di separare la plastica.
Ciò che tiriamo fuori è un insieme
di polimeri misti, di specie e colori
diversi. Esistono impianti di raffinazione
della plastica che puliscono e
separano i diversi polimeri, preparan-
PICCOLI RAEE ECONOMIA CIRCOLARE 27
Economia Circolare
lampadine; mentre in altri 2 esercizi hanno dichiarato
di non essere abilitati alla procedura.
Nel complesso è risultato che nel 16% dei casi,
il personale incaricato non era a conoscenza
del servizio.
Buone notizie ma…
“Con questa indagine si è dunque voluto portare
in primo piano il tema del conferimento dei mini
RAEE nella pratica 1 contro 0. Nelle nostre case
abbiamo spesso RAEE di cui disfarci ma che vengono
dimenticati in un cassetto. I dati ricavati
dalla ricerca portano notizie incoraggianti, ma
do dei pellet riciclabili. Ma il problema
con cui questi impianti si scontrano è
la disponibilità di un mercato: spesso
la plastica riciclata costa più di quella
vergine e manca totalmente una politica
industriale di incentivazione del
riciclo.
State pensando a qualche programma
di comunicazione in particolare?
I consorzi RAEE sono obbligati a
spendere il 3% dei propri ricavi in iniziative
di comunicazione. Abbiamo iniziato
anni or sono. C’è una campagna
che si chiama ”Dire Fare RAEE” che
abbiamo veicolato nelle scuole e nei
festival. Negli ultimi dodici mesi siamo
concentrati su campagne social
molto intense dal pay off”Se te ne fotti,
sei fottuto” perché vogliamo far capire
che è tempo di agire.
ci indicano anche dove bisogna
intervenire…” ha dichiarato
Stefano Ciafani, Pre -
sidente di Legambiente. Ma
“il diritto conferimento dei
piccoli RAEE è un obbligo di
legge e non di un’azione volontaria.
Esistono quindi ampi
margini di miglioramento.
È importante continuare a informare
i cittadini attraverso
campagne di comunicazione su larga scala che
rendano chiaro il concetto di RAEE. Non c’è riciclo
delle materie prime senza raccolta dei
RAEE e non c’è raccolta senza un corretto conferimento
da parte dei cittadini” ha sottolineato
Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion
WEEE.
l
ENGLISH ABSTRACT
Spy game
Alla
presentazione
dell’indagine
Giorgio Arienti
(primo a destra),
Direttore di Erion
WEEE.
Ferri da stiro
e telecomandi
rientrano nei mini
RAEE che
col servizio “1
contro 0” possono
essere conferiti
gratuitamente.
Not everyone knows that... in large electronics stores, it is possible to
dispose of small electronic waste for free. We are talking about the famous
"1 against 0" service, which sometimes even the stores themselves are
unaware of. To check whether – in accordance with regulatory requirements
– this method is applied (i.e., the free collection of mini WEEE at
electronics stores with a surface area greater than 400 m²), Legambiente
conducted the "RAEE Mission: Zero Excuses," supported by Erion WEEE.
The system works. Because in 86% of cases, the large retail outlets monitored
in 8 regions accepted the disposal of small appliances measuring
less than 25 cm. Volunteers from Legambiente visited 141 sales points
belonging to 14 different large electronics retail chains incognito. From
Campania to Lazio, passing through Puglia, Lombardy, Sardinia, Tuscany,
and Aosta Valley, they brought their mini WEEE, and only in 14% (20 out
of 141 sales points) was disposal not allowed.
Maggio 2026
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
28
Soluzioni
ECONOMIA CIRCOLARE
WASTE SEGNALA
Costruiti per durare
Dal 1971 TANA sviluppa macchine
per il trattamento dei rifiuti progettate
per lavorare nelle condizioni più gravose
HIGHLIGHTS
Il cuore pulsante dell'evento si snoda attraverso
tre palcoscenici principali, ognuno identificato
da un colore per orientare i partecipanti
tra le diverse macro-aree della sostenibilità.
Sul Blue Stage si approfondiscono le strategie
per la gestione e il riutilizzo delle risorse idriche
e la resilienza climatica delle infrastrutture.
L'Orange Stage è invece il punto di riferimento
per chi si occupa di economia
circolare, riciclaggio e gestione avanzata dei
rifiuti, mentre il Green Stage ospita dibattiti
trasversali sulle tecnologie green e le politiche
di sostenibilità globale.
Uno dei tratti distintivi di IFAT 2026 è l’enfasi
sulle esperienze pratiche.
Le celebri aree all'aperto ospitano le dimostrazioni
dal vivo, coordinate da associazioni
come VAK e VDMA, dove è possibile vedere in
azione i mezzi municipali più moderni e i grandi
macchinari per il trattamento dei materiali
edili o forestali. Oltre all'esposizione tecnologica,
il programma prevede focus specifici su
sfide ambientali urgenti, come la gestione delle
sostanze PFAS e le nuove direttive europee
sul trattamento delle acque reflue, offrendo
soluzioni concrete attraverso i popolari
"Solution Tours" guidati.
SCAN.ME
Visione
Ambiente
Il prossimo appuntamento è fissato
dal 4 al 7 maggio 2026 presso il centro
fieristico Messe München bavarese
Questa edizione di IFAT Mu nich
riveste un'importanza particolare
poiché celebra il sessantesimo
anniversario della manifestazione,
introducendo una novità logistica
significativa.
La fiera si concentrerà infatti in quattro giornate anziché cinque,
una scelta pensata per rendere l’esperienza di networking ancora
più intensa e produttiva per i professionisti del settore. Oltre ai
grandi palcoscenici, il 2026 segnerà una svolta verso la digitalizzazione
applicata, con un intero padiglione dedicato all'uso
dell'intelligenza artificiale per l'ottimizzazione degli impianti idrici
e dei flussi di smistamento rifiuti. Un'altra novità interessante è
l'espansione dei Cross-Sectoral Tours, percorsi guidati e sessioni
di approfondimento organizzati durante IFAT Munich per connettere
esperti e soluzioni tra diversi settori industriali. Non mancherà
lo spazio per i giovani talenti con le World University
Challenge. Intanto noi, nelle prossime pagine, presentiamo la
gamma di prodotti e soluzioni offerte dagli espositori di IFAT.
55 anni meritano qualcosa in più
Scansiona il QR e scopri cosa abbiamo preparato
per celebrare questo traguardo.
Meet TANA
at IFAT 2026
Hall B5 - Stand 227
Trade Fair Center Messe
München
May 4-7, 2026
tanaitalia.com
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
30 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
Meno spreca, più piace
Ginevra Fontana
Un sistema innovativo per docce che riduce il dispendio
idrico fino al 90% senza additivi chimici. Ideale per hotel
e centri sportivi, integra i principi dell'economia circolare
Aquaspot è una startup francese che
prova come sia già fattibile abbattere
drasticamente lo spreco idrico proprio
dove i consumi sono più elevati: il momento
della doccia. Si tratta di un sistema
integrato capace di tagliare
l'utilizzo d'acqua
fino al 90% nei punti di
erogazione e risciacquo.
Pensata per il settore
pubblico e privato, questa
tecnologia è estremamente
versatile e
ideale per stabilimenti
balneari, strutture ricettive
e centri sportivi. L'installazione richiede
un punto di accesso all'acqua potabile che garantisca
una pressione di almeno 3 bar e una
portata di 5 litri al minuto per ogni soffione.
È poi necessario un allacciamento
elettrico da 230 V
con una potenza di 3
kW, mentre la connessione
alla rete fognaria
rimane una
scelta opzionale per
chi desidera gestire
così le acque di manutenzione.
Sebbene il
sistema non sia ancora
energeticamente indipendente,
l'azienda
sta progettando soluzioni
per l'autonomia, offrendo nel frattempo
la piena compatibilità con diverse fonti
di energia esterne.
Più efficiente e naturale
L'offerta si declina in due diverse linee studiate
per spiagge, lidi pubblici o privati e aree piscina
all'interno di resort di lusso.
Questa innovazione di economia circolare si
rivela strategica soprattutto per il settore alberghiero,
dove i consumi medi per ospite tendono
a raddoppiare rispetto a quelli domestici.
Implementare una tecnologia simile consente
quindi alle strutture ricettive di incidere profondamente
sulla propria sostenibilità, riducendo
gli sprechi senza compromettere
l'esperienza del cliente.
l
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
32 ENERGIA Soluzioni
PRODUZIONE DI FREDDO
PRODUZIONE DI FREDDO
ENERGIA
33
Freddo dal caldo, i cascami
termici per la refrigerazione
Marco Comelli
L’energia termica dei processi industriali ma anche di molte
applicazioni civili può essere utilizzata più volte oltre
all’uso primario. Un esempio è la produzione di freddo
Ciclo
ad assorbimento.
(Credit: World Energy)
energetica viene spesso vista
come un settore tipicamente elettrico,
dove l’utilizzo di apparecchiature, L’efficienza
come i motori e le lampade (in grado di assorbire
meno energia rispetto al lavoro effettuato)
permette notevoli risparmi energetici. In realtà
l’ambito dove viene “sprecata” la maggior parte
dell’energia primaria è quello termico. Solo
in Italia, uno studio del GSE di dieci anni fa stimava
in 26,9 TWh/anno i cascami termici di
sola fonte industriale recuperabili, ossia circa
2,6 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti.
A questi si aggiungono altre potenziali fonti,
come per esempio, lo abbiamo ricordato in un
recente articolo, i datacenter.
Valorizzare il calore…
Come abbiamo detto in precedenti articoli, i
cascami termici possono essere utilizzati in
molti modi diversi, in dipendenza dalla temperatura
degli stessi (più è elevata più ci sono
possibilità) ma anche dalla tipologia di processo
industriale e infine dalla collocazione
dell’impianto. Esistono per esempio lavorazioni
dove i diversi processi coinvolti possono
utilizzare in cascata la stessa energia primaria
assorbita dal processo a temperatura più alta,
mentre se l’impianto è collocato vicino ad un
centro abitato il calore di scarto può essere
valorizzato anche all’esterno di esso, per
esempio per alimentare un impianto di teleriscaldamento.
Poco conosciuta, almeno in
Italia, è la possibilità di utilizzare i cascami termici
per generare energia frigorifera, ossia
per sottrarre calore dall’ambiente. Si utilizzano
macchine frigorifere basate sul ciclo di assorbimento,
o di Carrè, dal fisico francese che ne
perfezionò il funzionamento a metà Ottocento
dopo che era stato inventato in linea teorica a
fine Settecento. Il ciclo ad assorbimento è il
più antico tra quelli oggi in uso. Si basa sull’evaporazione,
a bassa temperatura e pressione,
di un fluido che assorbe calore dal fluido
da refrigerare. Il vapore viene poi sottratto facendolo
assorbire da una soluzione, da cui si
separa con l’applicazione di calore, chiudendo
il ciclo. Gli assorbitori più diffusi utilizzano acqua
come fluido da raffreddare e acqua e bromuro
di litio come soluzione.
La scelta di queste sostanze limita le temperature
che si possono raggiungere, di solito
5-7 gradi, comunque sufficienti per moltissimi
usi, industriali o civili. Utilizzando il glicole
come fluido da raffreddare si raggiungono
temperature negative, -7. Usando invece l’ammoniaca,
come fece Carrè, si scende molto di
più, anche –60.
…caso per caso
Le applicazioni sono molto diversificate. In
pratica, a parte le tecnologie di base, come
l’assorbitore, ogni impianto è una storia a
sé, che richiede una progettazione e apparecchiature
ausiliare specifiche. Un caso è
quello degli scambiatori di calore, che servono
a recuperare l’energia dalle fonti di calore
di scarto, per esempio i fumi caldissimi
in uscita da una turbina o l’aria a temperatura
relativamente bassa ma di altissimo volume
dell’ultimo stadio di una catena di recupero
calore.
Facciamo qualche esempio, tratto da una
presentazione effettuata dall’azienda coreana
World Energy alla recente fiera Refrigera.
Negli impianti di verniciatura esiste la necessità
di eliminare i VOC (Volatile Organic Com -
pounds) che altrimenti finirebbero in atmosfera.
Per farlo, l’aria della camera di ver niciatura
viene aspirata e immessa in un post-combustore
che le sottopone a temperature molto
elevate (tra 750 e 850 gradi) ossidando i VOC
e ottenendo CO 2 e vapor d’acqua.
I combustori producono quindi una grande
quantità di calore di scarto, che viene recuperato
in più stadi. L’ultimo, che utilizza fumi
a 90 gradi con grandi volumi, genera tramite
assorbitore una potenza frigorifera di 600
kW che raffredda acqua a 5 gradi che viene
utilizzata nel processo. Gli impianti petrolchimici
generano grandissime quantità di
cascami termici. In uno di questi vengono
resi disponibili ad un assorbitore quasi 10
MW di energia frigorifera sonno forma di acqua
a 65 gradi. L’acqua fredda in uscita viene
utilizzata per raffreddamento di processo.
Terminiamo con un’applicazione commerciale.
Un gigantesco centro commerciale integrato
in un casinò con un resort utilizza un
impianto interno di termovalorizzazione dei
rifiuti. Il calore residuo è in grande quantità,
sotto forma di acqua a 95 gradi che d’inverno
viene usata per il riscaldamento dell’edificio
ma che mette a disposizione quasi 30 MW
di potenza frigorifera. Una batteria di assorbitori
produce acqua a 5 gradi
che alimenta l’impianto di condizionamento.
Vista il consumo
crescente di energia per il raffreddamento
in tutti i campi,
un uso più ampio della refrigerazione
di assorbimento è una
delle strade da seguire per un
uso efficiente dell’energia primaria.
Come sempre, la tecnologia
esiste, la capacità progettuale
è il bene scarso,
almeno da noi.
l
ENGLISH ABSTRACT
Cold from heat, waste
heat for refrigeration
Postcombustore
VOC per fumi
da verniciatura.
(Credit: World Energy)
Gruppo
ad assorbimento
inserito in impianto.
(Credit: World Energy)
Thermal energy from industrial processes, but also from many residential
applications, can be used multiple times beyond its primary use. . The area
where most primary energy is wasted is thermal energy. In Italy alone, a
ten-year-old GSE study estimated that recoverable waste heat from industrial
sources alone amounted to 26.9 TWh/year, equivalent to approximately 2.6
millions of equivalent oil tons. Thermal waste can be used in many different
ways, depending on its temperature (the higher it is, the more possibilities
there are) but also on the type of industrial process and finally on the location
of the plant. An example is refrigeration.
Maggio 2026
Maggio 2026
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
34 ENERGIA NEWS
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
35
Senza fine?
Un progetto coordinato da CVA punta
a rivoluzionare lo stoccaggio energetico
grazie a un duplice approccio
Ginevra Fontana
Presentato a Rimini durante KEY, il progetto
Circular Renewable Energy Area
Living Lab (CREALab) affronta la sfida
cruciale della transizione ecologica: l'accumulo
di lunga durata.
