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Waste n. 40 maggio 2026

ACQUACOLTURA RIGENERATIVA PER RICAVARE DA BIOMASSA MANGIMI E PRINCIPI ATTIVI INQUINANTI AROMATICI. ANCORA SENZA NORMATIVA CHE NE REGOLI L’IMMISSIONE IN AMBIENTE

ACQUACOLTURA RIGENERATIVA PER RICAVARE DA BIOMASSA MANGIMI E PRINCIPI ATTIVI

INQUINANTI AROMATICI. ANCORA SENZA NORMATIVA CHE NE REGOLI L’IMMISSIONE IN AMBIENTE

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Anno X

Maggio

2026

Casa Editrice

la fiaccola srl

ACQUACOLTURA

RIGENERATIVA

PER RICAVARE

DA BIOMASSA MANGIMI

E PRINCIPI ATTIVI

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

INQUINANTI AROMATICI.

ANCORA SENZA

NORMATIVA

CHE NE REGOLI

L’IMMISSIONE IN AMBIENTE

IN FONDO

AL MAR...

ISSN 2610-9069

9

772610 906904

0 0 0 4 0 >


Sistema Easy

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rifiuti diventa ancora più smart, sostenibile ed efficiente.



2 SOMMARIO

wasteweb.it

[email protected]

Stampato su carta FSC

ISSN 2610-9069

Numero 40

Maggio 2026

EDITORIALE

3

In primo piano

8 Cestino d’oro

Dalle iniziative di sostegno alle

start-up circolari italiane

9 Up e Downcycling

Progetti geniali, idee bizzarre

10 Rifiuti e strategie

I rifiuti speciali al centro

del waste management

12 Pillole dal laboratorio

Rifiuto organico: come

migliorarne il trattamento

14 App e Startup

L’angolo delle buone idee

15 Welcome to jungle

Un progetto di biometano

agricolo nel Nord Sicilia

16 Provaci ancora EU

L’Europa spinge verso

un modello circolare.

Ma il progetto è a rischio

20 Scaffale Circolare

I libri che ispirano un futuro

sostenibile

Economia circolare

22 CircolarMente

Arredo circolare e regolamento

ESPR per il Salone del mobile

24 Oltre la stoffa c’è di più

Alla MFW la circolarità non

scherza tra abiti con passaporto

digitale e materiali rigenerati

26 Spy game

Piccoli RAEE.Indagine

in incognito sul funzionamento

del servizio «1 contro 0»

28 Waste segnala

Al via la nuova edizione di IFAT

Energia

32 Freddo dal caldo

L’energia termica può essere

utilizzata per produrre freddo

Rifiuti solidi

38 Laboratori scientifici

Quando il trasferimento richiede

competenze specialistiche

40 Rivoluzione solare

Tecnologie per il riciclo

di pannelli fotovoltaici

42 Formazione green

Al via il corso di FAST Academy

sull’analisi dei siti contaminati

44 Più piccoli, più forti

Nebulizzatori compatti

al debutto a IFAT

50 Costruiti per durare

Trituratori affidabili ed efficienti

51 Pulizia totale, zero pausa

Shock Pulse per caldaie

industriali

52 Ritorno al futuro

Impianto 4.0 di selezione

imballaggi da raccolta domestica

56 La svolta xFIR

I flussi digitali nativi riducono

anche i rischi sanzionatori

58 Trituratore lento

Per valorizzare i materiali difficili

60 Crescita a due velocità

Raccolta RAEE in miglioramento

ma ancora divario tra Nord e Sud

64 Raccolta bilaterale

Soluzioni tecniche potenziate dal

digitale per gestire i rifiuti urbani

66 EoW per i C&D

I chiarimenti del MASE

sull’applicazione del Decreto

Biowaste

68 Belli profumati

Fragranze sintetiche, tanto

tossiche e senza normativa

Acque reflue

72 Reflui da acquacoltura

Si apre un nuovo capitolo.

Ora c’è la possibilità di valorizzare

i reflui da allevamento

Veicoli&Allestimenti

76 «4R» green

Fermo amministrativo e VFU:la

nuova legge aiuta la circolarità?

78 Igiene urbana smart

Il meglio dell’ecosistema in

vetrina a Monaco

3 Editoriale

6 Numeri e poltrone

30 News economia circolare

34 News energia

35 News rifiuti solidi

70 News biowaste

75 News acque reflue

Direttore Responsabile

Lucia Edvige Saronni

[email protected]

Direttore Editoriale

Giuseppe Guzzardi

[email protected]

Consulenza Tecnico-Scientifica

Marco Comelli

[email protected]

Coordinamento Editoriale

Federica Lugaresi

[email protected]

Redazione

Mauro Armelloni, Matthieu Colombo

Fabrizio Parati, Emilia Longoni

[email protected]

Collaboratori

Ludovica Bianchi, Marco Capellini, Damiano

Diotti, Antonio Fargas, Ginevra Fontana,

Andrea Ghiaroni, Annalisa Gussoni,

Alessandro Marangoni, Giovanni Milio,

Mattia Molena, Eliana Puccio, Michele

Ragonese, Riccardo Rossi

Segreteria

Jole Campolucci

[email protected]

Amministrazione

Margherita Russo

[email protected]

Marzia Salandini

[email protected]

Abbonamenti

Mariana Serci

[email protected]

Traffico e pubblicità

Giovanna Thorausch

[email protected]

Marketing e pubblicità

Sabrina Levada (Responsabile estero)

[email protected]

Agenti

Giorgio Casotto

T 0425 34045 - Cell. 348 5121572

[email protected] per Friuli Venezia Giulia,

Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna

(escluse Parma e Piacenza)

Trimestrale - LO-NO/00311/03.2026CONV

Reg. Trib. Milano N. 230 del 19/07/2017

Stampa

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ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE

STAMPA N.01740/Vol. 18/Foglio 313

21/11/1985 - Roc 32150

Prezzi di vendita

abb. annuo Italia Euro 100,00

abb. annuo Estero Euro 200,00

una copia Euro 20,00

una copia Estero Euro 40,00

È vietata e perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale

di testi, articoli, pubblicità ed immagini pubblicate su questa

rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali,

ecc. La responsabilità di quanto espresso negli articoli firmati

rimane esclusivamente agli autori. Il suo nominativo è inserito

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Organo di informazione

e documentazione

Questo periodico è associato

all’Unione Stampa Periodica Italiana:

numero di iscrizione 15794

Casa Editrice

la fiaccola srl

20123 Milano | Via Conca del Naviglio 37

Tel. +39 02 89421350 - Fax +39 02 89421484

[email protected] | www.fiaccola.com

P.I. 00722350154

IL GIOCO

DEL

CIRCOLO

Ormai è diventato un coro, a tal punto che la stessa Com -

missione se lo sta dicendo (dopo essere stata strattonata delle

altre istituzioni dell’Unione): la strategia, o presunta tale, UE

per l’economia circolare non funziona, anzi fa danni. Se volete

qualche dettaglio vi rimando all’articolo dedicato in altre parte

della rivista.

Gli ultimi dati pubblicati a fine marzo da Eurostat aggiungono

benzina al falò delle vanità europee: nel 2024 ogni cittadino UE ha

prodotto 517 kg di rifiuti urbani (+8% in dieci anni), mentre il riciclo si attesta

a 248 kg pro capite (48,1%), con un incremento marginale sull’ultimo

anno. Ci sono diversi motivi dietro il primo dato, per esempio il cambiamento demografico

e l’iper-packaging che prosegue imperterrito, soprattutto di beni importati. Dietro il secondo

probabilmente c’è l’inadeguatezza degli impianti e la mancanza di incentivi (in senso economico)

per espanderli. E qui veniamo al punto.

La circolarità è un mezzo, non un fine. Il gioco deve valere la candela, e gli ultimi quindici

anni hanno dimostrato che la “candela” non può essere (aldilà della generica riduzione

delle emissioni climalteranti, anch’essa fallita oltre che autocontraddittoria) l’autolegittimazione

della burocrazia europea e dei suoi sponsor politici sovranazionali come salvatori

e regolamentatori del mondo. Anche perché il resto del mondo non si è mai allineato a

questa retorica. Ora forse la UE ha trovato una “candela” di maggior valore, ossia l’indipendenza

sulle materie prime strategiche, o meglio la riduzione della dipendenza. Ci era

già arrivata sull’energia, per esempio col ritorno di fiamma (scusate) verso il biogas in

RepowerEU e l’apertura al nucleare (l’ostilità verso il quale era una componente autocontraddittoria

maggiore visto l’obiettivo). Tutta la CEA sembra oggi pensata in quest’ottica.

Ora quindi sembra abbiamo un fine solido, il problema è che il “mezzo” ancora fatica.