Coordinata da CVA in collaborazione con partner
d'eccellenza (tra cui il Politecnico di
Torino e l'IIT), l'iniziativa mira a superare i limiti
delle attuali batterie al litio
sviluppando la tecnologia Novel-
BT. Questo sistema, basato su
materiali riciclabili, garantisce
un'autonomia superiore alle sei
ore, fondamentale per stabilizzare
la rete a fronte della discontinuità
di sole e vento. CREALab
introduce la tecnologia Novel-BT come risposta
ai limiti strutturali degli ioni di litio, oggi
dominanti ma poco efficienti e costosi per lo
stoccaggio di energia che superi le quattro
ore consecutive. La sua efficacia sarà testata
in due contesti reali. Hub energetico CVA:
dove la tecnologia Novel-BT lavorerà in sistemi
ibridi per ottimizzare i servizi alla rete
elettrica; e l’ Aeroporto di Torino: dove lo stoccaggio
supporterà l'autoconsumo di energia
fotovoltaica, accelerando la decarbonizzazione
dello scalo.
Oltre all'hardware...
CREALab implementerà simulatori digitali per
abbattere i costi di gestione (LCOS) e algoritmi
avanzati per l'efficienza operativa. Con un investimento
di oltre 10 milioni di euro, il progetto
punta a ridurre la dipendenza dall'estero, consolidando
una filiera nazionale dello storage sostenibile
e competitivo.
l
Verde da mangiare
n Just Eat Takeaway.com
ha introdotto nel mercato
italiano una soluzione di
confezionamento per il food
delivery che punta a
eliminare definitivamente la
plastica. L'iniziativa fa parte
di una strategia
internazionale che
coinvolge già dieci Paesi
europei, tra cui Germania e
Austria. Focus di questi
imballaggi è il
Morro Coating,
un'innovativa copertura
creata insieme dalla
britannica Xampla e da
Huhtamaki. Questo strato
protettivo si distingue dai
metodi classici perché è
Predictive solutions for
sustainable
boiler efficiency.
realizzato 100% con
proteine vegetali naturali.
La particolarità risiede nel
fatto che riesce a replicare
le performance della
plastica. I contenitori,
realizzati in carta ondulata
da foreste gestite
responsabilmente,
garantiscono un isolamento
termico ottimale e una
rigidità strutturale capace
di contenere cibi caldi,
umidi o ricchi di grassi
senza sfaldarsi.
CREALab (Circular
Renewable Energy
Area Living Lab),
è stato presentato
ufficialmente a Rimini
presso KEY – The
Energy Transition
Expo.
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
36 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
POST OLIMPIADI
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
37
Il manifesto della
campagna
di sensibilizzazione
“Follow the Flo”
per la raccolta
differenziata.
Occhi digitali per mari puliti
Task force
totale di rifiuti prodotti a Milano, ma di certo
si è registrato un incremento sostanziale rispetto
alla norma, come tipico delle grandi
manifestazioni sportive. Le fonti comunque,
indicano un impatto maggiore su rifiuti urbani
ed attività correlate. I servizi di raccolta sono
stati anticipati alle 4.00 del mattino dal 2 al 22
febbraio in varie zone lombarde per garantire
continuità nonostante le restrizioni stradali.
In centri come Verona (coinvolta nella cerimonia
di chiusura), sono stati rimossi cassonetti
stradali, potenziato il personale e sospesi hub
di raccolta nelle aree rosse/gialle, con conferimenti
obbligatori interni ai locali.
n Rintracciare distese di
rifiuti negli oceani rimane
complesso. La sfida
principale consiste nel
seguire le scie di detriti che
si radunano dove le correnti
si scontrano. L'istituto
svizzero EPFL ha lanciato il
progetto ADOPT (AI for
Detecting Ocean Plastic
Pollution with Tracking).
L'iniziativa punta a due
obiettivi: localizzare le
macro-aree di plastica
tramite immagini satellitari
e calcolarne lo
spostamento futuro, per
consentire alle squadre di
recupero di intervenire
anche dopo 24 ore dalla
segnalazione.
Il risultato è un innovativo
algoritmo di AI capace di
analizzare enormi volumi di
dati satellitari in tempo
reale. Il sistema riesce a
distinguere i detriti plastici
dagli elementi naturali con
un livello di precisione
inedito, facilitando le
operazioni di pulizia dei
mari.
I Giochi olimpici Milano-Cortina sono stati
un gran successo. Ma come è andata
la gestione dei rifiuti e cosa ci è rimasto?
Ludovica Bianchi
Ce lo siamo chiesti nei giorni che hanno
seguito la chiusura dei giochi olimpici.
E che ci hanno lasciato un grande vuoto
per le bellissime emozioni regalate. Durante
l’importante manifestazione, la raccolta rifiuti
ha ovviamente subito modifiche significative
per gestire l’aumento di produzione legato all’evento,
con servizi anticipati all’alba in diverse
aree per evitare problemi di viabilità.
In assenza di report
Non sono disponibili dati precisi sulla quantità
L’eredità
“Non tutto il male viene per nuocere” e da cittadini
milanesi non abbiamo avuto particolari
disagi, anzi. La manifestazione ha lasciato iniziative
di sostenibilità come bottiglie PET 100%
riciclate per bevande e campagne come
"Follow the Flo" per la differenziata. In Val di
Fiemme, sono stati schierati quasi 1000 cassonetti
extra per i siti olimpici che, presumibilmente
rimarranno.
Al momento in cui stiamo scrivendo (abbondantemente
post olimpiadi terminate il 22 febbraio),
non risultano report di criticità persistenti
su Milano e i servizi dovrebbero essere
tornati alla normalità, salvo ritardi residui non
documentati nelle fonti disponibili.
Possiamo dire che è andata bene…. l
Maggio 2026
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
38
RIFIUTI SOLIDI
DECOMMISSIONING E NON SOLO
DECOMMISSIONING E NON SOLO
RIFIUTI SOLIDI
39
Traslochi tecnici, quando
il trasferimento richiede
competenze specialistiche
Dalla movimentazione di strumentazione
scientifica alla gestione di sostanze pericolose:
il servizio di MITAmbiente per trasferimenti
di laboratori in contesti tecnologici complessi
Il trasloco di laboratori e ambienti scientifici
è un’operazione complessa che va ben oltre
il semplice spostamento di attrezzature e
arredi: strumentazioni ad alto contenuto tecnologico,
apparecchiature delicate, sostanze
pericolose presenti per le varie attività di ricerca.
Tutto questo richiede una gestione con competenze
tecniche specifiche, un’attenta pianificazione
operativa e il rispetto della normativa in
materia di sicurezza e tutela ambientale.
Competenze e organizzazione
In questo ambito si colloca il servizio di traslochi
tecnici sviluppato da MITAmbiente, società
con il know-how specifico per la gestione
completa di tutto il processo di trasferimento
di laboratori, partendo dalla progettazione del
servizio fino all’esecuzione con il relativo collaudo
a fine lavori.
MITAmbiente cura ogni dettaglio, partendo dal
sopralluogo tecnico finalizzato all’acquisizione
degli elementi utili per la progettazione del servizio.
Non è solo questione di logistica: sono necessarie
la conoscenza approfondita degli strumenti
di laboratorio, l’identificazione delle fasi
critiche specifiche per ogni sito, nonché la continuità
operativa dei laboratori con la riduzione
al minimo i tempi di inattività.
La progettazione del servizio è fondamentale:
ottimizzazione dei tempi e delle risorse, disponibilità
del materiale di imballaggio e attrezzature
specifiche, spirito di squadra e affiatamento
tra colleghi.
Un bel DNA
MITAmbiente mette in campo competenza e
professionalità per l’esecuzione degli smon-
taggi conservativi della strumentazione di laboratorio
e degli arredi, con attrezzature all’avanguardia
per garantire l’integrità della
strumentazione scientifica durante le fasi di
smontaggio, trasporto e rimontaggio. Molte
apparecchiature – come microscopi elettronici,
sequenziatori di DNA, bilance di precisione,
spettrometri – sono estremamente sensibili
e richiedono imballaggi specifici per evitare
urti e vibrazioni che causerebbero danneggiamenti,
nonché mezzi di trasporto con sospensioni
pneumatiche per migliorare il comfort
di marcia assorbendo efficacemente le asperità
del terreno.
Una fase fondamentale del trasloco tecnico è il
trasporto stradale dal vecchio sito al nuovo sito
dove il laboratorio prenderà vita: MITAmbiente
organizza il trasferimento tenendo conto di dimensioni,
peso e fragilità delle apparecchiature,
individuando le modalità di movimentazione più
idonee nonché i mezzi di trasporto più consoni
in base anche agli spazi a disposizione presso
i vari siti.
Quindi si conclude con l’introduzione e il rimontaggio
e collaudo/taratura della strumentazione
presso i nuovi laboratori, garantendo la funzionalità
degli stessi e il ripristino dell’operatività.
Procedure specifiche
Completano il tutto la competenza e l’esperienza
di MITAmbiente nel trasporto di merci pericolose
– tutte le classi della regolamentazione ADR –
per il trasporto di reagenti, sostanze tossiche,
infiammabili, radioattive, pericolose per l’ambiente,
nel pieno rispetto delle rigide normative
di sicurezza. Con la classificazione del materiale
pericoloso con attribuzione del codice UN più
appropriato, nonché l’identificazione dell’imballaggio
più idoneo per il successivo confeziona-
mento a norma e relativa etichettatura. Il trasporto
di merci pericolose in sicurezza è un
obiettivo fondamentale e primario per portare
a termine con successo un servizio di trasloco
tecnico di laboratori.
MITAmbiente è in grado di organizzare traslochi
tecnici su scala nazionale garantendo interventi
efficienti e conformi alle normative ambientali
e di sicurezza.
l
ENGLISH ABSTRACT
Technical moves,
when relocation requires
specialist skills
Il trasferimento
di apparecchiature
scientifiche necessita
di personale
specializzato
che si prende cura
di tutte le fasi,
con l’obiettivo
di ridurre
i rischi operativi
e limitare i tempi
di fermo dell’attività.
The relocation of scientific laboratories is a complex activity that requires
specific technical expertise, careful planning, and compliance with safety
and environmental regulations. It is not simply a matter of moving equipment,
but of handling delicate instruments and hazardous substances. In this context
operates MITAmbiente, a company specialized in the complete management
of technical relocations, from planning through to final testing.
The service begins with a technical inspection to gather useful information
and identify critical issues, ensuring operational continuity. The planning
phase allows for the optimization of time and resources, while execution
includes dismantling, transport, and reassembly using suitable equipment
and packaging to protect sensitive instruments.
Particular attention is given to transport, organized according to size,
weight, and fragility. The company also handles hazardous materials in
compliance with ADR regulations, taking care of classification, packaging,
and labeling, ensuring efficient and safe operations nationwide.
Maggio 2026
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
40 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
IN VETRINA A IFAT
Rivoluzione solare
A IFAT, FOR REC presenta le sue tecnologie
innovative per il riciclo di pannelli
fotovoltaici. Con la sua esperienza nei RAEE,
l'azienda offre soluzioni efficienti e sostenibili
per trasformare i rifiuti solari in risorse
ENGLISH ABSTRACT
FOR REC propone un avanzato impianto
di riciclaggio per pannelli fotovoltaici
capace di trattare fino a 4 tonnellate
l’ora, rispondendo alla priorità essenziale di
gestire i pannelli a fine ciclo.
ll sistema si sviluppa attraverso stadi di selezione
altamente precisi, finalizzati a massimizzare la
valorizzazione di alluminio, vetro, silicio ed EVA,
riducendo al minimo le frazioni non recuperabili.
Grazie a un'architettura completamente modulare
e personalizzabile, il layout dell'impianto
si integra in qualsiasi contesto operativo,
rispondendo in modo dinamico ai diversi volumi
di trattamento.
La visione di Marco Zoccarato,
CEO di FOR REC
Questa evoluzione tecnologica si fonda sul
consolidato know-how dell'azienda.
Marco Zoccarato, CEO di FOR REC, sottolinea
Photovoltaic recycling
As solar installations surge, managing end-of-life panels is crucial. FOR
REC addresses this with an advanced recycling plant processing up to 4
tons per hour of any panel type. The system uses precise selection stages
to maximize the recovery of aluminum, glass, silicon and EVA, minimizing
waste. Its fully modular and customizable architecture dynamically fits any
operational context.
CEO Marco Zoccarato calls this technological evolution a "natural extension
of our long experience in WEEE treatment."
Facing the upcoming solar waste tsunami, he states: "The real challenge
will be to achieve purity levels that make recycling truly economically and
industrially sustainable."
These innovations will be showcased at IFAT Munich, the leading environmental
tech fair. Discover the FOR REC recycling line in advance!
infatti che: "Il riciclo dei pannelli fotovoltaici
rappresenta un'estensione naturale della nostra
lunga esperienza nel trattamento dei
RAEE".
In vista dell'imminente "tsunami" di rifiuti da
pannelli solari in arrivo, Zoccarato traccia la
rotta per l'industria: "La vera sfida oggi, e ancor
più negli anni a venire, sarà raggiungere
livelli di purezza tali da rendere il riciclo realmente
sostenibile dal punto di vista economico
e industriale".
L’innovazione del riciclaggio
sbarca a Monaco
Questa e molte altre innovazioni verranno presentate
a IFAT Monaco, la principale fiera internazionale
per le tecnologie ambientali.
Questo evento rappresenta la vetrina ideale
per presentare al mercato globale le più recenti
innovazioni nel trattamento dei rifiuti,
con un focus strategico su un settore in fortissima
espansione: il riciclo dei moduli solari
giunti a fine vita.
l
Maggio 2026
TRITURATORELENTO
LS3600TX
Trituratuto.Senzacompromessi.
Seccononriciclabile,materialeorganico,RSU,materassie
materialidademolizioni.
Menofermi.Piùresa.
Rotoremonoalbero,trasmissionemeccanicadireta,accesso
completoalrotoreealvanomotore.
AffidatiaVermeerItalia
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
42 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
FORMAZIONE
FORMAZIONE
RIFIUTI SOLIDI
43
Decodifica i pericoli
nascosti
L’analisi di rischio dei siti contaminati
rappresenta oggi uno strumento fondamentale
per la tutela della salute umana e ambientale
Olga Chitotti,
Emanuela Crognale
Fast Ambiente
Academy
!
In un contesto caratterizzato da una crescente
attenzione verso la qualità delle
matrici ambientali e il recupero delle aree
compromesse, l’analisi di rischio consente
di valutare in modo scientifico e sito-specifico
gli impatti potenziali degli inquinanti, supportando
decisioni efficaci in materia di bonifica
e gestione sostenibile del territorio. In
questo scenario, la formazione e l’aggiornamento
continuo dei professionisti del settore
assumono un ruolo strategico.
FAST Ambiente Academy si distingue da anni
come punto di riferimento per la diffusione
di competenze avanzate in ambito ambientale.