Stabilire degli obiettivi di contenuto riciclato serve a poco (non è che non ci fossero

prima) se il mercato delle materie prime seconde provenienti da riciclo è debolissimo

(eufemismo), e non in grado di competere con le materie prime vergini con pochissime

eccezioni. Peggio, stiamo importando materie prime seconde, o sedicenti tali,

soprattutto dal sud-est asiatico, perché i costi interni europei non sono competitivi,

ma i mandati mordono. Ancora peggio, pensiamo di cavarcela esigendo “certificazioni”,

come sulle batterie, ma se necessario un certificatore amico si trova

sempre, soprattutto in certe aree del globo. Sono solo alcune delle criticità del

mezzo, e sarebbe necessario affrontarle anche a normativa vigente. Altrimenti

si può continuare con il “virtue signalling”, come sull’ERP per le plastiche

non da imballaggio, o a giocare alla circolarità imitando i manuali di cucina

della nonna autarchica o facendo sfilate di fashion sostenibile.

“The circle game”, una gemma della collana di gemme che è “Ladies of

the canyon”. Joni Mitchell, aprile 1970. Colonna sonora, non cantata dall’autrice,

di “Fragole e sangue”, ingenua operina, oggi di cultissimo, sulle

rivolte delle università californiane. Ma che mi colpì molto tanto tempo fa,

prima che cominciassi “a puntare i piedi per rallentare il circolo”.

Marco Comelli



9

e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

4 PARTNERS

Soluzioni

ACCADUEO 2026 . . . . . . . . . .45

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BUSI GROUP Srl . . . . . . . . . .37

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SAMOTER 2026 . . . . . . . . . . .47

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SCAI SpA . . . . . . . . . . . .III Cop.

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Anno X

Maggio

2026

ACQUACOLTURA

RIGENERATIVA

PER RICAVARE

DA BIOMASSA MANGIMI

E PRINCIPI ATTIVI

INQUINANTI AROMATICI.

ANCORA SENZA

NORMATIVA

CHE NE REGOLI

L’IMMISSIONE IN AMBIENTE

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Casa Editrice

la fiaccola srl

IN COPERTINA

E-TECH 2026 . . . . . . . . . . . . .49

e-tech.show

SCOLARI Srl . . . . . . . . . .II Cop.

scolarisrl.com

IN FONDO

AL MAR...

ISSN 2610-9069

0 0 0 4 0 >

772610 906904

ECOTEC SOLUTION Srl . . . . .11

ecotecsolution.com

EXPLOSION POWER . . . . . . .35

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FOR REC Srl . . . . . . . . . . . . .55

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STADLER ANLAGENBAU . . .19

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ITALIA Srl . . . . . . . . . . . .IV Cop.

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La valorizzazione dei reflui da acquacoltura

- sia su terra che in mare -

sembra avere una nuova svolta. Infatti

solo oggi, presenta una decisa convenienza

in termini economici.

Tante le iniziative per valorizzare questo

tesoro, tra cui la produzione di biomassa

per ricavare mangimi, biostimolanti

e principi attivi.

In fondo al mar…non solo scrigni di

monete d’oro!

AZIENDE CITATE

A

Althesys . . . . . . . . . . . . . . . .10

B

Busi Group . . . . . . . . . . . . . .78

C

Cannoni Conrad . . . . . . . . . .44

CVA S.p.A. . . . . . . . . . . . . . .34

E

eMomentum . . . . . . . . . . . .14

EPFL . . . . . . . . . . . . . . . . . .37

F

For Rec . . . . . . . . . . . . . . . .40

H

Heineken Italia . . . . . . . . . .75

N

Nord Engeneering . . . . . . . .64

S

SDA Bocconi . . . . . . . . . . . .46

Stadler . . . . . . . . . . . . . . . . .52

T

Tana . . . . . . . . . . . . . . . . . . .50

Tecnica Group S.p.A . . . . . . .55

Teha Group . . . . . . . . . . . . .70

W

Wolters Kluwer Italia S.r.l . .56

X

Xenon AIFM S.A. . . . . . . . . .63

fiaccola service

WASTE 40

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P. Iva

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

2 3

4

6 PRIMO PIANO Soluzioni

IN EVIDENZA

1 2 3 4

IN EVIDENZA

PRIMO PIANO

12 3

4

7

Numeri e poltrone

EBS

L’accendiamo!

In Italia la produzione

di elettricità da

biomassa solida ha

raggiunto il record nel 2024,

con 4,1TWh, segnando un

incremento del 20,4% rispetto

ai 3,4 TWh del 2023. Questo

secondo il Barometro 2025 di

EurObserv’ER. Il dato di cui

sopra, posiziona il nostro

Paese in controtendenza

rispetto alla flessione

registrata in altri Paese

europei, come la Germania e

la Svezia.

Il 95% di questa energia

inoltre, rispetta i criteri di

sostenibilità europei,

12 3

4

STANTEC

Il Signore delle acque

Progettare in modo

sostenibile in ambito

ingegneristico,

architettonico e

ambientale. E’ ciò che

svolge Stantec leader

mondiale di settore, che

annuncia l’arrivo di

Emanuele De

Mattia come

Direttore

Tecnico.

rendendola certificata verde.

Ebs - acronimo di Energia da

biomasse solide - è

l’Associazione che raggruppa i

principali produttori

industriali del comparto e

rappresenta “un settore

programmabile capace di

funzionare oltre 8 mila ore

l’anno” a prescindere dalle

condizioni meteo e integrando

fonti intermittenti come il

fotovoltaico e l’eolico. Le

biomasse derivano da residui

agricoli, sottoprodotti

agroindustriali, legno

forestale e valorizzano

prodotti che diversamente

non sarebbero utilizzabili. Il

comparto italiano comprende

Ingegnere idraulico e di

processo, De Mattia porta la

propria esperienza

consolidata nel trattamento

delle acque, maturata e

affermata in contesti

internazionali. Laureato

in Ingegneria Civile al

Politecnico di Torino, ha

lavorato su grandi

impianti di

trattamento delle

acque sia civili

che industriali,

15 operatori e 17 impianti

industriali sopra i 5 MW che,

utilizzando circa 2 milioni di

tonnellate di biomassa, per il

90% di provenienza autoctona.

Il settore inoltre è anche

sostenibile socialmente,

poiché genera oltre 5.000

posti di lavoro diretti e indiretti

nei settori agricolo, forestale,

metalmeccanico e logistico.

compresi impianti di

dissalazione e

potabilizzazione, ricoprendo

ruoli chiave nella

progettazione, nell’ingegneria

di dettaglio e nella gestione

dei processi. Con la sua

nomina, leadership tecnica”

assume un ruolo di

coordinamento e garanzia

della qualità, capace di dare

direzione e coerenza ai

progetti” dichiarano

dall’azienda.

Maggio 2026

CAMA

W il recupero di calce e malta

Quasi il 95% dei rifiuti è destinato

al riciclo. È quanto emerge dal

Bilancio di Sostenibilità diffuso da

CAMA (Associazione dell’Industria Italiana

della Calce e delle Malte, parte di

Federbeton Confindustria). Nel 2024, a

fronte di 15.171 tonnellate complessive di

rifiuti generate, il 94% è stato avviato a

recupero e solo il 5,3% a smaltimento. La

migliore performance di sempre, anche

rispetto al dato del 2023 (94,6%). Questo

dimostra la solidità del modello circolare

che caratterizza la filiera, “capace di

mantenere alti i numeri anche con

aumento di volumi produttivi”. La quota

dei rifiuti pericolosi si mantiene all’1,4%,

mentre i rifiuti non pericolosi

costituiscono la massima parte dei rifiuti

gestiti. Anche le performance ambientali

12 3

4

ANPAR

Eletto all’unanimità

Carlo Colombino è il

nuovo Presidente di

ANPAR, l’Associazione

Nazionale Produttori di Aggregati

Riciclati che aderisce ad

Assoambiente. Avrà un incarico

triennale e succede a Paolo

Barbieri che lo affiancherà come

Segretario dell’Associazione.

Il neo Presidente Colombino ha

dichiarato: “Il contesto europeo

rappresenta oggi l’ambito su cui

concentrare la massima

attenzione, in vista dell’emanazione

del Regolamento Europeo di End of

Waste (previsto per il 2027) e della

definizione delle norme tecniche di

Maggio 2026

- in termini di emissioni di CO 2 – sono

migliorate passando da 192.809 a 182.584

tonnellate. Contestualmente,

l’approvvigionamento da fonti rinnovabili

sempre più importante, ha contribuito ad

una riduzione del 24% delle emissioni

indirette. Dai combustibili fossili si è

passati a biomassa rinnovabile che nel

2024 ha coperto circa il 54% del

fabbisogno energetico del comparto.

attuazione del Regolamento

Europeo sui prodotti da costruzione

(CE 3110/2024)”. Si impegnerà

anche sul piano nazionale a

continuare il confronto col Ministro

dell’Ambiente per arrivare

all’obiettivo di ottimizzare l’avvio al

recupero dei rifiuti inerti, ma anche

per diffondere l’utilizzo e agevolare

il mercato dei materiali riciclati,

sulla base del CAM (Criteri

Ambientali Minimi). “È

fondamentale garantire che le

esigenze operative del settore

siano pienamente rappresentate e

comprese, anche attraverso un

attento monitoraggio dei territori”,

ha poi precisato. Colombino

intende, in ottica più ampia,

rafforzare inoltre la collaborazione

con le altre Associazioni della

filiera, in particolare sulle attività in

ambito europeo, e investire sulla

formazione delle imprese.



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

8 PRIMO PIANO Soluzioni

WASTE AWARD

PUNTI COSPICUI

PRIMO PIANO

9

Upcycling e Downcycling

Marco Comelli

Largo alle giovani

(aziende)…con

il contest “Circular-

Start-up”condotto da

CyberTribu, start-up

factory di Genova e

organizzato da

ClickUtility Team,

che vuole stimolare

nuove idee in tema di

economia circolare.

14 sono le start-up

selezionate che

parteciperanno a

questa vetrina.

Doppio sarà il

premio: uno dato dal

pubblico, e uno dalla

giuria.

Cestino d’oro

Le strutture preposte a sostenere le start-up in Italia hanno

scoperto che l’economia circolare è un settore da sviluppare

Dopo decine se non centina di start-up

FinTech e di e-Mobility versante app di

trasporto pubblico, finalmente anche

l’economia circolare sta sollevando l’attenzione

di chi nel nostro Paese, per statuto o per scelta,

si dedica a stimolare la nascita e la crescita di

nuove idee innovative sotto forma di imprese.

Tra le non molte iniziative, assegniamo il nostro

non-premio al Circular Start-up Contest, titolo

non di grande creatività ma comunque espressivo,

portato avanti da CyberTribu, startup factory

di Genova, in collaborazione con Genova Startup

e organizzato da ClickUtility Team, che vedrà il

suo momento culminante il 20 aprile, quando

starete leggendo queste righe, presso il Mercato

Orientale di Genova (MOG).

La rosa delle prescelte

Da decine di candidature sono state selezionate

14 start-up che la mattina della giornata cruciale

avranno a disposizione ciascuna un pitch di 8

minuti, che dovrebbero essere sufficienti per

esprimere l’essenza dell’idea portata avanti in

tema di circolarità. Oltre al pubblico, il target

delle presentazioni saranno le istituzioni locali

e la giuria. Nel pomeriggio la vetrina delle idee

diventa aperta, ed è questa la fase che ci ha interessato,

essendo un po’ diversa rispetto a

quanto fatto normalmente. Dopo un corso introduttivo

su come si fa una start-up, partirà il

“Mercato delle idee circolari” dove le startup selezionate

avranno a disposizione un tavolo, da

cui attirare l’attenzione del pubblico generico in

visita. Quest’ultimo è parte attiva, perché disporrà

di sette gettoni, la metà delle aziende in campo,

che potrà assegnare a chi riterrà sia stato

più convincente. In cambio riceverà un timbro

su un passaporto, consegnando il quale completo

dei timbri necessari riceverà un “perk”

come si dice oggi, che fa più chic di ricompensa.

Dopo l’immancabile “Talk”, la giornata finirà con

una doppia premiazione, quella della giuria e

quelle del pubblico, per due riconoscimenti diversi

sul valore delle idee e di chi le porta avanti.

Sarà interessante, Festival di Sanremo docet, di

quanto divergeranno le due classifiche.

Nell’attesa, riportiamo qui sotto il link per sapere

come è andata.

l

https://www.circularcityforum.it/circular-startupcontest/

Maggio 2026

La pagina che sottolinea le notizie più interessanti del momento

ma anche del futuro, in antitesi con baggianate sapienti e idee

fuori moda o che hanno stancato o che lasciano il tempo che trovano

In deroga sì, ma….

L’UE definisce i confini del divieto di

distruzione dei prodotti invenduti. È

arrivato infatti l’atto (a integrazione

con l’ESPR) che definisce in modo

analitico deroghe e obblighi operativi

relativi al divieto di distruzione dei

Plastica alternativa.

Forse troppo

Le invenzioni non chiare

non ci convincono, col

tutto rispetto per alcuni

ricercatori. Come quelli

dell’Institute for

Bioengineering of

Cefalonia (Ibec) che

pensano di aver trovato

un’alternativa

biodegradabile alla

plastica, che invece di

sciogliersi a contatto con

l’acqua diventa ancora più

resistente. Il composto

sarebbe costituito da

chitosano (materiale

derivato dalla chitina)

modulando la quantità di

metalli presenti al suo

Maggio 2026

prodotti di consumo

invenduti. In modo

particolare per

articoli di

abbigliamento, calzature

e accessori. L’obiettivo è

quello di rendere i

prodotti immessi sul

mercato più circolari e sostenibili,

mirando a ridurre il problema della

distruzione dei prodotti tessili (che

riguarda una quota tra il 4% e 9%)

prima ancora del primo utilizzo. La

pratica rimane autorizzata in caso di:

sicurezza e salute pubblica (prodotti

identificati come pericolosi ai sensi

del Regolamento UE 2024/1781); non

conformità normativa; tutela della

proprietà intellettuale (articoli

interno per

aumentarne la

resistenza. In tal senso

si è deciso di agire sul

nichel – naturalmente

presente in tracce nella

chitina – incorporandone

alcuni ioni nella struttura

del chitosano. Ne è

risultato un materiale

“bio-integrato” dove

l’acqua è un componente

strutturale attivo che non

degrada più. Ciò significa

bleah!

wow

che quando si bagna,

aumenta la sua forza del

50%, superando le

prestazioni di molte

plastiche. E’ anche un

materiale “circolare”,

poiché è a scarto zero: il

nichel utilizzato in

eccesso che non si lega

alla struttura, può essere

recuperato ed utilizzato

per il lotto successivo.

Date queste performance

Federica Lugaresi

contraffatti) e danni e

deterioramento durante la

logistica. Tutti questi casi

devono seguire severi

requisiti di verifica e obblighi

di trasparenza e

conformità. Le disposizioni sono

applicabili dal 19 luglio 2026, per cui

le aziende del fashion ora hanno più

che una “traccia” per limitare la

distruzione dei prodotti e passare ad

una vera economia circolare. Ma è

“solo attraverso un sistema di

garanzia della qualità rafforzato e

una trasparenza totale sulla gestione

dei prodotti invenduti, che le imprese

potranno garantire la piena

compliance normativa”. Ne saremo

capaci?

interessanti, i ricercatori

hanno dimostrato che

può essere utilizzato

anche per produrre

contenitori ermetici,

bottiglie e contenitori per

liquidi utilizzati nel campo

del packaging alimentare.

Bravi, bravissimi. Ma

quindi questo nuovo

materiale/plastica si

biodegrada a secco????

Mhmmm…



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

10

PRIMO PIANO

RIFIUTI E STRATEGIE

I rifiuti speciali

al centro delle strategie

di waste management

Soluzioni per migliorare

il ciclo integrato dei rifiuti

CONSULENZA, PROGETTAZIONE, ASSISTENZA

L’esame delle operazioni del 2025 restituisce la fotografia

di un comparto dinamico che accoglie molti segmenti diversi,

sempre più interessato dalla presenza di operatori di altri settori

Alessandro Marangoni e Alessandra Zacconi

Alessandro Marangoni, economista

e docente universitario, è fondatore e ceo di

Althesys, società professionale indipendente

specializzata nella consulenza strategica

e nello sviluppo di conoscenza.

Opera con competenze di eccellenza nei settori

chiave di ambiente, energia, infrastrutture e

utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.

Irifiuti speciali (RS) hanno un ruolo primario

nelle strategie degli operatori della gestione

rifiuti, grazie all’elevata marginalità e alle molteplici

possibilità che offrono. Il comparto vede

molti segmenti diversi: dal trattamento di rifiuti

industriali alle acque reflue, dal riciclo chimico,

alla produzione di biocarburanti, dai rifiuti sanitari

alle bonifiche. Nell’arena competitiva operano

cluster di aziende molto diverse per dimensioni,

risultati e strategie.

Spiccano, in particolare, i grandi gruppi multibusiness

attivi su più segmenti della filiera, che

mirano a realizzare iniziative per consolidare la

loro posizione e ampliare servizi offerti e mercati

serviti. Nel 2024, i grandi operatori multibusiness,

pur essendo il 4% delle 70 aziende del

comparto con valore della produzione (VP) superiore

ai 5 milioni, segnano un giro d’affari di

2,5 miliardi di euro, pari al 44% del totale. Le loro

WAS è il think tank italiano sull’industria del waste management e del riciclo. Monitorare

il comparto del waste management e del riciclo, cogliere i trend evolutivi, analizzare le

strategie aziendali e indirizzare le policy è la sua mission. L’osservatorio sviluppa analisi

e studi sulla gestione dei rifiuti, la valorizzazione delle risorse e l’economia circolare,

monitorando il settore con l’Annual Report.

strategie hanno quindi un impatto significativo,

contribuendo in buona misura al +17% rispetto

al 2023 del VP dei 70 operatori.