L’Academy, attraverso corsi, seminari e
attività di approfondimento, promuove una
cultura tecnico-scientifica aggiornata, capace
di rispondere alle sfide contemporanee legate
alla gestione dei siti contaminati, alla soste-
Maggio 2026
Il percorso formativo,
indirizzato
a professionisti
che operano
nel settore bonifiche,
prevede
l’esercitazione
con casi studio reali.
nibilità e alla transizione verso modelli di economia
circolare.
Super collaudato
Da 14 anni FAST Ambiente Academy propone
un corso sull’Analisi di Rischio dei Siti
Contaminati, quest’anno il corso si svolgerà
interamente online nei giorni 13-14-20-21-
27-28 aprile, con possibilità di dibattito tra
docenti e partecipanti. Il percorso formativo,
articolato in tre moduli principali, è rivolto a
professionisti, operatori sia pubblici che privati
del settore bonifiche. Nel corso organizzato
da FAST Ambiente Academy c’è la possibilità
di esercitarsi con casi studio reali e
software gratuiti messi a punto da professionisti
ed enti di ricerca.
Grazie alla professionalità di istituti scientifici
ed enti di controllo quali ISPRA, ISS, Regione
Lombardia e le diverse ARPA regionali, si
comprenderanno a fondo i criteri di analisi
di rischio.
I Criteri metodologici 2008 rappresentano il
riferimento tecnico italiano per l'applicazione
dell'analisi di rischio sanitaria ambientale ai
siti contaminati e verranno affrontati in dettaglio
nel corso. Inoltre verrà trattata la Linea
Guida SNPA 46/2023 nata per risolvere i dubbi
interpretativi sulla gestione di questi mate-
Maggio 2026
Focus sui moduli
Modulo 1 (base)
Il primo modulo introduce il quadro normativo delle bonifiche,
dal livello nazionale a quello regionale, fornendo le basi di riferimento.
Approfondisce i criteri ISPRA dell’analisi di rischio, con
focus su modello concettuale, esposizione e calcolo del rischio.
Include infine applicazioni su materiali di riporto, rischio sanitario
e sicurezza dei lavoratori.
Modulo 2 (intermedio)
Il secondo modulo ha un approccio pratico, con esercitazioni
su casi studio tramite il software Risk-net 3.2. Approfondisce il
monitoraggio degli aeriformi, in particolare la camera di flusso.
Completa il quadro l’analisi delle tecniche di campionamento
del soil gas e delle esperienze operative delle ARPA.
Modulo 3 (avanzato)
Il terzo modulo approfondisce le linee guida SNPA sul monitoraggio
dei vapori e l’uso dei dati nell’analisi di rischio. Analizza
applicazioni su soil gas e camere di flusso. Si conclude con esercitazioni
tramite il software Rome Plus e test finale di verifica.
riali, stabilendo criteri uniformi su tutto il territorio
nazionale in merito al campionamento,
all’analisi e ai test di cessione, per poi approfondire
con la Linea Guida 46 bis/2023 l'applicazione
dell’analisi di rischio ai materiali
di riporto.
Una speciale trattazione sarà riservata alle
matrici aeriformi, in particolare campionamento
con soil gas e flux chamber, e la conseguente
valutazione di rischio attraverso le
indicazioni delle linee guida SNPA n. 15/2018
e n. 17/2018 ed arricchite dall’esperienza pratica
di diverse ARPA.
l
Per visionare il programma
completo del corso
è possibile scansionare
il QR code.
Informazioni:
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
44 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
IN VETRINA A IFAT
Più compatti, più forti
Nebulizzatori compatti Cannoni-Conrad,i nuovi
modelli debutteranno alla fiera IFAT di Monaco
ENGLISH ABSTRACT
Precision and less waste
Dust and odor control is a key challenge across sectors such as waste management,
demolition and port logistics, requiring effective solutions that
balance performance with limited resources like water and energy.
In this context, Cannoni-Conrad focuses on compact dust suppression systems
designed for operational efficiency and reduced consumption.
Unlike traditional large misting cannons, these units deliver comparable
performance in easily transportable and flexible configurations. Integrated
power regulators allow operators to adjust spraying range and output according
to real needs, improving precision while minimizing waste.
The company will showcase its solutions at IFAT Munich, Hall B4, Stand 527.
Il controllo delle polveri e degli odori è un
tema trasversale che coinvolge numerosi
settori: dalla gestione e il riciclo dei rifiuti
alla demolizione, dalla logistica portuale fino
agli ambiti più specifici come il raffreddamento
delle scorie di fonderia. Un raggio d’azione
ampio e variegato, accomunato però da una
stessa esigenza: contenere le emissioni polverose
e odorifere in modo efficace e sostenibile,
pur facendo i conti con risorse sempre
più costose e limitate come acqua ed energia.
In questo contesto si inserisce l’approccio dell’azienda
mantovana Cannoni-Conrad, che ha
scelto di puntare su praticità operativa e consumi
contenuti. La linea compatta di abbattitori
di polveri offre infatti prestazioni paragonabili a
quelle dei grandi nebulizzatori, ma racchiuse in
chassis facilmente trasportabili e movimentabili.
Potenza e controllo operativo
Alla base di questi sistemi vi è una progettazione
attenta, fondata sull’abbinamento virtuoso dei
componenti per ottimizzare i consumi senza
compromettere le performance.
“Gli operatori guardano con piacevole stupore
alla nostra nuova linea compatta, abituati come
molti all’equazione cannone grande = grande
gittata, spesso accompagnata però da consumi
molto elevati”, afferma il responsabile commerciale
Emanuele Rastelli. “Compatto, in questo
caso, non significa riduzione delle prestazioni,
ma ottimizzazione dell’efficienza operativa”.
Un ulteriore elemento distintivo delle macchine
Cannoni-Conrad è rappresentato dall’utilizzo
di regolatori di potenza integrati. Questo
sistema consente di impiegare la massima
potenza solo quando necessario e di gestire
con precisione la lunghezza della gittata del
flusso nebulizzante. Una funzione particolarmente
utile nei contesti operativi complessi,
dove è fondamentale controllare le interferenze
e concentrare la nebulizzazione esclusivamente
nelle aree interessate, evitando sconfinamenti
verso zone limitrofe o aree di bonifica
delimitate. La nebulizzazione deve infatti accompagnare
le attività operative adattandosi
alle loro evoluzioni, e in questo senso la possibilità
di regolare il flusso d’acqua consente
una gestione più flessibile ed efficiente degli
interventi. I nebulizzatori compatti Phoenix,
Titan e Hydra saranno esposti a IFAT, in programma
a Monaco di Baviera dal 4 al 7 maggio,
presso lo stand 527 del padiglione B4,
offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere
da vicino le soluzioni sviluppate dall’azienda
mantovana.
l
L’unica fiera
internazionale di
riferimento in Italia,
dedicata
esclusivamente al
settore idrico civile
e industriale, torna
per la 19° edizione
in Puglia.
I temi:
• Trattamento e riuso
delle acque
• Potabilizzazione
• Desalinizzazione
• Digitalizzazione
• Riduzione
delle perdite
• Sostenibilità
delle risorse idriche
• Aggiornamenti
normativi e tecnici
26-27 11 2026
Nuova Fiera del Levante, Bari
www.accadueo.com
Un evento di Promosso da Segreteria Organizzativa Main Media Partner
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
46 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
Monitor for Circular Fashion
di SDA Bocconi: sostenibilità
e circolarità non più iniziative
parallele, ma leve strategiche
per un vantaggio competitivo
La moda che rigenera
La SDA Bocconi School of Management
ha ospitato l'incontro "Transform to
Perform", un importante simposio focalizzato
sul legame tra economia circolare
e futuro del comparto moda.
L'evento, coordinato dal Sustainability Lab e
dal Monitor for Circular Fashion, ha creato un
punto di contatto strategico tra i vertici delle
istituzioni europee, i rappresentanti dei ministeri
italiani e i principali attori della filiera produttiva.
Durante il dibattito si è discusso di
come la circolarità possa diventare un driver
concreto di competitività per l’industria tessile,
dell’abbigliamento, della pelle e delle calzature
(TCLF).
Secondo Francesca Romana Rinaldi, Di -
rettrice di M4CF SDA Bocconi, la chiave del
cambiamento risiede nel progettare prodotti
più durevoli, estendere la vita dei prodotti valorizzando
rifiuti-risorsa pre e post-consumo,
rendere le filiere tracciabili e innovare le catene
del valore attraverso modelli di business
del riuso e del riciclo.
L’unione che fa la forza
L'evento ha evidenziato, in particolare, come
la sostenibilità e la cooperazione tra pubblico
e privato siano ormai essenziali per la competitività
del Made in Italy.
Il rapporto illustra lo stato attuale della circolarità
nel sistema moda sulla base dei contributi
dei 27 partner dell’osservatorio di ricerca
e individua le leve chiave per trasformare gli
sforzi di transizione in valore economico, ambientale
e sociale tangibile
Il dibattito si è poi esteso alle applicazioni pratiche,
analizzando il Manifesto della moda circolare
e il ruolo cruciale di tecnologie come
l'intelligenza artificiale nel ridisegnare i processi
produttivi. Tra analisi macroeconomiche e il
debutto di nuove startup nel C-Factor (con elevator
pitch di Revivo, REJU e Cloov), l'evento ha
ribadito che la resilienza del settore moda passa
per una strategia che unisca ricerca accademica
e innovazione industriale, posizionando
la circolarità non come un obbligo, ma come
un vantaggio competitivo.
l
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
48 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
Patapim patapum e patapam
Ludovica Bianchi
Il MASE riconosce CoGePir
come sistema per la raccolta
e smaltimento dei rifiuti
pirotecnici in Italia
Consorzio Gestione Pirotecnici, da consorzio
volontario, diventa soggetto di
diritto privato facente funzione pubblica.
Questo col DM 2 febbraio 2026 n. 32 del Mi -
nistero dell’Ambiente e della Sicurezza Ener -
getica. Il sistema è infatti l’unico nel nostro
Paese che si occupa della raccolta e dello
smaltimento degli articoli pirotecnici - siamo
in ambito di segnalazione, soccorso, sicurezza
e spettacolo - quando questi diventano rifiuti
esplodenti a seguito di: scadenza naturale o
di sequestro da parte delle Forze dell’Ordine
e successivo ordine di distruzione emesso
dall’Autorità Giudiziaria.
Come opera
CoGePir è costituito dai principali produttori
e importatori del settore pirotecnico. Per
adempiere agli obblighi previsti dal Decreto
Interministeriale 12 maggio 2016 n. 101 applica
in questo settore specifico, in quanto è
“l’unico settore merceologico che risponde
contemporaneamente a due normative primarie”:
ossia al testo Unico Ambientale (TUA)
e il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Si -
curezza (TULPS). Conditio sine qua non, competenze
tecniche, autorizzazioni specifiche e
una filiera ben costruita e organizzata che garantisca
la tracciabilità e il corretto smaltimento,
nonché il fine vita di questi dispositivi
che identificano oggetti ad alto potenziale di
rischio per la sicurezza pubblica.
Un sistema in crescita
Nel 2025 CoGePir ha gestito 51 tonnellate. Nel
“mazzo” ha raccolto e avviato a distruzione
51.426 kg di dispositivi pirotecnici a fine vita,
registrando un aumento significativo rispetto
al 2024 e 2023 (rispettivamente con 48.745 kg
e 39.943 kg).Stiamo parlando di tutti i prodotti
pirotecnici utilizzati in ambito nautico, ferroviario,
professionale e di sicurezza, ma anche
in ambito di spettacoli ed eventi e che non possono
essere dismessi attraverso i canali più
comuni. Il Consorzio si occupa quindi sia della
raccolta controllata che del trasporto autorizzato,
ma anche del deposito di esplosivi certificati
e della loro distruzione in impianti specializzati.
Si collabora anche con le Forze dell’Ordine
Il CoGePir lavora anche in ambito Forze di
Pubblica Sicurezza e gestisce i materiali pirotecnici
sequestrati su ordine dell’Autorità
Giudiziaria. Nel 2025 sono stati sequestrati ed
affidati al Consorzio 9.265 kg e, dall’inizio dell’anno,
siamo già a 5.946 kg.
I depositi esplosivi messi a disposizione delle
Forze di Pubblica Sicurezza sono almeno uno
per ogni Regione: in questo modo si cerca di
garantire una filiera controllata per il deposito
giudiziale (con successiva distruzione dei materiali)
e si nobilita il ruolo di CoGePir a presidio
di sicurezza pubblica non limitandolo quindi
a solo strumento ambientale.
l
Maggio 2026
THE ELECTRIC MOBILITY TECH EXHIBITION
7-9 OCTOBER 2026
BOLOGNA EXHIBITION
CENTRE - ITALY
International Exhibition and
Conference on Advanced Batteries
and Innovative Technologies
for Production & Recycling
of Automotive, Transportation,
Industrial Electric and Hybrid Vehicles
PART OF URBAN TECH 2026
IN CONJUNCTION WITH
5 TH EDITION
IN COLLABORATION WITH ORGANIZED BY
www.e-tech.show
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
50 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
IN VETRINA A IFAT
IN VETRINA A IFAT
RIFIUTI SOLIDI
51
Costruiti per durare:
Pulizia totale, zero pause
garanzia di valore
ENGLISH ABSTRACT
Iln occasione di IFAT 2026, TANA celebra
oltre mezzo secolo di innovazione nel trattamento
dei rifiuti con un annuncio che
conferma l’affidabilità delle sue soluzioni.
Da 55 anni, la filosofia del brand è progettare
macchine capaci di garantire prestazioni costanti
e continuità operativa, trasformando
la robustezza in un vantaggio competitivo per
chi le utilizza.
Feel the Energy at IFAT
Tana is set to make a strong impact at IFAT 2026, inviting visitors to Feel
the Energy through a dynamic showcase of advanced machines, innovations,
and next-generation digital solutions including new developments to be
revealed at the event. As Tana celebrates its 55th anniversary, the company
will present a compelling experience combining performance, sustainability,
and intelligent technology demonstrating how efficiency and operational
excellence go hand in hand. A must-see highlight: TANA Hammerhead
Visitors can experience the TANA Hammerhead, a mobile shredder delivering
exceptional power and capacity in demanding environments. Built
for maximum uptime and productivity, it reflects Tana’s commitment to
performance. Join us at IFAT 2026 in Hall B5, booth 227.
55 anni di esperienza nella
gestione dei rifiuti e una
promessa concreta:
macchine affidabili e robuste
per limitare i tempi di fermo
Una gamma progettata per le sfide reali
La gamma di trituratori TANA è progettata per
massimizzare l’efficienza degli impianti moderni,
garantendo continuità operativa e minimi tempi
di fermo grazie a una piattaforma tecnologica
robusta e condivisa. TANA Shark: È il punto di
riferimento per le sfide più estreme. Versatile e
potente, mantiene prestazioni costanti anche
con i materiali più difficili da trattare, come pneumatici
da cava, gomma portuale, corde navali,
tessili e scarti di cartiera.
TANA Hammerhead: La soluzione ideale per
chi punta all'alta produttività. Progettato per ottimizzare
i flussi di lavoro su materiali meno impegnativi,
permette di gestire grandi volumi in
tempi ridotti, aumentando la redditività dell'impianto.
Il 2026 rappresenterà un momento cruciale
per il confronto e l’innovazione nel settore
ambientale.
Presso lo stand TANA ad IFAT sarà possibile:
incontrare gli esperti: confrontarvi direttamente
con il team TANA e la nostra rete internazionale
su esigenze operative e scenari futuri; vedere
le macchine dal vivo: esaminare da vicino la potenza
del TANA Hammerhead ed assistere alle
dimostrazioni live del TANA Shark; scoprire l'anteprima
e conoscere in anticipo le nuove soluzioni
tecnologiche.
Un’occasione concreta per approfondire soluzioni
già disponibili, pensate per rispondere alle
vostre esigenze operative, e valutarne l’applicazione
diretta nei diversi contesti del settore
della gestione dei rifiuti.
l
Scansiona il qr
e scopri cosa
Tana ha
preparato
per celebrare
i 55 anni.
Maggio 2026
La tecnologia Shock Pulse di Explosion Power utilizza impulsi d'urto
generati da combustione controllata per pulire le caldaie industriali
La generazione di energia sostenibile richiede
caldaie pulite. Le incrostazioni
compromettono lo scambio termico,
causando fermi impianto non pianificati, riduzione
dell'efficienza e aumento delle emissioni.
La tecnologia Shock Pulse di Explosion Power
fa la differenza: utilizzando impulsi d'urto mirati
generati dalla combustione controllata di
gas, il sistema pulisce le caldaie in modo affidabile,
sicuro ed efficiente, senza interrompere
il funzionamento.
Più efficienza, zero ossigeno esterno
Un punto di forza della consolidata serie SPGr
è l'uso comprovato di aria compressa invece
dell'ossigeno. Mentre altri cercano di presentarlo
come una novità, Explosion Power definisce
questo standard da anni.
Grazie a un compressore integrato che fornisce
l'aria necessaria per la combustione stechiometrica,
il sistema elimina la necessità
di forniture esterne di ossigeno, garantendo
una maggiore sicurezza e intervalli di manutenzione
significativamente più lunghi.
Questa tecnologia matura previene l'usura
termica o l'abrasione dei fasci tubieri.
Rispetto ai soffiatori di fuliggine a vapore, consente
di risparmiare vapore di processo e riduce
la temperatura dei fumi, aumentando la
disponibilità dell'impianto.
Con oltre 1.300 unità consegnate in tutto il
mondo, questo sistema certificato CE rimane
il punto di riferimento del settore per affidabilità
in impianti di termovalorizzazione, biomasse,
centrali a carbone, raffinerie e molti
altri settori.
L'onda di pressione generata dal dispositivo
viene introdotta nella caldaia, dove induce
un'onda strutturale all'inter-no dei depositi e
mette in vibrazione i fasci tubieri e le pareti.
Ciò rimuove le incrostazioni e garantisce uno
scambio termico efficiente. La tecnologia viene
applicata con successo in un'ampia varietà di
tipi di impianti e design di caldaie. Prevenendo
Maggio 2026
l'accumulo di incrostazioni pesanti, i generatori
SPG consentono un aumento del carico e
della produttività della caldaia, migliorando
significativamente le prestazioni complessive
dell'impianto.
l
ENGLISH ABSTRACT
Shock Pulse Technology
Sustainable energy generation requires clean boilers. Fouling impairs heat
transfer, leading to unplanned shut-downs, reduced efficiency, and higher
emissions. Shock Pulse Technology from Explosion Power makes the differ-ence:
Using targeted Shock Pulses generated from controlled gas combustion,
the system cleans boilers reliably, safely and efficiently – without
interrupting operations.
A core strength of the established SPGr series is its proven use of compressed
air instead of oxygen. With an inte-grated compressor supplying the air for
stoichiometric combustion, the system eliminates the need for external oxygen
supplies, ensuring higher safety and significantly longer maintenance
intervals. This mature technology prevents thermal wear or abrasion on
tube bundles. Compared to steam-based sootblowers, it saves process
steam and lowers flue gas temperatures, increasing plant availability. With
1,300+ units delivered worldwide, this CE-certified system remains the industry
benchmark for reliability.
Shock Pulse Generators developed and manufactured by Explosion Power
GmbH enable efficient boiler cleaning for various steam boiler applications
in the field of waste incineration, biomass power plants, coal-fired power
plants, smelting plants, refineries and many more.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
52 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
IN VETRINA A IFAT
IN VETRINA A IFAT
RIFIUTI SOLIDI
53
Ritorno al Futuro
Stadler ha modernizzato l'impianto di selezione
imballaggi BZB ad Amorebieta- Extano,
raddoppiando aumentando la capacità
di trattamento da 3 a 8 tonnellate l’ora
Come il film cult tornato di recente sul
grande schermo, il primo impianto chiavi
in mano di Stadler in Spagna rinasce
dopo venticinque anni, pronto per affrontare le
sfide future del riciclo.
Era il 2022 quando l’impianto di selezione imballaggi
leggeri BZB di Amorebieta-Extano, nei
Paesi Baschi, venne inaugurato. Oggi, a ventiquattro
anni di distanza, BZB ha nuovamente
scelto Stadler per progettare e realizzare la nuova
linea di selezione. La modernizzazione ha
trasformato l’impianto in una struttura più potente,
automatizzata e pronta per le sfide future
del riciclo, consolidando una collaborazione che
dura da oltre due decenni.
Il nuovo impianto è stato aperto il 27 gennaio
2026 alla presenza dei rappresentanti di BZB,
Ecoembes, STADLER e delle istituzioni locali.
L’upgrade segna un passo avanti significativo
per la gestione dei rifiuti nella regione, aumentando
capacità, automazione e livello di digitalizzazione.
BZB (Bizkaiko Zabor Berziklategia)
è una partnership pubblico-privata tra Garbiker,
società del Consiglio provinciale di Bizkaia, e
Trienekens País Vasco.
L’impianto tratta gli imballaggi provenienti dalla
raccolta domestica e commerciale, trasformandoli
in materie prime seconde e contribuendo
allo sviluppo dell’economia circolare locale.
Maggio 2026
Una partnership storica che si rinnova con
tecnologie all’avanguardia
"Questo progetto ha per me un significato
molto speciale", racconta Carlos Manchado
Atienza, direttore vendite internazionali di
Stadler. "Il primo impianto BZB fu il primo contratto
completo che firmai in Spagna quando
ero distributore dell’azienda. Poter oggi firmare
il nuovo sito come parte del team Stadler
è motivo di grande orgoglio".
La modernizzazione è stata realizzata valorizzando
l’infrastruttura esistente. Invece di trasferire
l’impianto, il progetto ha integrato tecnologie
di selezione di ultima generazione
all’interno della struttura originaria.
Nonostante i vincoli dell’edificio, il risultato è
riuscito a realizzare una linea più compatta
ed efficiente, con prestazioni nettamente superiori
rispetto al passato.
Il nuovo impianto raddoppia aumenta la capacità
di trattamento, passando da 3 a 8 tonnellate
all’ora, e migliora la qualità delle frazioni
recuperate, tra cui PET, HDPE, PP, PS,
film plastici e metalli ferrosi e non ferrosi. Il
materiale viene alimentato automaticamente,
pre-triturato e diviso in frazioni granulometriche,
lavorate con separatori balistici, magnetici
e induttivi e selettori ottici NIR ad alte
prestazioni. Infine, i materiali selezionati vengono
convogliati nei bunker dedicati e pressati
in balle pronte per la spedizione.
Digitalizzazione e sostenibilità al centro
dell’upgrade
Uno degli elementi più innovativi è l’integrazione
di STADLERconnect, la piattaforma digitale
per il monitoraggio e la manutenzione
predittiva. L’impianto è il primo in Spagna a
beneficiare di questa tecnologia, che permette
di controllare lo stato delle apparecchiature
in tempo reale e intervenire in modo proattivo,
massimizzando l’efficienza operativa.
Il progetto è stato completato in tempi record:
Maggio 2026
il montaggio ha richiesto poco più di tre mesi
e mezzo, con la messa in servizio conclusa due
mesi prima del previsto. "La modernizzazione
del nostro impianto rappresenta un passaggio
fondamentale", commenta Pedro Goicoechea,
direttore generale di BZB Amorebieta. "Ci permette
di aumentare l’efficienza e recuperare
più materiali, preparandoci per affrontare le
sfide future del riciclo e raggiungere i nostri
obiettivi di sostenibilità."
Per STADLER, il nuovo impianto non è solo
una vetrina tecnologica, ma anche il simbolo
di una collaborazione di lungo periodo che collega
il primo progetto realizzato in Spagna alla
nuova generazione di impianti di selezione intelligenti
e digitalizzati.
l
ENGLISH ABSTRACT
Back to the Future
Sviluppo velocissimo:
montaggio completato
in meno di quattro
mesi, e messa
in funzione operativa
raggiunta con
sessanta giorni
di anticipo sui piani
originali.
Twenty-four years after STADLER built its first turnkey sorting plant in
Spain, the BZB light packaging facility in Amorebieta-Extano, Basque
Country, has undergone a full modernization. The upgrade transforms
the plant into a more powerful, automated, and digitally connected facility,
reinforcing a collaboration that has lasted over two decades. The renovated
plant, inaugurated on January 27, 2026, at an event attended by BZB,
Ecoembes, STADLER, and local authorities, marks a significant step forward
for waste management in the region. BZB, a public-private partnership between
Garbiker and Trienekens País Vasco, processes household and commercial
packaging into high-quality secondary raw materials, supporting
the local circular economy. The modernization integrates state-of-the-art
sorting technologies, increasing throughput from 3 to 8 tons per hour, improving
material purity, and reducing manual intervention. Advanced features
include automatic feeding, pre-shredding, ballistic, magnetic, and optical
sorting, and secure digital monitoring through STADLERconnect for predictive
maintenance. The project, completed in just over three months, not only
enhances operational efficiency and sustainability but also symbolizes continuity,
linking STADLER’s first Spanish turnkey plant with the next gene -
ration of smart, automated sorting facilities.
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
54 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
55
Pile esauste
non perdute
Il sistema nazionale di raccolta e gestione
di pile e accumulatori ha archiviato il 2025
come un anno di profonda trasformazione
Eliana Puccio
- secondo il Rapporto Annuale
pubblicato dal CDCNPA (Centro di
L’Italia
Coordinamento Nazionale Pile e
Accumulatori) - si trova in una fase di transizione
cruciale.
Se da un lato i numeri confermano la solidità
della rete logistica, dall’altro l’entrata in vigore
del nuovo Regolamento Europeo impone un
cambio di passo immediato per raggiungere
i nuovi target di sostenibilità.
Oltre 8,8 milioni di kg raccolti
Nel corso dell'ultimo anno, il sistema ha gestito
complessivamente 8.868.248 chilogrammi
di batterie portatili esauste (le comuni stilo,
alcaline, a bottone o le batterie di smartphone
e laptop). Sebbene il confronto con il 2024 mostri
un calo nominale del 14,6%, il CDCNPA
chiarisce che non si tratta di un’efficienza minore,
bensì di un "effetto ottico" normativo.
L’introduzione del Regolamento UE 2023/1542
ha infatti ridefinito in modo più stringente cosa
rientra nella categoria "portatili", escludendo
tipologie di rifiuti prima conteggiate. Al netto
di questa riclassificazione contabile, la raccolta
coordinata direttamente dal Centro ha continuato
a mostrare segnali di crescita. Uno dei
punti di forza del modello italiano è la sua infrastruttura
fisica.
I punti di raccolta iscritti al Centro di Coordi -
namento sono saliti a 15.053, segnando un incremento
del 3,5% nell'ultimo anno e un impressionante
+37% nel quinquennio.
La sfida europea
Le parole della Presidente del CDCNPA, Laura
Castelli, non lasciano spazio a compiacimenti.
“Il 2025 segna un confine: da un lato il consolidamento
di un sistema che ha dimostrato
solidità e capacità di crescita, dall'altro l'apertura
di una nuova fase dettata dal Re go la -
mento europeo sulle batterie“.
Con il Decreto Legislativo 29/2026, il Centro
di Coordinamento assume un ruolo più centrale
nella governance, ma il e tasso di raccolta
nazionale, fermo intorno al 31%, è lontano dagli
obiettivi sfidanti imposti dall'Europa. Il futuro
vedrà il CDCNPA impegnato nel rafforzamento
degli accordi con Comuni, distributori
e piattaforme digitali. L'obiettivo è trasformare
il sistema da una gestione basata sulla conformità
normativa in un vero modello di economia
circolare, in modo da potersi allineare
agli standard comunitari.
l
Second life in pista
n Tecnica Group accelera sul fronte della sostenibilità.
Grazie alle nuove partnership con Decathlon Italia e il
resort spagnolo Aramón, il sistema di raccolta si fa più
capillare, mentre la collaborazione con la tedesca CPS
GmbH chiude il cerchio: i materiali rigenerati tramite il
processo RYB tornano a nuova vita come componenti
tecnici per gli sci del Gruppo. Dal 2021 Tecnica Group
promuove la sostenibilità nel settore invernale
attraverso "Recycle Your Boots", un’iniziativa che
trasforma i vecchi scarponi da sci di ogni marca in
materiali rigenerati per nuove attrezzature. Finora il
progetto ha permesso di raccogliere circa 60.000 paia di
scarponi, recuperando l'85% dei componenti e
risparmiando all'ambiente 900 tonnellate di CO₂. In
Italia, Decathlon ha contribuito con 25 negozi
raccogliendo quasi 1600 paia di scarponi a fine
noleggio, mentre all'estero Aramón ha attivato punti di
raccolta sui Pirenei consegnando 600 paia di calzature.
Maggio 2026
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
56
RIFIUTI SOLIDI
FLUSSI DIGITALI NATIVI
FLUSSI DIGITALI NATIVI
RIFIUTI SOLIDI
57
Con l'avvento
dell'xFIR
e del RENTRI,
la gestione dei rifiuti
passa dal cartaceo
al flusso digitale
nativo.
Gestione rifiuti,
la svolta xFIR
L'adozione dell'xFIR trasforma la compliance
ambientale in un vantaggio competitivo. Ora
i flussi digitali nativi eliminano la burocrazia
cartacea e riducono i rischi sanzionatori
Nel panorama normativo italiano, la gestione
dei rifiuti è stata per decenni sinonimo
di una burocrazia pesante,
frammentata e spesso affidata alla memoria
del supporto cartaceo.
Tuttavia, la vera governance normativa non si
misura mai dal numero di adempimenti prodotti,
ma dalla capacità di un’organizzazione di
trasformare quegli obblighi in processi stabili,
fluidi e, soprattutto, verificabili.
Dal Formulario cartaceo all’xFIR
Il Formulario cartaceo ha generato criticità operative:
dati riportati manualmente, errori, incongruenze
con il registro, quarte copie smarrite.
La gestione analogica dipendeva
dall’attenzione dei singoli e impediva di individuare
con chiarezza dove si generasse un errore.