Un comparto effervescente

Le 32 operazioni straordinarie rilevate dal WAS

Annual Report 2025 di Althesys per il 2024 sono

per metà le acquisizioni/cessioni di quote societarie.

Seguono gli accordi tra operatori, con 9

casi per il 28% del totale, finalizzati per lo più a

migliorare e diffondere processi di riciclo, con

un focus su imballaggi, plastiche e RAEE. Le Regioni

settentrionali sono l’area più interessata,

con il 47% delle operazioni. Il 19% riguarda il territorio

nazionale, il 13% il Centro, il 12% l’estero

e il 9% il Meridione. La gran parte delle iniziative,

circa il 40%, si deve agli Operatori privati, per lo

più attivi nella selezione e valorizzazione e nella

gestione dei RS. A distanza, tra i principali, vi

sono tecnologici (13%), enti pubblici (8%), grandi

multiutility dei rifiuti urbani, investitori finanziari

e piccole e medie multiutility (7% ognuno).

Interessante è poi l’aumento dei player appartenenti

a settori diversi (ad esempio, impiantistico,

meccanico, della produzione di pneumatici),

salito dal 3% nel 2023 al 15%.

L’esame delle operazioni del 2025 mostra una

certa continuità con i trend precedenti, restituendo

la fotografia di un comparto dinamico, sempre

più interessato dalla presenza di operatori di altri

settori e in rapida evoluzione grazie all’innovazione

tecnologica.

l

Maggio 2026

Siamo il tuo partner di fiducia per macchinari e impianti per il trattamento dei rifiuti.

Offriamo le migliori soluzioni per il settore dei rifiuti, rottami, compost, legna, RAEE e produzione di combustibili

derivati grazie ai marchi leader UNTHA, Pronar, Binder+Co e Lindemann.

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

12 PRIMO PIANO Soluzioni

FRAZIONE UMIDA

FRAZIONE UMIDA

PRIMO PIANO

13

Rifiuto organico:

come migliorare raccolta

e trattamento?

di Andrea Ballabio,

Donato Berardi

e Nicolò Valle

Perfezionare la qualità della raccolta e l’efficienza

del trattamento del rifiuto organico è una leva

per centrare gli obiettivi europei di riciclo dei rifiuti urbani

I DIVARI DI COMPETITIVITÀ NELLA GESTIONE

DELLA FRAZIONE UMIDA (IMPORT-EXPORT)

Tonnellate* e valori percentuali rispetto ai volumi intercettati, anno 2024

Fonte: elaborazioni REF su dati ISPRA

Il Laboratorio REF è un

think tank che intende

riunire selezionati

rappresentanti del mondo

dell’impresa, delle

istituzioni e della finanza

al fine di rilanciare il

dibattito sul futuro dei

Servizi Pubblici Locali

Il rifiuto organico rappresenta più di un terzo

dei rifiuti urbani italiani prodotti (circa il

34,8%, oltre 10 milioni di tonnellate l’anno),

ricomprendendo sia la quota da raccolta differenziata

sia i volumi di indifferenziato, e contribuisce

per il 40,9% al tasso di riciclaggio

complessivo del 2024. Il riciclo

dei rifiuti organici è, dunque, decisivo

per raggiungere gli obiettivi

di riciclaggio dei rifiuti urbani

(55% al 2025, 60% al 2030, 65%

al 2035), a patto di migliorare

l’efficienza del trattamento e la

qualità dell’intercettazione.

Quali sono i problemi

della filiera?

Il rifiuto organico si trova al centro

di un intenso dibattito economico,

istituzionale e giurisprudenziale.

In primo luogo, rileva

la mancata definizione del c.d.

“market design” della frazione

umida, che oscilla costantemente

tra una gestione concorrenziale

improntata alla “libera circolazione”,

all’interno di un

perimetro nazionale, e un trattamento

regolato di “prossimità”,

di declinazione per lo più regionale.

In secondo luogo, il

trattamento del rifiuto organico si caratterizza

per livelli differenziati di dotazione impiantistica

efficiente, essenzialmente tra impianti

che uniscono il recupero di energia al riciclo

della frazione umida e infrastrutture sprovviste

di linee di digestione anaerobica e tra Nord e

Maggio 2026

resto del Paese. Una proxy delle differenze

territoriali è rappresentata dai divari di efficienza

nel trattamento dell’umido, alla base

dei movimenti dei rifiuti dal Centro-Sud verso

le regioni del Nord.

Negli ultimi anni, poi, i corrispettivi per il

trattamento della FORSU in alcune aree del

Paese sono crollati: dai circa 130 euro/ton

(escluso il trasporto) del 2021, ai circa 60

euro/ton del biennio 2024-2025, con punte

anche di 20-30 euro/ton.

Un altro versante di criticità è il deterioramento

della qualità della frazione organica intercettata.

Negli ultimi anni, i quantitativi raccolti

presentano maggiori materiali estranei che

vanno a penalizzare il trattamento, soprattutto

il recupero di materia finalizzato alla produzione

di compost e/o biometano.

Le novità per rilanciare il sistema

Le continue - e talvolta contraddittorie - pronunce

giurisprudenziali chiamano un intervento

per definire compiutamente il “market

design” della frazione umida, ma più in generale

dell’intero settore dei rifiuti, così da

chiarire l’incertezza normativa sottostante,

acuita dall’applicazione non coerente dei criteri

indicati dalla regolazione ARERA. Per

tutti gli impianti sul mercato, al fine di rimuovere

le distorsioni e ripristinare un ”level

playing field”, è necessaria una celere e cogente

applicazione delle prescrizioni introdotte

da ARERA nell’ambito della disciplina

della qualità tecnica, assieme agli schemi

di bando di gara tipo, estesi anche ai prestatori

d’opera (sub-appalti).

L’implementazione di indicatori quali il macro-indicatore

R2 e altre metriche ambientali

nella regolazione della qualità tecnica

del trattamento (RQTR) permette di misurare

con maggiore precisione la qualità della

raccolta, l’efficacia del riciclo e l’efficienza

nel trattamento degli scarti. Ciò consente di

Maggio 2026

LA QUALITÀ DELLA RACCOLTA DELLA FRAZIONE UMIDA

% di frazione compostabile e materiali estranei (MNC)

sul totale dei rifiuti avviati a trattamento, anni 2023-2024

Fonte: elaborazioni Laboratorio REF su dati CIC

legare in modo più stretto la regolazione

economica agli obiettivi di sostenibilità, rafforzando

la coerenza tra pianificazione, tariffa

e qualità del servizio.

Non sono più accettabili, infatti, bandi di gara

nei quali la distanza dall’impianto di trattamento

dal luogo di produzione dei rifiuti diviene

l’unico aspetto, o comunque il prevalente,

tra i criteri dell’offerta tecnica.

Occorre che le prescrizioni indicate dalla regolazione

della qualità tecnica di ARERA divengano

patrimonio stabile delle stazioni appaltanti,

contemplando esplicitamente tutti

fattori già enucleati dalla disciplina della

qualità tecnica ARERA: l’efficacia del trattamento,

la misura degli scarti, la produzione

di energia, sino alla misurazione delle

emissioni complessive associate al trasporto

e al trattamento.

Così facendo, la mera distanza geografica

potrà essere rimpiazzata da strumenti economici

adeguati a valorizzare tutte le dimensioni

di efficienza tecnica e ambientale del

trattamento.

l

Per approfondire

Rifiuto organico:

migliorare la qualità delle

raccolte e l'efficienza del

trattamento per

raggiungere gli obiettivi di

riciclaggio

Position Paper n. 307 -

Laboratorio REF Ricerche,

novembre 2025



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

14 PRIMO PIANO Soluzioni

ANGOLO INNOVAZIONE

WELCOME TO THE JUNGLE NEWS PRIMO PIANO

15

Economia Circolare

App e Startup

Eliana Puccio

MYRAEE

È un’app e gratuita creata

dai Consorzi Ecoped e

Ridomus (Hub Safe), con il

supporto ufficiale del

Ministero

dell’Ambiente e

della Sicurezza

EMOMENTUM

Startup di Milano che si

occupa di

manutenzione

predittiva avanzata,

aiutando aziende e

infrastrutture a

prevenire guasti e

ottimizzare le risorse.

Con l'uso di sensori IoT

di facile installazione e

algoritmi di intelligenza

artificiale, il sistema

indica esattamente

La tecnologia può essere un ottimo alleato dell’uomo,

anche nella raccolta differenziata. Spazio ad app e idee

che generano nuove opportunità di business sostenibile

Energetica. Uno strumento

che nasce per guidare gli

utenti nella gestione dei

rifiuti elettronici offrendo

consigli pratici su come

identificarli, suggerimenti

per la loro riparazione e

indicazioni precise per un

corretto smaltimento.

Basta un semplice

scatto dallo

smartphone perché

MyRaee riconosca il

rifiuto elettronico,

indicando l'opzione

più ecologica tra la

riparazione, il riutilizzo o il

quando intervenire

sugli impianti.

L'obiettivo è duplice:

eliminare i costi dei

fermi produzione

imprevisti e migliorare

la sostenibilità,

riducendo sia gli

sprechi di

energia che

l'impronta di

carbonio.

I sensori forniti

raccolgono dati

corretto conferimento.

Per favorire il riutilizzo,

MyRaee fornisce dettagli

sulla garanzia legale e

geolocalizza i centri

assistenza più vicini in

base alla marca.

Qualora lo smaltimento

fosse inevitabile, guida

l’utente verso il

conferimento responsabile

con una mappa interattiva

collegata a Google Maps,

che segnala i centri di

raccolta comunali. È

disponibile gratuitamente

su Android e iOS.

sulle prestazioni delle

risorse. I modelli di

Intelligenza Artificiale

su misura rilevano

anomalie e degrado,

raccomandando azioni

per migliorare

l'efficienza

energetica ed

evitare tempi di

inattività.

Un team di

esperti certificati

di materia sono è

disponibile per

analizzare i dati e

offrire un piano

d'azione

personalizzato.

Maggio 2026

Biometano, il “campo

“si slabbra

Un progetto di biometano agricolo nel nord della Sicilia

rimescola il tradizionale schieramento “ecolloggico”

Rodì Milici è un comune di 1.915 abitanti

della città metropolitana di Messina in

Sicilia. È un comune sparso costituito dai

due nuclei urbani di Rodì e Milici e dalle piccole

frazioni di Pietre Rosse e Case Bruciate. Sullo

stesso territorio esisteva da tempi molto antichi,

la cittadina conosciuta con diversi nomi, Rhodis,

Solaria e Artemisia, distrutta a seguito dell’inondazione

nel 1582 provocata dal torrente Patri.

Ce ne occupiamo perché la città è al centro di

un caso classico di “giungla” all’italiana.

Impianto a regola d’arte ma…non basta

In contrada Lacco, nella zona ovest del territorio

comunale, è in via di realizzazione un impianto

per la produzione di biometano da scarti

agricoli. Finanziato con il PNRR per 20 milioni

di euro, produrrà 500 standard metri cubi di

metano l’ora, che verrà immesso nella rete

SNAM. L’alimentazione dei digestori, al ritmo

di 95 mila tonnellate l’anno, sarà fornita da

sottoprodotti agricoli, come pastazzo di agrumi,

sansa, letame e liquami (bovini, bufalini,

avicoli) e, in misura residuale, triticale, foglie

di ulivo e vinacce. Oltre il 90% proviene da

aziende situate nel raggio di 35 km dall’impianto,

e il 60% entro un raggio di 20 km. Oltre

al biometano, l’impianto produrrà oltre 80.000

tonnellate di digestato l’anno. Un impianto a

Maggio 2026

regola d’arte, che ha avuto l’approvazione di

tutte le autorità preposte, rispetta tutti i piani

di gestione del territorio a tutti i livelli, e non

ha ricevuto osservazioni dalle associazioni e

ordini professionali. Eppure... Alcuni sindaci

dei comuni vicini stanno cercando di bloccare

i lavori, con motivazioni che appaiono campate

per aria. Prima ci si è appigliati all’esistenza

di una discarica (chiusa da dieci anni) in un

comune limitrofo, in base a non si capisce quale

normativa. Poi è arrivata la più classica delle

obiezioni, la difesa di “un’area agricola e turistica

strategica”.

La cosa più divertente è che le opposizioni provengono

dai comuni limitrofi, che ospitano assemblee

pubbliche, non si capisce frequentate

da chi, mentre la stessa Legambiente regionale

è fortemente favorevole. Il paradosso si spiega

con la lotta politica locale. L’amministrazione

di Rodì Milici è in scadenza e il sindaco è già al

secondo mandato. A giugno scatta la tagliola

del PNRR, per cui uno stop all’impianto porterebbe

alla perdita dei fondi. La posta è alta

(relativamente, eh), e infatti è sceso in campo

uno dei partiti del “campo largo”, che ha scovato

un parere dell’Assessorato regionale che

metterebbe in dubbio l’iter approvativo. Il blocco

di un impianto val bene una slabbratura del

campo (largo).

l

Marco Comelli



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

16 PRIMO PIANO Soluzioni

EUROPA E CIRCOLARITÀ

EUROPA E CIRCOLARITÀ

PRIMO PIANO

17

Provaci ancora UE

L’Unione Europea si sta imbarcando

nel più ambizioso progetto per la conversione

del sistema economico europeo verso

un modello circolare. Il rischio è il solito

Marco Comelli

Circular economy act, in sigla CEA. Se

tutto andrà come la Commissione vuole,

sentiremo molto queste parole nei

prossimi mesi e forse anni. In termini generali

l’obiettivo è di spingere il sistema economico

europeo da un modello lineare a uno circolare

(o almeno, più circolare). In passato l’Unione

ha fatto alcuni passi in quella direzione, ma

inquadrati in un generico impegno verso la

“sostenibilità”, che con la Commissione Von

Der Layen I si è tradotto in “riduzione delle

emissioni di CO 2 e decarbonizzazione”. La pianificazione

è iniziata nel 2015 con il cosiddetto

Closing the loop action plan, seguito nel 2020

dal Circular Economy Action Plan. Per un riassunto

delle azioni incluse rimandiamo al primo

box, ricordando che alcune misure del secondo

piano entreranno in vigore

quest’anno.

Una partenza senza botto

La UE si è però vista sbattere

in faccia dal suo proprio interno

(il rapporto della European

Court of Auditors, di cui abbiamo parlato lo scorso

numero, quelli della European Environment

Agency, EEA, e i famosi rapporti di Mario Draghi

sulla competitività e di Entico Letta sul futuro

del mercato unico) il sostanziale fallimento delle

azioni, sia da un punto di vista ambientale che

della “resilienza” europea, di fronte alla dipendenza

da materie prime e di catena di fornitura

non sotto il controllo dell’Unione. Rimandiamo

al Box 2 per un riassunto del fallimento espresso

in dati. Nonostante i già menzionati rapporti

spingano (eccetto quelle EEA) ad agire, o meglio

a portare avanti le azioni dopo l’annuncio, e non

solo a normare, sembra che anche questa volta

l’Unione o almeno la Commissione, cui spetta

la responsabilità di mettere in moto il meccanismo,

abbia deciso di mettere mano al codice.

I punti salienti

Questa volta il compito è difficile, perché se

non ci si limita a un “virtue signalling” di sembrare

i primi della classe a livello globale, ma

si vuole mettere insieme circolarità, ambiente

(non sono sinonimi), maggiore indipendenza

strategica e competitività, e affrontati, per

esempio, i seguenti punti (tratti verbatim dal

recentissimo briefing del Think Tank del Par -

lamento Europeo):

• Sicurezza dei materiali e materie

prime critiche (CRM). La dipendenza

dell'UE dai paesi terzi

per le risorse strategiche rimane

una vulnerabilità critica. Sebbene

la legge sulle CRM fissi un obiettivo

per il 25% del consumo annuo

dell'UE di materie prime

strategiche proveniente dal riciclo,

gli attuali tassi di riciclo per

materiali come il litio e le terre

rare rimangono inferiori all'1%.

• Frammentazione del mercato unico. La

mancanza di criteri armonizzati per determinare

quando un rifiuto cessa di essere un rifiuto

e diventi un prodotto è identificata come

un ostacolo primario alla competitività.

• Obiettivi di utilizzo delle risorse: efficienza

(riciclo) vs riduzione. Sebbene l'UE abbia migliorato

la gestione dei rifiuti attraverso un aumento

del riciclo, non è possibile ottenere riduzioni

sostanziali dell'utilizzo delle risorse e

del relativo impatto ambientale solo attraverso

il riciclo.

• Efficienza (tassi di riciclo) contro obiettivi

vincolanti. È necessario scegliere tra misure

di efficienza o obiettivi di riduzione del consumo

assoluto di risorse per raggiungere gli

obiettivi dell'UE in termini di autonomia strategica,

minore impronta materiale e disaccoppiamento

tra crescita economica e consumo

di materiali.

• Competitività economica: colmare il divario

di prezzo tra materiali vergini e riciclati. Uno

dei maggiori ostacoli è rappresentato dal fatto

che i materiali riciclati spesso costano di più

(ad esempio, le plastiche, come PET e rPET)

o sono percepiti come di qualità inferiore rispetto

ai materiali vergini. Questo divario di

prezzo e/o di qualità mina la domanda di riciclati

e la redditività del riciclo. Le risorse rappresentano

il costo di input più elevato per l'industria,

rendendo l'uso prudente e razionale

delle risorse fondamentale per la competitività.