Con l'introduzione del Formulario digitale
(xFIR) nel sistema, RENTRI non cambia solo il
supporto, ma l'intero modello di governance.
Il passaggio al digitale sposta il baricentro dal
singolo documento al flusso di dati. Questa
evoluzione si basa su tre pilastri: Governabilità
del processo: ruoli, tempi e contenuti sono
tracciati in automatico. Questo elimina le incertezze
del cartaceo e rende ogni passaggio
immediatamente verificabile. Qualità giuridica
dell’informazione: grazie alla firma digitale e
alla marcatura temporale, l'informazione è
certa e autentica fin dal momento della sua
creazione.
Interoperabilità: l’xFIR dialoga direttamente con
i gestionali aziendali e il RENTRI, eliminando
doppie inserzioni e disallineamenti. La tracciabilità
diventa così parte naturale del lavoro quotidiano,
non un obbligo esterno.
Questa architettura consente di intercettare subito
le anomalie, abbattendo drasticamente il
rischio di sanzioni..
La sostenibilità operativa
La digitalizzazione stabilizza i processi e corregge
gli errori strutturali tipici della carta.
Automatizzare vidimazioni, archiviazione e ricerche
significa recuperare tempo e ridurre
i costi nascosti.
La sostenibilità diventa quindi: Ambientale ed
Economica - tracciabilità totale e riduzione
degli sprechi gestionali; Organizzativa e
Sociale - responsabilità chiare e maggiore
credibilità verso partner e stakeholder;
Culturale - il passaggio da una burocrazia subita
ad una gestione proattiva e consapevole.
economica: tracciabilità totale e riduzione degli
sprechi gestionali. Organizzativa e sociale: responsabilità
chiare e maggiore credibilità verso
partner e stakeholder. Culturale: il passaggio
da una burocrazia subita a una
gestione proattiva e consapevole.
Essere "Digital-Ready": un vantaggio
competitivo
Trasformare un obbligo in un processo integrato
genera prevedibilità e affidabilità. In un
mercato che premia la trasparenza, essere
"digital-ready" significa decidere più in fretta
e con dati certi, riducendo drasticamente le
contestazioni. L’xFIR non è una semplice dematerializzazione,
ma una leva strategica per
rendere l'azienda più efficiente e resiliente.
Il digitale è l’occasione per ripensare la gestione
dei rifiuti in ottica di controllo e qualità.
Per trasformare questo potenziale in risultati
concreti, è fondamentale scegliere soluzioni
capaci di integrare l’xFIR nell’ecosistema
aziendale, garantendo continuità operativa e
flussi di lavoro senza interruzioni.
Per rispondere a queste sfide, Wolters Kluwer
propone Atlantide, la piattaforma web che
semplifica e struttura l’intero ciclo dei rifiuti:
dalla produzione alla tracciabilità digitale tramite
RENTRI. In un mercato dove la qualità
del dato definisce la reputazione e la sostenibilità
aziendale, Atlantide è l’alleato strategico
per chi punta a un’operatività realmente digital-ready.
www.atlantide-web.it l
ENGLISH ABSTRACT
Waste Traceability 4.0
Starting 13 February 2026, Italy completes the full transition to digital waste
traceability systems. Under D.M. 4 April 2023, No. 59, implementing Art. 188
bis of Legislative Decree 152/2006, all hazardous waste producers and sector
operators must register with RENTRI, the National Electronic Register for
Waste Traceability, and manage registers and transport documents exclusively
in digital format.
In the transition phase, many structured companies—particularly waste producers—have
used the regulatory shift to redesign internal workflows, integrating
waste management systems within broader governance, risk management
and ESG monitoring architectures.
Traceability as a strategic compliance and risk management function
Waste traceability represents the core control mechanism ensuring secure,
compliant and auditable management of waste streams. Its digital implementation
enhances process integrity, data reliability and regulatory alignment.
Organizations that have already adopted digital traceability platforms report
measurable improvements: optimized operational processes, higher data
granularity, automated flow validation, and systematic reduction of non compliance
risks and associated costs.
End to end, real time monitoring—from generation to recovery or final disposal—enables
early detection of irregularities, mitigation of exposure to environmental
and legal liabilities, and strengthening of assurance relationships
with oversight authorities.
In a context where environmental accountability is a critical component of
ESG performance and corporate risk evaluation, transparent and verifiable
traceability becomes a fundamental strategic control.
www.atlantide-web.it
Maggio 2026
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
58 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
IN VETRINA A IFAT
Trituratore lento LS3600TX:
qualità e produttività
Trattare materiali difficili per agevolarne
il recupero e valorizzarli. Vermeer cala
l’asso nella manica per essere competitivi
ENGLISH ABSTRACT
Quality and productivity
The new Vermeer LS3600TX slow-speed shredder is designed to handle
a wide range of applications: construction and demolition waste, pallets,
green waste, municipal solid waste and other bulky materials. It is powered
by a 456 hp (340 kW) CAT C13B T4F / Stage V engine and features a large
hopper opening measuring 225 × 370 cm and a capacity of 7.8 m³. One of
its most notable features is the reversible direct mechanical drive.The
LS3600TX is equipped with a 3-meter welded single-shaft rotor with wearresistant
plates and an adjustable comb. Its exceptional access to the rotor,
comb, and engine makes it one of the easiest machines in its class to service.
The lower conveyor can also be removed easily without disconnecting
the discharge conveyor.
Il marchio è presente da tempo nel settore
ambientale; e l’obiettivo è da sempre quello
di poter supportare gli specialisti di settore
nel modo migliore possibile, con macchine
robuste e produttive. Il nuovo trituratore
lento Vermeer LS3600TX non fa eccezione: è
infatti progettato per essere una soluzione
altamente produttiva, ricca di funzionalità e
versatile per gli operatori che desiderano
trattare materiali difficili. E’ infatti indicato
carmix.com
THE
ITALIAN
JOBSITE
per processare materiale da costruzione e
demolizione, pallet, rifiuti verdi, RSU e altri
materiali ingombranti.
Pronto a tutto
Equipaggiato con un potente motore CAT
C13B T4F / Stage V da 456 hp (340 kw), questo
modello su cingoli presenta una tramoggia
con un’apertura di 225 x 370 cm ed una capacità
di 7,8 m 3 Una delle caratteristiche più
interessanti di questo modello è la trasmissione
meccanica diretta reversibile, un sistema
che permette di massimizzare l’efficienza
della macchina durante la triturazione.
Immagina una sfida estrema.
Dotato di un Un rotore terreno impossibile. saldato Condizioni a singolo al limite. albero
Solo una macchina può affrontarla:
lungo 3 m, con Carmix, piastre l’originale autobetoniera antiusura, fuoristrada, e di un pettine
regolabile, questa macchina è stata co-
nata in Italia nel 1976.
Da 50 anni Carmix affronta le missioni più difficili,
struita garantendo con componenti calcestruzzo di qualità robusti in modo rapido e durevoli ed economico. per
Affidabilità senza compromessi, dai caotici cantieri cittadini
affrontare materiali ai luoghi difficili più remoti del con mondo. facilità. A differenza
dei trituratori della stessa categoria,
CARMIX: 50 anni di grandi sfide.
l'LS3600TX gestisce La prossima efficacemente è già iniziata. problemi
di manutenzione a lungo termine.
L'accesso senza pari al rotore, al pettine e al
motore lo rende uno dei trituratori più facili su
cui intervenire sul mercato.
Il vano motore dell'LS3600TX è dotato di ampie
porte di accesso, diversi punti di appoggio scala
e una spaziosa piattaforma di servizio — un
design intenzionale per consentire una manutenzione
rapida ed efficiente.
Inoltre, l'LS3600TX è dotato di un sistema di
accesso idraulico che offre piena visibilità al
rotore, al pettine e al nastro trasportatore inferiore,
semplificando ulteriormente le procedure
di manutenzione. Anche il nastro trasportatore
inferiore può essere facilmente
rimosso senza dover scollegare il nastro di
scarico, riducendo al minimo l'invasività delle
operazioni di servizio.
l
Maggio 2026
3 marzo 2026
n. 798 | anno LXXIV
MACCHINE, ATTREZZATURE E
MEZZI D’OPERA PER L’EDILIZIA
ostruzioni
Casa editrice la fiaccola srl
Marzo 2026
EVOLVE LA GAMMA DEI ROTO MERLO.
LA PORTATA CRESCE FINO AL 25%
E SI LAVORA COME SULLE AUTOGRU
IL MERCATO C’È
L’INCENTIVO È INCERTO
Secondo i dati 2025 diffusi
da CECE l’Europa mostra segni
di ripresa. Per l’Italia il problema
è il protrarsi dell’incertezza sugli
incentivi più «golosi»
dal 1952 in cantiere
WALKAROUND DELLA NUOVA PALA VOLVO L150
YANMAR SV100-7 2PB
GIALLO NOSTALGIA
L’impresa Piacentini ha scelto
il nuovo 10 t giapponese
con braccio posizionatore,
ma ha chiesto a Commercial
System il colore di sempre
ISSN 0010-9665
costruzioniweb.it
9 770010 966504
0 0 7 9 8 >
CAVE &
CALCESTRUZZO
MACCHINE &
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DECOSTRUZIONE
& RICICLAGGIO
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TEST MACCHINE
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
60
RIFIUTI SOLIDI
RAPPORTO RAEE
RAPPORTO RAEE
RIFIUTI SOLIDI
61
Una crescita
a due velocità
Il 2025 si chiude con oltre 366mila tonnellate
di rifiuti elettrici ed elettronici avviati
a corretto trattamento. Ancora netto il divario
tra Nord e Sud Italia per la raccolta dei RAEE
Eliana Puccio
Il cammino dell’Italia verso l’economia circolare
segna un nuovo punto a favore.
Secondo l’ultimo Rapporto Annuale del Cen -
tro di Coordinamento RAEE, il 2025 si è chiuso
con un bilancio positivo: 366.891 tonnellate di
rifiuti elettrici ed elettronici avviati a corretto trattamento,
con un incremento del 2,4% rispetto
all'anno precedente. Un dato che porta la media
nazionale a 6,22 kg per abitante, un passo avanti
incoraggiante, seppur ancora distante dai target
più ambiziosi imposti dall’Unione Europea.
A spingere l’acceleratore sono stati soprattutto
i comparti R2 (grandi bianchi) e R4 (piccoli elettrodomestici
ed elettronica di consumo), che
hanno registrato balzi rispettivamente del 5,4%
e del 5,1%. Bene anche il settore del freddo (R1),
con un +1,9%.
Al contrario, prosegue la parabola discendente
per i vecchi televisori e monitor (R3), in calo del
9,7%: un segno che il ricambio tecnologico legato
ai nuovi standard di trasmissione è ormai
giunto a conclusione.
In flessione anche le sorgenti luminose (R5),
che arretrano del 4,5%.
Le eccellenze e le zone d'ombra
La geografia della raccolta conferma un Paese
spaccato. Il Nord tiene lo scettro con 7,02 kg
pro capite, seguito dal Centro (6,61 kg).
Il Sud, pur restando stabile nei volumi totali,
fatica a decollare con una media di soli 4,76
kg per abitante. Tuttavia, non mancano le sorprese
positive: il Molise vola con un incremento
del 17,4%, mentre Sardegna e Valle d’Aosta
si confermano campionesse assolute, superando
la soglia dei 10 kg pro capite.
All'estremo opposto c’è la Campania, fanalino
di coda con meno di 3 kg per cittadino, e cali
preoccupanti in Basilicata e Sicilia.
Verso una raccolta "di prossimità"
Il motore principale del sistema restano i centri
di raccolta comunali, dove transita oltre il 76%
dei rifiuti hi-tech. Un ruolo importante è giocato
anche dalla distribuzione (23,3%), attraverso i
canali di ritiro "uno contro uno" e "uno contro
zero". Per sostenere questo sforzo logistico, i
produttori hanno erogato oltre 30 milioni di euro
in premi di efficienza. La Lombardia è la regione
che ha incassato di più in termini assoluti (5,1
milioni), ma sono Liguria e Toscana a vantare il
contributo più alto per singola tonnellata raccolta,
segno di una gestione particolarmente virtuosa.
Nonostante i progressi, la strada è ancora lunga.
Giuliano Maddalena, Presidente del CdC RAEE,
ha sottolineato la necessità di una collaborazione
più stretta con le istituzioni per snellire la
burocrazia: l'obiettivo è trasformare i luoghi di
passaggio quotidiano dei cittadini in punti di raccolta
capillari. "Dobbiamo superare i limiti normativi
che frenano la raccolta nei centri urbani",
ha spiegato Maddalena, ribadendo l'impegno
del Centro nel supportare le aree più in difficoltà
per garantire una crescita omogenea e sostenibile
in tutta la Penisola.
l
ENGLISH ABSTRACT
Annual Report
on Electronic Waste
Trainano la crescita
i grandi bianchi (R2)
e i piccoli
elettrodomestici (R4),
entrambi sopra
il +5%.
Italy’s journey toward a circular economy marks a new success. According
to the latest Annual Report by the RAEE Coordination Center, 2025 closed
on a positive note: 366,891 tons of WEEE (Waste Electrical and Electronic
Equipment) were properly treated, a 2.4% increase over the previous year.
This brings the national average to 6.22 kg per inhabitant—an encouraging
step forward, though still far from the ambitious EU targets.
The growth was primarily driven by the R2 (large appliances) and R4 (small
appliances and consumer electronics) sectors, which rose by 5.4% and 5.1%,
respectively. Cooling appliances (R1) also performed well (+1.9%). Conversely,
the decline of old TVs and monitors (R3) continued (-9.7%), signaling that
the technological turnover linked to new transmission standards is complete.
Lighting sources (R5) also fell by 4.5%. The geography of collection confirms
a divided country. The North leads with 7.02 kg per capita, followed by the
Center (6.61 kg). Despite stable total volumes, the South struggles with an
average of only 4.76 kg. However, there are surprises: Molise surged by
17.4%, while Sardinia and Valle d’Aosta remain top performers, exceeding
10 kg per capita. At the opposite end, Campania lags behind with less than
3 kg, with concerning drops in Basilicata and Sicily.
Maggio 2026
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
62 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
NEWS
NEWS
RIFIUTI SOLIDI
63
La filiera non ha scampo
Bello bello, ma
fashion, con una produzione che cresce rapidamente.
È prolungando la vita utile di indumenti
e calzature che, nel nostro Paese, si può
salvare la filiera del recupero. Questa
la riflessione del Consorzio Ecotessili…
Giancarlo Dezio,
direttore generale
di Ecotessili.
Impatto ambientale a parte, in termini di
riuso e corretta raccolta dei rifiuti tessili,
è meglio prevenire che curare.
Per contrastare il forte aumento di questo
tipo di scarti generati ogni anno, che sta mettendo
in crisi l’intera filiera.
Secondo uno studio condotto dall’Agenzia
Europea dell’Ambiente (EAA), il consumo tessile
pro capite nell’UE è aumentato da 17Kg
a 19 Kg di tessuti/anno, con circa 12 kg buttati
ogni anno.
In pratica, come accade anche nelle nostre
case, i capi acquistati restano nell’armadio
per sempre meno tempo. Complice il fast
Leve prioritarie
In attesa che la Responsabilità Estesa del
Produttore (EPR) entri a regime (e ciò darà
una bella sferzata nella gestione dei rifiuti tessili),
si può intervenire andando a monte.
“La riduzione del rifiuto comincia prolungando
la vita utile di indumenti e calzature” è quanto
dichiara Giancarlo Dezio, direttore generale
di Ecotessili, il consorzio che si occupa della
raccolta e recupero dei rifiuti tessili in ambito
di EPR.
Accorciare il ciclo di vita dei prodotti stressa
non poco l’ambiente, aumentando i vari impatti
legati al trasporto e allo smaltimento.
Si possono però mettere in atto delle strategie
come per es. scegliere prodotti realizzati con
materiali di qualità progettati per durare nel
tempo; scegliere capi dalla composizione
semplice (quelli realizzati con mix di fibre sintetiche
sono più difficili da separare e costosi
da riciclare. Ma anche curarne la manutenzione,
riparare prima di sostituire, riutilizzare
e condividere e solo alla fine, conferire
il capo correttamente per favorirne
il recupero dei materiali.
“L’economia circolare nel tessile
inizia dalla consapevolezza e dall’adozione
di comportamenti virtuosi
- puntualizza Dezio.
Fare acquisti pensando alla durata
dei capi, utilizzarli il più possibile, e
solo alla fine, destinarli alla raccolta
differenziata, è la sequenza di azioni
che permette di contrastare la crescita
dei rifiuti tessili”.
Nel frattempo, sono già diverse le
aziende di settore che si sono consorziate
ad Ecotessili per non farsi
trovare impreparate al quadro normativo.
l
Nuovi orizzonti si aprono per il polo dedicato
alla gestione dei rifiuti industriali
pericolosi.
Grazie alla strategia di Xenon Private Equity,
la realtà milanese "Il Recupero" entra a far
parte del network Rinovha.
Questa azienda di Bareggio, operativa dal
1986, apporta oltre quarant’anni di competenza
specifica nel trattamento dell'amianto
e dei residui speciali.
Attualmente, il Gruppo coordina una forza
lavoro di oltre 350 dipendenti e assiste stabilmente
più di 3.500 clienti.
Mettere a sistema realtà altamente specializzate
consente di superare la storica frammentazione
del settore ambientale in Italia,
offrendo una copertura completa lungo tutta
la filiera.
Asset strategici e competenze
Disporre di un impianto di 7.500 m 2 permette
a "Il Recupero" di gestire flussi complessi provenienti
dal settore edile e da vari comparti
manifatturieri. Tale integrazione potenzia l'intera
catena del valore di Rinovha: attività di intermediazione
e logistica; processi di trattamento
e smaltimento; bonifiche ambientali e
decommissioning industriale.
Gianluca Cencia, Amministratore Delegato di
Rinovha, ha sottolineato come questa acquisizione
sia perfettamente coerente con il Piano
Industriale vigente. Rafforzare la presenza nel
Nord Italia è prioritario, poiché in quest'area
si concentra la maggior parte della produzione
di rifiuti speciali a livello nazionale.
Allo stesso modo, Gianfranco Piras (Pre-
sidente di Rinovha e Partner di Xenon) ha evidenziato
come il valore del progetto sia confermato
dalla fiducia degli imprenditori che
scelgono di confluire in questa piattaforma innovativa.
Il Recupero si aggiunge alle altre eccellenze
che operano in Rinovha – Alm.Eco (insieme
ad A.T.I.), Bellatrice (con AG7), Gamma,
Marcon (con Treviso Eco Servizi e Zatta) e Vico
- contribuendo a rafforzare una piattaforma
che oggi si distingue in Italia per l'ampiezza
del proprio perimetro operativo lungo l'intera
filiera dei servizi ambientali: dall'intermediazione
alla raccolta e trasporto, dal trattamento
e smaltimento dei rifiuti fino al decommissioning
industriale e alle bonifiche complesse, in
Italia e all'estero.
l
Eliana Puccio
Il Recupero, azienda milanese, entra
a far parte del polo privato Rinovha,
nato dalla visione di Xenon Private Equity
Maggio 2026
Maggio 2026
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RIFIUTI SOLIDI
RACCOLTA BILATERALE
RACCOLTA BILATERALE
RIFIUTI SOLIDI
65
Efficienza,
sostenibilità
e automazione.
Nord Engineering
ridefinisce la gestione
dei rifiuti urbani
con il sistema
bilaterale Easy: meno
emissioni,
più sicurezza e totale
adattabilità alla città.
Bilaterale, smart
e data-driven
Il sistema Easy di Nord Engineering trasforma
la raccolta rifiuti in un modello automatizzato.
Grazie a IA e IoT, ottimizza costi e viabilità
Nelle città contemporanee, la gestione dei
rifiuti urbani richiede un equilibrio sempre
più avanzato tra efficienza operativa,
sostenibilità e integrazione con il contesto urbano.
In questo scenario, la raccolta bilaterale
sviluppata da Nord Engineering con il sistema
Easy – oggi in oltre 20 Paesi nel mondo – rappresenta
un’evoluzione concreta dei modelli
tradizionali, capace di incidere in modo diretto
sull’organizzazione del servizio.
La possibilità di operare su entrambi i lati della
strada con un’unica attrezzatura automatizzata
mono-operatore introduce un cambio di paradigma:
è il sistema ad adattarsi alla città, non il
contrario. I contenitori possono essere posizionati
in modo più flessibile, anche in strade strette
o a senso unico, eliminando manovre complesse
e retromarce. Il risultato è un servizio più fluido,
sicuro e con un impatto ridotto sulla viabilità. I
benefici si riflettono anche sul piano economico.
Percorsi più lineari contribuiscono a ridurre i
consumi e l’usura dei mezzi, mentre l’ottimizzazione
dei cicli operativi consente, in molti casi,
di coprire la stessa area con un numero inferiore
di veicoli. Un’efficienza strutturale che si traduce
in minori costi operativi e in una riduzione complessiva
dell’impatto ambientale.
Maggio 2026
Integrazione urbana e decoro
Dal punto di vista urbanistico, la raccolta bilaterale
amplia le possibilità di progettazione
dei servizi. Le isole ecologiche possono essere
integrate in modo più coerente rispetto agli
spazi disponibili e ai flussi di traffico, migliorando
accessibilità, decoro urbano, quantità
e qualità del rifiuto differenziato. La gestione
dei rifiuti entra così a pieno titolo nelle logiche
di pianificazione della mobilità e dello spazio
pubblico non più come un problema, ma come
parte della soluzione. Su queste basi si innesta
il valore dell’automazione. Easy garantisce un
ciclo di svuotamento completamente automatizzato,
gestito dalla cabina tramite consolle
di nuova generazione. Il dispositivo F-90 assicura
un aggancio preciso e controllato, evitando
urti e danneggiamenti e migliorando la
continuità del servizio. Rapidità e ripetibilità
dell'operazione - impossibili da ottenere manualmente
- si traducono in minori interferenze
sul traffico e maggiore sicurezza per gli
operatori, oltre che in un efficace contenimento
dei costi di manutenzione.
L'AI al servizio della Smart City
L’evoluzione più recente del sistema è rappresentata
da Easy NR, che integra l'Intelligenza
Artificiale, sensoristica avanzata e strumenti
di data analysis.
Gli algoritmi consentono il riconoscimento automatico
dei contenitori, la virtualizzazione
dell’area di lavoro e un’ottimizzazione continua
delle operazioni. Insieme ai contenitori smart
Nord Engineering - costruiti in acciaio riciclabile
e predisposti per sensori di riempimento,
identificazione dell'utenza e IoT - il Sistema
Easy diventa una fonte di dati strategica per
la pianificazione efficiente dei percorsi di rac-
Maggio 2026
colta e il monitoraggio preciso del servizio in
ottica Smart City.
Nord Engineering ha di recente sviluppato anche
Easy Junior, soluzione progettata per centri
storici e contesti urbani complessi. Grazie
a contenitori più compatti e resistenti e a un
dispositivo di sollevamento bilaterale ancora
più agile, il sistema estende i vantaggi della
raccolta automatizzata su entrambi i lati anche
agli spazi più limitati.
Oggi, la bilateralità di Easy – integrata e potenziata
dalle tecnologie digitali – si configura
non solo come una soluzione tecnica, ma
come un modello evoluto di raccolta: più efficiente,
flessibile e orientato ai dati, in grado
di rispondere in modo concreto alle esigenze
delle città di oggi e di domani.
l
ENGLISH ABSTRACT
Easy by Nord Engineering
In modern cities, waste management requires a balance between efficiency,
sustainability and urban integration. Nord Engineering’s Easy system represents
an evolution of traditional models. Its bilateral approach enables a
single, automated, one-operator vehicle to collect waste on both sides of
the street, adapting to urban layouts and improving safety, flexibility and
traffic flow, even in narrow or one-way streets. Benefits include greater cost
efficiency, with more linear routes reducing fuel consumption and the number
of vehicles required. From an urban planning perspective, bilateral collection
improves the integration of waste stations, enhancing accessibility, urban
decorum and recycling performance.
Automation is a key enabler: Easy ensures a fully automated emptying cycle
that minimizes maintenance costs and enhances operator safety. The system
further evolves through AI, sensors and data analytics, enabling container
recognition, process optimization and real-time monitoring. Combined with
smart containers, Easy becomes a strategic data source for smart city waste
management, delivering a flexible and efficient collection model.
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Soluzioni e tecnologie
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66 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni
INERTI
INERTI
RIFIUTI SOLIDI
67
Un pippone
necessario
Il D.M. 127/2024
regola il riutilizzo
dei rifiuti da C&D,
elencando quelli
che sono gli impieghi
ammessi come
per es. calcestruzzi
e pavimentazioni
stradali.
Ancora EoW sui rifiuti da C&D.
Il MASE continua a fornire chiarimenti
sull’applicazione del Decreto
Ludovica Bianchi
Gli impieghi ammessi
Sia ben chiaro. Il Ministero dell’Ambiente e
della Sicurezza Energetica (MASE) non ha
emanato uno stop o sospensione al D.M.
127/2024 in merito ai rifiuti da demolizione e costruzione.
Solo qualche delucidazione interpretativa, confermando
l’applicazione del decreto e sempre
a tutela dell’ambiente
Attualmente gli aggregati recuperati sono utilizzabili solo per
questi scopi specifici:
-Calcestruzzi preconfezionati con classe di resistenza ! C12/15
(NTC 2018);
-Base e sottobase stradali, inclusi sottofondi per pavimentazioni
industriali;
-Rilevati anche per riempimenti generici (es. riempiture di casseforme);
-Fabbricazione di elementi per edilizia civile (blocchi, cordoli,
pozzetti);
-Produzione miscele bituminose;
-Accessori per calcestruzzo pre confezionato;
-Confezionamento di miscele legate con leganti idraulici;
-Confezionamento di calcestruzzi;
-Produzione di cemento.
Ovviamente tutti gli usi devono rispettare i limiti chimici e tecnici
del decreto, con marcatura CE, dove fattibile.
La questione è delicata
I rifiuti da C&D, nella loro gestione, rappresentano
spesso questioni complesse sull’uso e riutilizzo
dei materiali recuperati dai cantieri edili,
soprattutto in termini di loro impiego per la copertura
di discariche per rifiuti solidi urbani
(RSU) “nell’ambito del regime semplificato introdotto
dal DM 28 giugno 2024, n. 127.
Il decreto elenca minuziosamente gli impieghi
ammessi per gli aggregati EoW (per es. calcestruzzi,
pavimentazioni stradali, rilevati) ma
la copertura di discariche non è contemplata.
Il MASE ha chiarito che, mancando un riferimento
normativo esplicito, questo tipo di recupero
non è accettabile.
Ma… si può intraprendere una strada alternativa
per chi volesse perseguire “la cessazione
della qualifica di rifiuto per impieghi non elencati
nell’Allegato 2 del DM 127/2024”, puntualizzando
che “in questo contesto se l’attività di
recupero fosse finalizzata all’ottenimento di
un aggregato riciclato conforme ai requisiti per
la cessazione della qualifica di rifiuto per impieghi
specifici diversi da quelli elencati
nell’Allegato di cui sopra, il comma 2 dell’articolo
1 del medesimo decreto, prevede il ricorso
alle autorizzazioni definite “caso per caso”. Si
legge nel decreto: "le autorizzazioni sono rilasciate
per specifiche tipologie di rifiuto nel rispetto
delle condizioni stabilite dal citato articolo
184-ter, sulla base di criteri dettagliati
definiti nell’ambito dei procedimenti autorizzatori
e previo parere obbligatorio e vincolante
dell’ISPRA o dell’Agenzia regionale per la protezione
ambientale territorialmente competente.
I provvedimenti autorizzativi devono, in
particolare, individuare i rifiuti ammissibili, i
processi e le tecniche di trattamento consentiti,
i criteri di qualità dei materiali ottenuti, i requisiti
dei sistemi di gestione e le modalità di attestazione
della conformità, nonché gli usi ammessi
del materiale che ha cessato la qualifica
di rifiuto e i parametri analitici da monitorare”.
I limiti dei limiti
Quindi, in soldoni, qualora il materiale riciclato
ottenuto da rifiuti di C&D dovesse essere utilizzato
per finalità diverse da quelle previste dal
DM 124, bisognerà valutare e chiedere un’autorizzazione
EoW “caso per caso, secondo le
procedure ordinarie previste dal Testo Unico
Ambientale”.
L’autorizzazione però sarebbe valida solo per
alcune tipologie di rifiuto, con parere tecnico di
ISPRA o di ARPA.
Per utilizzare gli aggregati da C&D a copertura
delle discariche per RSU, condizione sine qua
non è un “procedimento autorizzativo ordinario
ex. Art. 208 D.Lgs. 152/2006”, con appunto verifica
di compatibilità tecnica-ambientale. l
ENGLISH ABSTRACT
The issue is delicate
Nel decreto
non è previsto
il riutilizzo degli
aggregati da C&D
a copertura
di discariche per RSU.
Ma si può fare ricorso
e valutare
le autorizzazioni
«caso per caso»
secondo le procedure
previste dal Testo
Unico Ambientale.
C&D waste, in its management, often represents complex issues regarding
the use and reuse of materials recovered from construction sites. Especially
in terms of their use for covering urban solid waste landfills. The MASE
has not issued a stop or suspension to D.M. 127/2024 on this matter, but
continues to provide clarifications on the application of the Decree.
In practice, if recycled material from C&D is to be used for purposes other
than those permitted by DM 124, case-by-case EoW authorization must
be requested.
Maggio 2026
Maggio 2026
e tecnologie
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per l’ambiente
Economia Circolare
68
Soluzioni
BIOWASTE
INQUINANTI EMERGENTI
INQUINANTI EMERGENTI
BIOWASTE
69
Belli profumati
Federica Lugaresi
Fragranze sintetiche, ampiamente utilizzate ma tossiche,
diffuse tramite le reflue domestiche. E ancora senza
una normativa che ne regoli l’immissione nell’ambiente…
Bello lavarsi col sapone dalla profumazione
preferita. Bellissimo infilarsi nel letto con
lenzuola fresche di bucato.