(NdR: infine, ricordiamo che la totale assenza

di controlli efficaci alle frontiere porta

all’importazione di materie prime seconde di

scarsa qualità e forse nemmeno frutto di riciclo).

• Governance della responsabilità estesa del

produttore (EPR). La governance EPR si

scontra con un problema strutturale: le organizzazioni

di produttori sono incentivate a

minimizzare i costi per i produttori, piuttosto

LA NORMATIVA EUROPEA PER LA CIRCOLARITÀ (SECONDO

LA UE) IN ORDINE CRONOLOGICO:

Gennaio 2018. Pacchetto sull'economia circolare, comprendente

sviluppo di un quadro di monitoraggio per l'economia circolare;

relazione sulle materie prime critiche e l'economia circolare;

strategia sulla plastica nell'economia circolare; analisi e opzioni

politiche per affrontare l'interfaccia tra prodotti chimici, prodotti

e legislazione sui rifiuti, compreso come ridurre la presenza e

migliorare il monitoraggio delle sostanze chimiche problematiche

nei prodotti.

Luglio 2018. Entrata in vigore del quadro legislativo rivisto in

materia di rifiuti

Marzo 2019. Adozione del pacchetto definitivo sull'economia

circolare e relazione sull'attuazione del piano d'azione per l'economia

circolare. Documento di lavoro dei servizi sui prodotti

sostenibili in un'economia circolare.

Giugno 2019. Entrata in vigore della normativa rivista sui fertilizzanti.

Luglio 2019. Entrata in vigore della direttiva sulla plastica

monouso

Ottobre 2019. Green Deal europeo e adozione di dieci regolamenti

attuativi in materia di ecodesign

Marzo 2022. Adozione della strategia UE per i tessili sostenibili

e circolari.

Marzo 2023. La Commissione ha presentato una proposta di

Direttiva sulla verifica delle dichiarazioni ecologiche. Entra in

vigore quest’anno. Proposta di nuovo Regolamento sui veicoli

fuori uso, approvato lo scorso anno, entrata in vigore dal 2028.

Luglio 2023, adozione il nuovo Regolamento sulle batterie.

Marzo 2024. Entrata in vigore della Direttiva sull’etichettatura.

Luglio 2024. Entrata in vigore della Direttiva sulla riparazione

dei beni, che istituisce il "diritto alla riparazione". Entrata in vigore

del Regolamento sulla progettazione ecosostenibile dei

prodotti (ESPR).

Agosto 2024. Revisione della Direttiva sulle emissioni industriali

con adozione della Direttiva sulle emissioni industriali e zootecniche

(IED 2.0).

Febbraio 2025. Entrata in vigore del Regolamento sui rifiuti di

imballaggio (PPWR).

che a massimizzare i risultati dell'economia

circolare. Il settore tessile è un esempio di

questo disallineamento, in cui il settore del

riutilizzo e della raccolta è diventato finanziariamente

vulnerabile a causa di finanziamenti

insufficienti e del calo della qualità dei

tessuti raccolti, compromettendo gli obiettivi

di circolarità.

• Rischi per la salute. I rischi sanitari derivanti

dai processi di riciclaggio si estendono sempre

Tra i numeri

del fallimento

(Secondo

la Commissione) c’è

il tasso di riciclaggio

RAEE: 30,8% nel 2023;

lontano dall'obiettivo

del 65% entro il 2019.

Maggio 2026

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

18 PRIMO PIANO Soluzioni

EUROPA E CIRCOLARITÀ

L’ECONOMIA CIRCOLARE NELLA UE, I NUMERI DI

UN FALLIMENTO (SECONDO LA COMMISSIONE):

• Impronta materiale: 14,1 tonnellate pro capite (2024;

Tendenza: stabile/elevata).

• Tasso di utilizzo circolare dei materiali: 12,2% (2024;

Tendenza: stagnante; Obiettivo: 24% entro il 2030).

• Produzione di rifiuti: 5 tonnellate pro capite all'anno

(2022). Circa il 40,8% dei rifiuti prodotti nell'UE viene

riciclato e il 30,2% smaltito in discarica. Rispetto al

2010, nel 2022 nell'UE è stata prodotta una quantità

di rifiuti pericolosi superiore del 31,1%. (NdR, si tratta

forse di un effetto ottico, i sovvalli del riciclo urbano

vengono in molte legislazioni classificati come industriali

e a volte come pericolosi. La situazione potrebbe

peggiorare se il PFU verrà classificato come pericoloso).

• Tasso di riciclaggio degli imballaggi: 67,5% (2023;

Obiettivo: 70% entro il 2030).

• Tasso di riciclaggio RAEE: 30,8% (2023; lontano dall'obiettivo

del 65% entro il 2019).

• Scambio di materie prime: deficit commerciale di

29 miliardi di euro (2023). Brasile e Stati Uniti sono

stati i principali partner commerciali per le importazioni

UE (2023). Cina e Regno Unito sono stati i principali

partner commerciali per le esportazioni UE

(2023). Tra il 2013 e il 2023, le importazioni sono cresciute

del 30%. (NdR, la tendenza è aumento di import

da Cina e sud-est asiatico)

• Commercio di materie prime riciclabili: nel 2024, le

esportazioni di materie prime riciclabili sono ammontate

a 35,7 milioni di tonnellate: la Turchia è stata la

principale destinazione delle esportazioni UE di materie

prime riciclabili (12,3 milioni di tonnellate). Le

importazioni di materie prime riciclabili sono ammontate

a 46,7 milioni di tonnellate nel 2024 e provenivano

prevalentemente dal Brasile (9,8 milioni di tonnellate).

(NdR, probabilmente la tendenza è aumento di import

da Cina e sud-est asiatico, come rPET)

• Occupazione nell'economia circolare dell'UE: 4,3

milioni di persone (2021)

Anche il tasso

di riciclaggio degli

imballaggi pari

al 67,5% nel 2023

(obiettivo

del 70% al 2030),

non depone a favore

del modello

di circolarità

che si è imposta la UE.

più oltre la tossicità chimica, poiché i processi

di riciclaggio meccanico della plastica sono

identificati come importanti emettitori di microplastiche.

Queste particelle possiedono

proprietà tossiche intrinseche e possono causare

lesioni e disfunzioni a carico di diversi sistemi

del corpo umano, tra cui l'apparato digerente,

respiratorio, cardiovascolare, immu nitario,

riproduttivo ed endocrino, indipendentemente

dalle sostanze chimiche che possono contenere.

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spinte da eccellenza d’integrazione

STADLERconnect è la piattaforma digitale proprietaria di STADLER che combina

intelligenza artificiale avanzata con oltre trent’anni di comprovata competenza

nell’integrazione impiantistica. Progettata per andare ben oltre le dashboards, integra

e ottimizza digitalmente i processi, offrendo miglioramenti tangibili su tutto l’impianto

di selezione.

ENGLISH ABSTRACT

Tray again, EU

The European Union is embarking on Circular Economy Act, or CEA for

short, the most ambitious project to convert the European economic system

to a circular model. The risk is the same as always. At the time of writing,

the Commission intends to submit the draft CEA, which should be a Directive,

in the third quarter of 2026. From what has been leaked and communicated,

the measures should include amending the Waste Framework Directive,

amending the Landfill Directive, and finally amending the Waste Electrical

and Electronic Equipment Directive, as well as evaluating additional measures

(for example, harmonizing environmental taxation and requirements for the

management of extractive waste). The overall goal would be to double the

circular material use rate in the EU to 24% by 2030.

C’è parecchio da modificare

Al momento di scrivere queste righe, la Com -

missione di propone di sottoporre la bozza del

CEA, che dovrebbe essere una Direttiva, nel

terzo trimestre del 2026. Da quello che è trapelato

e comunicato, le misure dovrebbero

comprendere la modifica della Direttiva quadro

sui rifiuti, la modifica della Direttiva sulle

discariche e infine quella relativa alla Direttiva

sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche,

oltre alla valutazione di misure aggiuntive

(ad esempio, l'armonizzazione della

tassazione ambientale e dei requisiti per la

gestione dei rifiuti estrattivi). L’obiettivo generale

sarebbe di raddoppiare il tasso di utilizzo

circolare dei materiali nell'UE, portandolo al

24% entro il 2030.Tenetevi forte. l

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e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

20 PRIMO PIANO Soluzioni

ANGOLO LETTURA

Neomateriali

nell'economia

circolare.