Tutto questo è possibile grazie a composti sintetici,
creati in laboratorio, che fanno parte del
gruppo dei Personal Care Products (PCP) e che
sono utilizzati nella formulazione di articoli per
la cura della persona e della pulizia della casa
come profumi, detersivi, detergenti, ammorbidenti
e deodoranti per gli ambienti.
Le fragranze sintetiche si dividono in: nitromuschi
(abbandonati negli anni ’90 a seguito di evidenze
di carcinogenicità e genotossicità; muschi
macrociclici (ancora poco utilizzati per l’elevato
costo di sintesi e muschi policiclici (PMF o PCM)
sostanze stabili e dalla sintesi poco costosa, attualmente
più utilizzate.
Un filo problematiche
Se nell’antichità le fragranze venivano ricavate
da composti naturali, estratti da animali
e piante, è a partire dalla metà del secolo
scorso che invece ci si affida alla chimica. I
PFM sono composti idrofobici che tendono
a legarsi, in ambiente acquatico, ai sedimenti
o alle particelle organiche in sospensione,
Maggio 2026
oppure ad essere bioaccumulati all’interno
del biota.
Si trovano sempre più spesso nell’ambiente,
veicolate dalle acque reflue domestiche e industriali.
Interessante la ricerca effettuata da
Stefano Tasselli, PhD presso l’Istituto di Ricerca
sulle Acque CNR-IRSA, su queste sostanze in
ambiente acquatico, consultabile all’interno della
pubblicazione “Inquinanti emergenti: monitoraggio,
rischio e rimozione” di LE2C. Lui è uno
dei primi ricercatori che fa il punto, allo stato
attuale, su questo tema.
Non è poi da sottovalutare il fatto che l’Italia -
relativamente ai prodotti cosmetici e cura della
persona - si attesti come uno dei maggiori mercati
europei. Da cui la disomogeneità nell’utilizzo
e produzione all’interno dell’UE delle fragranze
sintetiche. Al momento non esistono
normative specifiche e complete né in Italia, né
in UE circa i limiti di produzione e di immissione
nell’ambiente. Ma fanno fede alcune Direttive
e Regolamenti già emanati in Europa (vedi RE-
ACH,CLP e regolamenti sui cosmetici) che le
regolano indirettamente. I composti chiave
HHCB e AHTN (rispettivamente Galaxolidone
e Tonalide) hanno restrizioni su etichettatura e
uso. HHCB è stato inserito nel Regolamento
1545/2023/UE che appunto implica l’obbligo di
etichettatura se presente in certe quantità di
alcune categorie di prodotti.
É stato anche inserito nel Regolamento
1272/2008/CE in quanto classificato come
molto tossico per organismi acquatici con effetti
di lunga durata ed è in corso la fase di rivalutazione
in Europa, sia come sostanza persistente,
bioaccumulabile e tossica, sia come
interferente del sistema endocrino.
Tonalide e Galaxonide,
come si comportano
Le fragranze sintetiche, per le loro proprietà
chimico-fisiche, possono essere (in termini di
identificazione e quantificazione) rilevate sia in
fase acquosa che solida sia con utilizzo di gascromatografia
(essendo dei composti semi volatili),
sia con la precedente accoppiata alla spettrometria
di massa.
La loro presenza nell’ambiente avviene tramite
le acque di scarico domestiche (dato il loro utilizzo
principale per la cura della persona e la
pulizia della casa), mentre le immissioni industriali
rappresentano solo una piccola parte.
Maggio 2026
Purtroppo però gli impianti di depurazione convenzionali
- con le tecnologie applicate - non
sono in grado di rimuovere completamente queste
sostanze che si concentrano soprattutto nei
fanghi di depurazione a causa delle loro proprietà
chimico-fisiche. Ne segue che il loro accumulo
può limitarne l’utilizzo, in quanto i fanghi
così contaminati, non sarebbe corretto venissero
utilizzati come fertilizzanti organici (con successivo
assorbimento da parte delle colture).
Stesso di scorso per la loro diffusione nei laghi
e fiumi, con possibile loro accumulo in matrici
biotiche.
l
ENGLISH ABSTRACT
Nice and fragrant
Molecola di Tonalide
e di Galaxolidone.
Fanno parte
del gruppo dei muschi
policiclici,le fragranze
sintetiche
più utilizzate nella
formulazione
di prodotti di igiene
per la casa e cura
personale.
Synthetic fragrances are potentially toxic compounds that can bioaccumulate
in organisms. For this reason, legislation regulating their environmental release
is necessary - which is currently lacking - for example, by specifying
removal efficiency in wastewater treatment plants or limit concentrations
that can be discharged into water bodies. Unfortunately, however, conventional
wastewater treatment plants -with current applied technologies -are not
able to remove them completely. They are very common substances used
in personal care and household hygiene products. Here’s why they are released
into aquatic environments through domestic wastewater and can
also be dispersed into the terrestrial environment when sewage sludge is
used as fertilizer.
e tecnologie
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Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
70 BIOWASTE NEWS Soluzioni
CARBURANTI SOSTENIBILI
BIOWASTE
71
L’oro bianco dei fanghi
Lo sviluppo di una filiera nazionale del fosforo
potrebbe generare un valore economico
di 4,3 miliardi di euro: lo dimostra
lo studio di Community Valore Acqua di Teha
Ginevra Fontana
ha l'occasione di trasformare
radicalmente la propria gestione delle
L’Italia
risorse idriche, puntando sulla creazione
di un sistema produttivo interno - dedicato
al fosforo - per generare un impatto economico
complessivo di 4,3 miliardi di euro.
Le analisi condotte dalla Community Valore
Acqua di Teha, mettono in luce come questa
evoluzione permetterebbe di integrare i guadagni
derivanti dalla produzione di fertilizzanti
con quelli dell'intera rete di fornitura tecnica.
Oltre ai benefici finanziari, una filiera nazionale
solida agirebbe da scudo contro l'instabilità dei
mercati esteri, garantendo al Paese una maggiore
autonomia e una protezione strategica per
i propri settori industriali e agricoli di punta.
Una dipendenza estera critica
Attualmente, l'Unione Europea versa in una
condizione di estrema fragilità per quanto riguarda
l'approvvigionamento di fosforo, una
materia prima critica e insostituibile per l'agricoltura
e l'industria chimico-manifatturiera.
Circa il 70% del fabbisogno comunitario dipende
infatti dalle importazioni estere, con una concentrazione
preoccupante nelle mani di soli tre
fornitori principali: Russia, Marocco ed Egitto.
Questa esposizione rende vulnerabili i settori
produttivi (in termini di rischi costanti legati alle
oscillazioni dei prezzi e alle tensioni internazionali),
rendendo il recupero interno una priorità
di sicurezza nazionale. In questo scenario, l'Italia
ha l'opportunità inedita di sviluppare una filiera
nazionale che potrebbe soddisfare autonomamente
fino al 13% della propria domanda interna,
garantendo stabilità a comparti essenziali
come quello agroalimentare.
L'attivazione di nuove catene di fornitura, lo sviluppo
di tecnologie proprietarie e l'indotto generato
dai processi di estrazione e raffinazione
potrebbero aggiungere ulteriori 2,9 miliardi di
euro al giro d'affari complessivo.
Si tratta di una visione che integra perfettamente
i dettami della nuova strategia europea sulla
gestione delle acque, che spinge verso un modello
di economia circolare, in cui il recupero di
nutrienti come fosforo e azoto viaggia parallelamente
alla restituzione di acqua depurata di
altissima qualità.
l
Io Bio
Eni consolida la propria strategia
di decarbonizzazione confermando ufficialmente
l'investimento per la trasformazione della
raffineria di Sannazzaro de' Burgondi (Pavia)
Dopo il sito di Priolo, il polo pavese ha ricevuto
la decisione finale di investimento
(FID), segnando un passaggio cruciale
per la crescita di Enilive nel settore dei
carburanti sostenibili.
Entrambi gli impianti saranno operativi entro
il 2028 e si distingueranno per l'elevata versatilità
produttiva, potendo generare sia HVO
diesel sia SAF (carburante bio per l'aviazione).
Nello specifico, l'intervento a Sannazzaro non
ridurrà la produzione di carburanti fossili tradizionali,
ma amplierà l'offerta commerciale
con una nuova linea da fonti rinnovabili.
Dettagli tecnici e capacità produttiva
Il piano per Sannazzaro prevede la riconversione
dell'unità Hydrocracker (HDC2) tramite il processo
brevettato Ecofining e la creazione di
una sezione dedicata al trattamento di scarti
e residui organici. Il sito, che beneficerà di un
potenziamento delle infrastrutture logistiche
e dei collegamenti verso gli aeroporti della
Lombardia, avrà una capacità di lavorazione
di 550mila tonnellate annue. Parallelamente,
il progetto di Priolo (500mila tonnellate/anno)
sorgerà sulle ceneri del vecchio impianto di
Cracking di Versalis, integrandosi nel più ampio
piano di rilancio della chimica di base. Eni punta
a una crescita ambiziosa: l'obiettivo è passare
dagli odierni 1,65 milioni di tonnellate di capacità
a oltre 3 milioni nel 2028, superando i 5 milioni
entro il 2030.
l
Ginevra Fontana
Maggio 2026
Maggio 2026
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Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
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72 ACQUE REFLUE Soluzioni
ALLEVAMENTO ANIMALE
ALLEVAMENTO ANIMALE
ACQUE REFLUE
73
Reflui da acquacoltura:
un nuovo capitolo?
Schema impianto RAS
a biogas.
La possibilità di valorizzare i reflui
dell’allevamento di pesci esiste da sempre,
ma finora si scontrava con la scarsa
convenienza. Ora forse qualcosa sta
cambiando, sia su terra che in mare
Marco Comelli
Modello concettuale
di acquacoltura
multitrofica inegrata.
(Credit: Governo del
Canada).
è un’attività di allevamento
animale, e come tale produce
L’acquacoltura
deiezioni miste solide e liquide, i reflui.
In quanto tali, essi possono essere sottoposti
a digestione anaerobica a cura di batteri metanigeni,
producendo così biogas.
Un bel tesoro…
Il potenziale di produzione di metano da parte
dei reflui di acquacoltura è elevato, ma si scontra
con la diluizione anch’essa molto elevata.
Per i reflui da bovini, per esempio, difficilmente
si raggiunge la produzione di 0,3 m 3 di biogas
per chilogrammo di massa volatile, ossia della
biomassa che può essere digerita dai batteri,
di cui in condizioni ottimali il 60% è costituito
da metano. Nei reflui ittici la media a più di
mezzo metro cubo di metano per chilogrammo
di massa volatile. Il problema è che la produzione
per chilogrammo di massa tal quale
è di soli 5 litri e mezzo, quindi 0,0055 m 3 .
Questo significa che il refluo deve essere concentrato
e filtrato. È chiaro che questo non è
fattibile negli allevamenti in mare e anche in
quelli a terra di tipo tradizionale, ossia a flusso
aperto di acqua, ci sono difficoltà pratiche.
Non è un caso che il biogas da acquacoltura
non sia mai decollato. Le cose possono cambiare
se si passa al ciclo chiuso, in terminologia
tecnica gli impianti RAS (Recirculating
Aqua culture Systems). Un caso tipico è quello
delle avanotterie, ossia gli allevamenti che
portano i pesci dallo stadio di larva a quello di
esemplari giovanili. In questi impianti i RAS
sono già molto diffusi, e infatti in essi sono
stati compiuti a partire da un decennio fa le
sperimentazioni in Italia.
Kelps
Inorganic
nutrient
uptake
Fish
Sea
cucumbers
Fish feed
Organic
deposit
feeders
Organic
Filter
Feeders
Scallops
Sea cucumbers
Sea
urchins
Sea worms
Mussels
Risultati che fanno riflettere
Ora il cambio del regime delle acque e il crescente
prelievo delle altre attività umane sta
spingendo l’utilizzo dei RAS anche negli allevamenti
veri e propri, quelli che producono i
pesci da destinare al mercato.
I RAS producono la stessa quantità di reflui e
fanghi di un allevamento tradizionale ma hanno
il vantaggio di rendere possibile la loro cattura
concentrata, in quanto sono i processi
che vengono utilizzati per depurare l’acqua da
rimettere in circolo a dare come scarto proprio
i fanghi. In Italia e in Europa la specie allevata
su terraferma più diffusa è la trota, per cui esistono
diversi studi e sperimentazioni sulla valorizzazione
dei fanghi da RAS. Uno di questi
è il progetto Circular Rainbow, un Interreg
Italia-Slovenia portato avanti dall’Università
di Udine. I risultati sperimentali, effettuati in
due impianti in scala da laboratorio a Udine e
in Slovenia, pantografati su un ipotetico impianto
pilota in scala reale, hanno dato risultati
che fanno riflettere: un allevamento in RAS da
2,2 milioni di pesci, produrrebbe quasi 360
metri cubi al giorno, mentre un impianto medio
legato a una produzione agricola ne produce
la stessa quantità ogni ora. È chiaro quin-
di che la valorizzazione energetica dei reflui
da RAS ha senso solo se è legata all’eliminazione
degli scarichi nell’ambiente, non alla
produzione energetica. In quest’ottica, la strada
da seguire è quella di ridurre i costi fissi e
di aumentare l’efficienza, per ridurre l’impatto
economico del recupero dei reflui sul conto
economico dell’impianto di produzione ittica.
Possibili strade sono l’uso di biodigestori semplificati,
basati su strutture flessibili con miscelazione
idraulica (che erano stati proposti
diversi anni fa, ma che si erano scontrati con
il problema della raccolta dei fanghi), ma anche
il ricorso a corpi di riempimento inseriti
nel digestore, cui la biomassa può aderire facilitando
l’opera dei batteri. Infine, si può andare
in termofilia, usando linee batteriche che
operano meglio a temperature intorno ai 50
gradi.
Dal dolce al salato
La valorizzazione dei reflui da acquacoltura
non si limita a quella energetica.
L’acquaponica è l’allevamento e coltivazione
Trotelle iridee
in un impianto RAS.
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
74 ACQUE REFLUE ALLEVAMENTO ANIMALE Soluzioni
NEWS
ACQUE REFLUE
75
La salicornia,
una pianta alofita
diffusissima
che è al centro
di progetti
di aloponica.
ENGLISH ABSTRACT
Aquaculture wastewater:
a new chapter?
The possibility of reusing fish farming wastewater has always existed, but
until now it has been met with limited economic viability. Perhaps something
is now changing, both on land and at sea. The potential for methane production
from aquaculture wastewater is high, but it is also faced with significant
dilution and collection issues. Things could partially change if we
move to closed-loop systems, or RAS (Recirculating Aquaculture Systems).
nello stesso ambiente controllato di specie
animali, vegetali, e a volte anche microalgali,
che producono biomassa utilizzando gli scarti
l’una dell’altra. Si tratta di riprodurre in piccolo
quello che avviene in natura, costruendo
un’ecologia semplificata. In un sistema acquaponico
il problema delle deiezioni dei reflui
è molto ridotto anche se non completamente
eliminato, ma la loro quantità è piccola se si
considera la quantità di biomassa presente.
Normalmente l’acquaponica si realizza con
specie d’acqua dolce. Di recente però, a causa
da una parte della salinizzazione di diverse
aree umide costiere ma anche dell’accresciuta
conoscenza dei meccanismi eco-biologici,
sono in corso diverse iniziative di aloponica,
ossia l’acquaponica in acqua salata o salmastra.
Un esempio è quello portato avanti dalla
collaborazione tra Università di Padova, di Pisa,
di Perugia e del CNR di Pisa. L’idea è di allevare
in ambiente acquaponico salmastro mazzancolle
tropicali (dette anche gambero del
Pacifico) insieme ad una specie vegetale resistente
al sale, la salicornia (ben nota ai buongustai),
ma anche gli agretti, un altro vegetale
alofita. Il sistema produce comunque fanghi,
ed i ricercatori hanno avuto l’idea di ricavarne
compost dandolo da trattare a vermi del terreno
(vermicompostaggio), un po’ quello che
si fa nelle lombricaie. Il risultato è un prodotto
di buona qualità, con caratteristiche molto simili
a quelli dei prodotti commerciali. Siamo
agli inizi della sperimentazione ma le prospettive
sono interessanti.
In fondo al mar
Il problema dei reflui si riscontra anche nell’acquacoltura
marina, quella che utilizza
grandi gabbie galleggianti o ancorate al fondo
ma abbastanza al largo. Oltre alle deiezioni
dei pesci, si tratta quindi anche dei residui dei
mangimi non consumati, anche se il miglioramento
dei sistemi di monitoraggio del comportamento
alimentare dei pesci ha molto ridotto
gli scarti.
Oltre ad impattare sull’ambiente, gli allevamenti
hanno però anche la capacità di rigenerarlo,
appunto perché forniscono involontariamente
principi nutritivi ad altre specie
rispetto a quelle allevate. Da un paio d’anni si
parla quindi di acquacoltura rigenerativa, un
concetto che ha trovato ascolto anche a livello
di UE, che sta finanziando ricerca ed esperienze
in questo ambito. Tra le diverse categorie
di iniziative, quella forse più interessante
è la sinergia tra la specie principale, che sta
in alto nella catena alimentare, e altre specie,
che stanno in gradini più bassi, dette bassotrofiche.
In termini tecnici si tratta di acquacoltura
multitrofica integrata (in inglese IMTA).
Il progetto Biobased per esempio punta a integrare
con la molluschicoltura e l’ostricoltura
la coltivazione di macroalghe e piante acquatiche,
che oltre a utilizzare i reflui e gli scarti
producono biomassa, nel caso specifico da
cui ricavare mangimi, biostimolanti, principi
attivi. Le tecnologie non sono ancora completamente
mature, ma la principale barriera alla
diffusione è la sovrapposizione di normative
ambientali, alimentari, sui fertilizzanti e sicurezza
chimica, che rende i percorsi autorizzativi
complessi. Insomma, anche il fondo al
mare la follia normativa impera. l
Maggio 2026
Cin cin, si brinda!
Il birrificio tarantino di Heineken accelera
sulla sostenibilità idrica recuperando le piogge,
per ridurre i consumi sotto i 2,6 ettolitri
di acqua per ettolitro di birra entro il 2030
Heineken punta sulla sostenibilità in
Puglia con un investimento di 700.000
euro destinato allo stabilimento di
Massafra.
L'obiettivo è il recupero delle acque piovane,
un'iniziativa che consentirà di preservare circa
13.000 metri cubi di risorse idriche ogni anno,
volume paragonabile a quello di cinque vasche
olimpioniche.
Il budget stanziato si suddivide tra la realizzazione
del sistema di filtraggio (300.000 euro) e
le opere infrastrutturali (400.000 euro) necessarie
per l'integrazione nel complesso produttivo.
Grazie a questa tecnologia, sviluppata dalla
società locale Technoacque, le piogge saranno
depurate e riutilizzate per scopi tecnici, come
la lubrificazione e il raffreddamento dei macchinari,
garantendo l'assenza di contatto con
la bevanda.
Un’eccellenza del Gruppo
Questo traguardo segue i già ottimi risultati di
fine 2025, quando lo stabilimento ha toccato
quota 2,8 hl/hl, superando in anticipo il target
globale di 2,9 hl/hl stabilito da Heineken per la
fine del decennio.
Maggio 2026
La nuova sfida è ora scendere sotto
la soglia dei 2,6 hl/hl entro i prossimi
cinque anni, un traguardo fondamentale
per un'area spesso colpita
dalla siccità.
Secondo Leo Gasparri (Sustainability
Manager) e Alessandro Merlo (Direttore
del birrificio), l'operazione non solo riduce
l'impatto ambientale, ma rafforza il legame
con la comunità pugliese attraverso la
collaborazione con partner del territorio e
l'adozione di soluzioni industriali responsabili.
Il direttore Alessandro Merlo ha sottolineato
che l'adozione di tecnologie all'avanguardia
non è solo una scelta industriale, ma un atto di
responsabilità verso un territorio, quello tarantino,
storicamente segnato dalla scarsità di precipitazioni.
"Dal 2010 lavoriamo costantemente per rendere
i nostri siti produttivi più ecologici - ha aggiunto
Leo Gasparri, responsabile sostenibilità di
Heineken Italia -. L'iniziativa di recupero idrico
avviata a Massafra dimostra concretamente
come la produzione di birra possa evolversi nel
pieno rispetto dell'ecosistema e della collettività
circostante".
l
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
76 VEICOLI&ALLESTIMENTI LEGISLAZIONE
LEGISLAZIONE VEICOLI&ALLESTIMENTI 77
Economia Circolare
“4R”uote green
Fermo amministrativo e veicoli fuori uso: la nuova legge prova a sbloccare
il paradosso ambientale per agevolare la filiera dell’economia circolare
Ruggiero Delvecchio,
Presidente Nazionale
ADQ – Associazione
Autodemolitori di Qualità
Nel dibattito sulla gestione dei veicoli fuori
uso esiste una presenza discreta ma
significativa che raramente trova spazio
nelle analisi ambientali: quella delle automobili
gravate da fermo amministrativo. Si tratta
di un fenomeno nato nell’ambito del diritto tributario
e amministrativo, ma che, quando incontra
il fine vita dei veicoli, assume inevitabilmente
anche una dimensione ambientale
e industriale. In altre parole, un provvedimento
concepito per tutelare il credito pubblico finisce
talvolta per incidere sul funzionamento della
filiera dell’economia circolare.
Il fermo amministrativo è uno strumento noto.
Impedisce la circolazione del veicolo e ne limita
la disponibilità da parte del proprietario
fino alla regolarizzazione della posizione debitoria.
In questo modo l’automobile diventa
una forma di pressione amministrativa nei
confronti del contribuente. Tuttavia questa logica
mostra tutti i suoi limiti quando il veicolo
giunge alla fine della propria vita utile.
Un’automobile incidentata, obsoleta o tecnicamente
irrecuperabile perde qualsiasi reale
valore economico e diventa, di fatto, un veicolo
fuori uso.
Numeri importanti
È proprio in questa fase che negli anni si è sviluppato
un equivoco interpretativo. In molte
realtà la presenza del fermo amministrativo
è stata considerata un ostacolo alla demolizione
del veicolo e alla sua cancellazione dal
registro automobilistico. Il risultato è stato la
permanenza sul territorio di automobili immobilizzate
per lunghi periodi, talvolta in condizioni
di progressivo degrado.
Le dimensioni del fenomeno aiutano a comprenderne
la portata. Secondo diverse stime,
nella sola città di Napoli si contano quasi
600.000 veicoli gravati da fermo amministrativo.
A Milano il numero supera le 200.000 unità,
mentre a Roma si registrano oltre 300.000
automobili soggette a fermo. Naturalmente
non tutti questi veicoli sono giunti al termine
della loro vita tecnica, ma è inevitabile che una
quota significativa di essi, con il passare del
tempo, diventi un veicolo fuori uso.
Sarebbe però riduttivo considerare il problema
esclusivamente come una questione urbana.
Il fenomeno è ampiamente diffuso in tutta
Italia, con una presenza particolarmente rilevante
nel Mezzogiorno. In alcune aree del
Paese, infatti, all’elevato numero di fermi amministrativi
si accompagna anche un altro elemento
critico: l’abbandono dei veicoli.
Automobili ormai inutilizzabili rimangono per
anni in aree private, parcheggi o spazi periferici,
spesso in condizioni di forte deterioramento.
In questi casi la questione non è più
soltanto amministrativa, ma diventa un problema
ambientale. Un veicolo abbandonato
può infatti rilasciare nel tempo liquidi, oli e altre
sostanze potenzialmente inquinanti.
Un vincolo che vincola…
Il sistema italiano di gestione dei veicoli fuori
uso, disciplinato dal Decreto Legislativo 24
giugno 2003 n. 209, è stato costruito proprio
per evitare queste situazioni. La normativa
prevede che ogni automobile giunta a fine vita
venga conferita a un centro autorizzato, dove
venga sottoposta a bonifica e a un processo
di recupero dei materiali. Un’automobile moderna
contiene infatti grandi quantità di acciaio,
alluminio, rame e plastiche tecniche che
possono essere reimmesse nel ciclo produttivo,
contribuendo in modo significativo agli
obiettivi di economia circolare.
Quando un veicolo rimane immobilizzato per
effetto di un vincolo amministrativo che ne impedisce
la demolizione, questo circuito virtuoso
si interrompe. Il mezzo resta fisicamente
presente sul territorio mentre i materiali che
lo compongono rimangono inutilizzati e sottratti
al sistema industriale del riciclo. Si crea
così un paradosso: un provvedimento pensato
per tutelare il credito pubblico finisce, indirettamente,
per rallentare la corretta gestione
ambientale di un rifiuto.
…con un nodo da sciogliere
Finalmente il legislatore è intervenuto per
chiarire questo nodo attraverso modifiche introdotte
dalla Legge 26 gennaio 2026 n. 14. Il
principio affermato è semplice: la demolizione
del veicolo non incide sulla permanenza del
debito. L’obbligazione nei confronti della pubblica
amministrazione resta infatti in capo al
debitore e può essere perseguita attraverso
gli strumenti ordinari di riscossione.
Distinguere tra il bene materiale e l’obbligazione
è il punto chiave della questione.
Un’automobile tecnicamente inutilizzabile non
può rimanere sospesa indefinitamente tra registri
amministrativi e realtà materiale.
Consentire il suo ingresso nella filiera del trattamento
significa non soltanto risolvere un
problema burocratico, ma anche permettere
alla filiera del recupero di svolgere pienamente
la propria funzione ambientale.
In un’economia sempre più orientata al recupero
delle risorse, anche un’automobile immobilizzata
da un fermo amministrativo conserva
dunque un valore. Non più come mezzo
di trasporto, ma come deposito di materie prime
che attendono soltanto di tornare nel ciclo
produttivo.
l
Ogni auto arrivata
a fine vita, viene
bonificata nei centri
autorizzati
e sottoposta
al recupero
dei materiali.
Plastica, metalli,
acciaio possono
essere infatti
reimmessi nel ciclo
produttivo.
Un veicolo
abbandonato diventa
pericoloso
per l’ambiente.
Può rilasciare infatti
nel tempo liquidi,
oli o altre sostanze
inquinanti.
Maggio 2026
Maggio 2026
e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
78 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni
IN VETRINA A IFAT
Igiene urbana smart
A Monaco, in esposizione il meglio dell’ecosistema completo
per la gestione rifiuti e spazzamento stradale del Gruppo Busi
BSA BS5 – nuova spazzatrice
idrostatica per la pulizia urbana
BS5, la nuova spazzatrice idrostatica
sviluppata da BSA. Assicura elevate
prestazioni di pulizia urbana, la macchina
combina ingegneria avanzata, affidabilità
e attenzione all’impatto ambientale.
ENGLISH ABSTRACT
Busigroup a IFAT Monaco 2026, sarà
presente nell’area esterna – stand FM
812/1 - dove presenterà una selezione
delle sue più avanzate soluzioni per la raccolta
dei rifiuti e lo spazzamento urbano sviluppate
dai brand BTE, MEC, OMB Tech -
nology e BSA. Un ecosistema completo di
soluzioni che coprono tutte le principali esigenze
della gestione dei rifiuti urbani e della
pulizia delle città.
Next-Gen Urban Cleaning
IFAT Munich 2026, Busigroup will be present in the outdoor area – stand
FM 812/1 – where it will showcase a selection of its most advanced solutions
for waste collection and street sweeping developed by the brands BTE,
MEC, OMB Technology and BSA; a comprehensive ecosystem of solutions
covering all the main requirements of urban waste management and
street cleaning.
BSA BS5 – new hydrostatic sweeper for urban cleaning: The BS5, the new
hydrostatic sweeper developed by BSA. Designed to ensure high-performance
urban cleaning, the machine combines advanced engineering, reliability
and a focus on environmental impact.
Legend System – rear-loading waste collection; T-Rex – Smart compaction;
CMPL 8 and +B LID – automated side-loading collection; MEC solutions
for material handling and loading.
Sistema Legend – raccolta rifiuti
a carico posteriore
Veicolo equipaggiato con il sistema
Legend di OMB Technology, soluzione
a carico posteriore progettata per garantire
robustezza, affidabilità nelle attività
quotidiane di raccolta dei rifiuti urbani.
T-Rex – Costipazione smart
Veicolo elettrico equipaggiato con il sistema
di costipazione T-Rex di OMB Technology, per
le operazioni di raccolta urbana a basse
emissioni e per i centri cittadini dove la riduzione
dell’impatto ambientale e acustico è
una priorità.
CMPL 8 e +B LID – raccolta automatizzata
a carico laterale
Dotato del sistema CMPL 8 di OMB Tech -
nology, tecnologia a carico laterale che consente
operazioni di raccolta automatizzate
con veicolo mono-operatore. Il sistema viene
presentato con la gamma di cassonetti stazionari
in lamiera +B LID, contenitori estremamente
resistenti progettati per la raccolta
stradale automatizzata e disponibili in diverse
capacità e configurazioni.
Soluzioni MEC per movimentazione
e carico materiali
Camion allestito con caricatore e gru MEC,
brand storico del gruppo specializzato nella
produzione di caricatori, attrezzature scarrabili
e rimorchi industriali per la movimentazione
e il trasporto di container e materiali. l
Maggio 2026
9
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SULL’ECONOMIA CIRCOLARE
Anno X
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ANCORA SENZA
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CHE NE REGOLI
L’IMMISSIONE IN AMBIENTE
Soluzioni e tecnologie
per l’ambiente
Economia Circolare
ACQUE REFLUE
IN FONDO
AL MAR...
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