Building

Autore:

Marco Caffi,

direttore di Green

Building Council Italia

Editore:

Edizioni Ambiente

Prezzo:

40 euro

Scaffale circolare

Una rubrica per esplorare come i libri possano ispirare un futuro

più sostenibile. Un viaggio attraverso le pagine di saggi e manuali

Eliana Puccio

In un mondo che affronta sfide climatiche

senza precedenti, il modo in cui immaginiamo

e diamo forma agli edifici deve evolversi per

stare al passo con le trasformazioni e le

esigenze dell’ambiente, della società e del

territorio. Per progettare edifici resilienti e in

linea con gli obiettivi di decarbonizzazione,

abbiamo bisogno di un’edilizia che non sia solo

sostenibile, ma anche rigenerativa, capace di

sfruttare appieno il potenziale degli approcci

circolari, dei materiali bio-based, riciclati e

recuperabili. "Neomateriali nell’economia

circolare - Building" mostra una prospettiva

chiara e presenta esempi concreti di come

processi e materiali innovativi possano

trasformare il modo in cui progettiamo e

costruiamo, ponendo la circolarità al centro

come leva strategica per ridurre le emissioni e

diminuire i rifiuti. Non si tratta solo di una

necessità ambientale, ma anche di

un’opportunità economica straordinaria per

l’intero settore. Con case studies di progetti

all’avanguardia e soluzioni pionieristiche, il

libro dimostra che è possibile trasformare

l’industria edile in un motore di vera

sostenibilità. Il volume raccoglie i

contributi di esperti e giornalisti

ambientali.

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

22 ECONOMIA CIRCOLARE Soluzioni

ARREDO ED ECODESIGN

ARREDO ED ECODSIGN

ECONOMIA CIRCOLARE

23

Circolarmente

Appuntamento con lo spazio dedicato a materiali e design

circolare, nonché alle risorse materiche. In questo

numero si parla di arredo circolare e Regolamento ESPR

Marco Capellini

Matrec.com

Un divano può durare

a lungo ma il suo fine

vita generalmente

si conclude

in discarica

o in inceneritore.

Peccato perché

il riciclo di molti

materiali dell’arredo

ha alti potenziali.

Il settore del mobile e dell'arredo è uno dei

comparti manifatturieri più rilevanti per

l'economia europea e italiana in particolare.

Eppure, quando si parla di circolarità, spesso

rimane in secondo piano rispetto al tessile o

all'elettronica. Con l'avanzare del Regolamento

ESPR (Ecodesign for Sustainable Products

Regulation) e dei suoi atti delegati, il tema è destinato

a diventare centrale anche per i produttori

di mobili e complementi d'arredo. In Eu -

ropa, si stima che ogni anno vengano dismessi

oltre 10 miliardi di kg di mobili, con tassi di riciclo

di materiale di qualità ancora molto bassi

rispetto ad altri settori.

Un settore maturo, ma poco circolare

I prodotti di arredo sono per loro natura caratterizzati

da una lunga vita utile. Un divano,

un armadio, un tavolo possono durare decenni.

Eppure, la fine vita di questi prodotti è talvolta

gestita in modo tutt'altro che circolare: nonostante

l’efficiente sistema italiano per la rac-

colta e riciclo della filiera del legno, parte dei

mobili dismessi finisce in discarica o, nel migliore

dei casi, in valorizzazione energetica.

Le cause sono molteplici: la complessità dei

materiali impiegati (legno, metalli, plastiche,

tessuti, colle e trattamenti superficiali), la difficoltà

di separare i componenti e l’abbandono

dei prodotti in discariche abusive. Il riciclo potenziale

di molti materiali impiegati nell'arredo

è teoricamente elevato: il legno, l'acciaio, l'alluminio

e alcune plastiche sono materiali con

buone se non ottime caratteristiche di riciclabilità

intrinseca. Il problema, però, è che il riciclo

reale - quello che avviene concretamente a fine

vita - è spesso marginale. La contaminazione

tra materiali, la presenza di sostanze preoccupanti

e la difficoltà di disassemblaggio, rendono

il recupero di qualità talvolta difficile.

Ecodesign: la leva del cambiamento

Il Regolamento ESPR introduce un approccio

sistemico che, per la prima volta, affronta il

ciclo di vita dei prodotti fin dalla fase di progettazione.

Anche se gli atti delegati specifici

per i mobili non sono ancora stati pubblicati,

il quadro normativo indica con chiarezza le direttrici

che il settore dovrà seguire.

Parallelamente, il Passaporto Digitale del

Prodotto (DPP) sarà uno strumento chiave:

ogni prodotto dovrà documentare composizione,

contenuto di riciclato, presenza di sostanze

problematiche e istruzioni per il disassemblaggio.

Le aree di intervento prioritarie

per l'arredo sono essenzialmente quattro.

La prima riguarda la durabilità: progettare

Maggio 2026

La difficoltà di separare i componenti è una delle

ragioni che bloccano il riciclo nell’arredo:

l’ecodesign è una spinta al cambiamento.

prodotti più robusti, con componenti sostituibili

per ridurre la pressione sulle risorse e favorirne

il recupero e riciclo a fine vita.

La seconda è la separabilità dei materiali: un

prodotto pensato per essere disassemblato

facilmente - senza l'uso di colle permanenti

o assemblaggi irreversibili - consente il recupero

di flussi di materiale puri e quindi di qualità

superiore.

La terza è l'incremento del contenuto di materia

prima riciclata: legno riciclato, metalli

recuperati, plastiche rigenerate.

La quarta, trasversale a tutte le altre, è la riduzione

e la tracciabilità delle sostanze preoccupanti,

che rappresentano un ostacolo al

riciclo di qualità.

Misurare per migliorare

Come per tutti i settori, anche nell'arredo la

sfida della circolarità si gioca innanzitutto sulla

capacità di misurare. Distinguere tra riciclabilità

teorica e riciclo reale non è un esercizio

accademico: è una necessità operativa per chi

vuole fare affermazioni credibili e verificabili

sulla sostenibilità dei propri prodotti senza incappare

in azioni di Greenwashing. Strumenti

come il CircularTool di Matrec - validato da

Bureau Veritas sull'applicazione delle norme

ISO 59020 e ISO 59040 - permette di misurare

la circolarità, di quantificare gli scenari di fine

vita e di identificare le azioni di miglioramento

più efficaci lungo la catena del valore. La norma

ISO 59040, in particolare, si concentra sulla

creazione di un 'Product Circularity Data

Sheet', una carta d'identità del prodotto che

raccoglie dati verificabili sulla sua circolarità.

Adottare oggi questi strumenti significa costruire

un linguaggio comune con il mercato

e con i regolatori europei di domani.

Il settore arredo ha davanti a sé un'opportunità

importante: anticipare i requisiti normativi trasformando

il design circolare in un vantaggio

competitivo reale, non in un adempimento burocratico.

Chi inizia oggi a misurare, progettare

e comunicare la circolarità in modo rigoroso,

sarà nella posizione migliore per affrontare

un mercato europeo sempre più attento all'impatto

reale di ciò che produce e di ciò che

acquista.

l

Maggio 2026

Se non si misura,

non esiste.

CircularTools

di Matrec permette

di misurare

la circolarità

di un prodotto

ed immaginarne

i possibili fine vita.



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

24 ECONOMIA CIRCOLARE MODA E NORMATIVE EUROPEE

MODA E NORMATIVE EUROPEE ECONOMIA CIRCOLARE 25

Economia Circolare

La sfilata Diesel

Autunno/Inverno

2026, presentata

il 24 febbraio

2026 durante

la Milano Fashion

Week da Glenn

Martens. Celebra

quasi 50 anni

di storia del

brand (dal 1978).

Oltre la stoffa

c’è di più

Non più semplici sfilate, ma un vero

manifesto industriale. Alla MFW 2026

l'ecologia diventa il cuore del business:

tra abiti dotati di passaporto digitale,

materiali rigenerati e fine vita pensato a monte

Eliana Puccio

La Milano Fashion Week di febbraio 2026 ha

segnato un punto di non ritorno per il sistema

moda italiano.

Se negli anni passati la sostenibilità era spesso

relegata a capsule collection o dichiarazioni d'intento,

l'ultima edizione dedicata alle collezioni

Donna Autunno/Inverno 26/27 ha dimostrato che

l'ecologia è ormai diventata un pilastro fondamentale

della competitività aziendale.

La vera novità non è stata solo nei tessuti, ma

nella struttura stessa dei brand.

Sotto la spinta delle nuove normative europee,

le case di moda hanno presentato strategie concrete

basate sulla Responsabilità Estesa del

Produttore (EPR).

Progettare un capo oggi significa prevederne il

"fine vita": la modularità e la facilità di disassemblaggio

sono diventate le nuove linee guida

creative, necessarie per abbattere i costi futuri

di riciclo e smaltimento.

Grandi Brand e sperimentazione

L’esempio più visibile è arrivato da Diesel, che

ha trasformato la sfilata in un manifesto dell'upcycling.

Utilizzando migliaia di pezzi d'archivio

come scenografia e integrando materiali riciclati

in ogni look, il brand ha dimostrato che il recupero

può avere un'estetica potente e commerciale.

Parallelamente, colossi come Prada e

Gucci hanno consolidato la transizione energetica,

legando la produzione a contratti di fornitura

esclusivamente "green" e implementando sistemi

avanzati di tracciabilità digitale per garantire

al cliente totale trasparenza sulla filiera.

Prada ha investito in efficienza energetica, convertendo

i siti industriali e i negozi all'uso di energia

rinnovabile e puntando a una riduzione delle emissioni

Scope 1 e 2 del 29,4% entro il 2026 (rispetto

al 2019). Il gruppo ha inoltre incrementato l'uso di

materiali a basso impatto, con l'obiettivo di raggiungere

il 70% di cotone sostenibile entro il 2026.

Gucci ha raggiunto un alto livello di utilizzo di energia

rinnovabile (riportando il 93% a livello mondiale

già nel 2021) e ha mantenuto la neutralità carbonica

in tutta la sua supply chain dal 2018. Inoltre,

attraverso il suo "Circular Hub" in Toscana, si concentra

sulla riduzione dell'impronta di carbonio

nella produzione di pelletteria.

Fashion Hub e nuovi talenti

Centro nevralgico della sperimentazione è stato

il Fashion Hub di Palazzo Morando.

Qui, i designer emergenti hanno presentato soluzioni

che vanno oltre il semplice riciclo: modelli

di business basati sul noleggio, sulla riparazione

certificata e su materiali bio-based.

Eventi collaterali come lo Sfashion Weekend

hanno inoltre arricchito il dibattito, portando l'attenzione

sull'impatto sociale della produzione

tessile e sulla necessità di una moda che rispetti

tanto il pianeta quanto le comunità che lo abitano.

In sintesi, la MFW 2026 ha sancito la fine dell'era

del "greenwashing": oggi il lusso milanese

si definisce attraverso la capacità di rigenerarsi,

trasformando i vincoli ambientali in opportunità

di design e innovazione tecnologica.

Il Passaporto di Prodotto

Il 2026 è l'anno spartiacque per il Digital Product

Passport (DPP). Durante la settimana della

moda, molti brand hanno anticipato l'obbligo europeo

(previsto per luglio 2026) presentando capi

dotati di identità digitale. Scannerizzando un

semplice codice, i visitatori hanno potuto accedere

all'intera "biografia" del prodotto: dall'origine

delle fibre alla storia degli artigiani coinvolti,

fino ai consigli per il futuro riciclo. l

ENGLISH ABSTRACT

The Era of Regeneration

The February 2026 Milan Fashion Week marked a definitive turning point:

sustainability is no longer a mere trend but a core pillar of corporate competitiveness.

Driven by new EU regulations and Extended Producer

Responsibility (EPR), brands are now designing for the "end-of-life," prioritizing

modularity and disassembly to cut future recycling costs.

Diesel turned upcycling into a powerful aesthetic using archive pieces,

while Prada and Gucci solidified their green transition.

Prada is on track for 70% sustainable cotton by 2026 and aims for a 29.4%

reduction in emissions. Meanwhile, Gucci’s "Circular Hub" in Tuscany focuses

on reducing the carbon footprint of leather goods, maintaining carbon

neutrality across its supply chain.

A key milestone was the Digital Product Passport: anticipating the July

2026 mandate, garments now feature digital IDs for full transparency on

fibers and artisans. From the Fashion Hub’s bio-based innovations to global

supply chains, MFW 2026 proves that luxury now thrives through innovation

and accountability.

This event signaled the end of greenwashing, as Milanese fashion now defines

itself by its capacity to regenerate, transforming environmental constraints

into design opportunities.

Maggio 2026

Maggio 2026



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

26

Spy game

ECONOMIA CIRCOLARE

Indagine in incognito sul servizio

“1 contro 0”. A dieci anni dall’obbligo

normativo…funziona davvero?

Federica Lugaresi

L’intervista flash

In occasione della presentazione dell’indagine

in incognito, abbiamo fatto

due domande a Giorgio Arienti, Direttore

di Erion WEEE.

Cosa ne pensa del fatto che la Corte di

Conti Europea abbia puntato il dito sul

decreto per la raccolta dei RAEE, criticandolo

in quanto non ottimizzi il recupero

dei CRM?

In Italia siamo lontanissimi dalla capacità

di estrarre CRM dai RAEE. Siamo

in grado attualmente di estrarre ferro,

rame, alluminio, plastica e stop. Non

riusciamo ad avere impianti capaci di

estrarre materiali preziosi (come il neodimio

o il disprosio) per il semplice fatto

che sono presenti in quantità molto piccola

all’interno di ciascun dispositivo.

Forse non tutti sanno che… nei grandi negozi

di elettrodomestici, sia possibile conferire

gratuitamente i piccoli rifiuti elettronici.

Stiamo parlando del famoso servizio “1

contro 0” di cui, a volte, non sono a conoscenza

neanche i punti vendita stessi.

Per verificare che - secondo l’obbligo normativo

- la modalità venga applicata (ossia che avvenga

il ritiro gratuito dei mini RAEE presso negozi di

elettronica con superficie superiore ai 400 m 2 )

Legambiente ha svolto la “Missione RAEE: Zero

scuse” supportata da Erion WEEE.

Italia promossa

Funziona funziona. Perché nell’86% dei casi, i

grandi punti vendita monitorati in 8 regioni hanno

accettato il conferimento dei piccoli elettrodomestici

di dimensioni inferiori ai 25 cm.

PICCOLI RAEE

Per questo sono necessari impianti

molto sofisticati, particolarmente costosi

e che richiedono un flusso in entrata

piuttosto corposo. Nel nostro Paese si

raccolgono pochi RAEE ricchi di materie

prime, non riusciamo a fare impianti

adeguati per il motivo di cui sopra.

Attualmente i componenti ricchi di CRM

vengono separati nei nostri impianti e

poi mandati in quelli grossi – in Belgio

e Germania – realizzati ad hoc.

Come si può uscire da questo impasse?

Raccogliendo più RAEE. Dobbiamo arrivare

a quantità che ci consentano di

“battere” gli impianti giganteschi che

collettano i RAEE raccolti in tutta Europa.

Siamo prigionieri di questo circolo vizioso.

Raccogliamo poco e possiamo fare

poco.

(Credit: Legambiente)

Volontari e volontarie di Legambiente hanno

visitato in incognito 141 punti vendita appartenenti

a 14 diverse catene della grande distribuzione

elettronica.

Dalla Campania al Lazio, passando per Puglia,

Lombardia, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta,

hanno portato i loro mini RAEE e solo nel 14%

(20 punti vendita su 141) il conferimento non è

stato consentito. Tra questi, 11 hanno dichiarato

di svolgere solo il servizio “1 contro 1”, che

prevede il ritiro del rifiuto a fronte dell’acquisto

di un prodotto nuovo equivalente; altri 7 punti

vendita erano disposti a raccogliere solo le

Bisogna cambiare la metodologia della

raccolta, con un canale anche diverso…

Si. Anche spiegando ai cittadini l’importanza

della raccolta differenziata

dei RAEE e dare la possibilità di farla

in modo semplice e corretto. Si dovrebbe

organizzare la raccolta nei posti

dove ci rechiamo più spesso in

modo che poi ci diventi famigliare questo

gesto: in posta, al supermercato,

a scuola…

Come viene gestita la plastica che

viene recuperata dalla raccolta dei

RAEE?

Noi siamo in grado di separare la plastica.

Ciò che tiriamo fuori è un insieme

di polimeri misti, di specie e colori

diversi. Esistono impianti di raffinazione

della plastica che puliscono e

separano i diversi polimeri, preparan-

PICCOLI RAEE ECONOMIA CIRCOLARE 27

Economia Circolare

lampadine; mentre in altri 2 esercizi hanno dichiarato

di non essere abilitati alla procedura.

Nel complesso è risultato che nel 16% dei casi,

il personale incaricato non era a conoscenza

del servizio.

Buone notizie ma…

“Con questa indagine si è dunque voluto portare

in primo piano il tema del conferimento dei mini

RAEE nella pratica 1 contro 0. Nelle nostre case

abbiamo spesso RAEE di cui disfarci ma che vengono

dimenticati in un cassetto. I dati ricavati

dalla ricerca portano notizie incoraggianti, ma

do dei pellet riciclabili. Ma il problema

con cui questi impianti si scontrano è

la disponibilità di un mercato: spesso

la plastica riciclata costa più di quella

vergine e manca totalmente una politica

industriale di incentivazione del

riciclo.

State pensando a qualche programma

di comunicazione in particolare?

I consorzi RAEE sono obbligati a

spendere il 3% dei propri ricavi in iniziative

di comunicazione. Abbiamo iniziato

anni or sono. C’è una campagna

che si chiama ”Dire Fare RAEE” che

abbiamo veicolato nelle scuole e nei

festival. Negli ultimi dodici mesi siamo

concentrati su campagne social

molto intense dal pay off”Se te ne fotti,

sei fottuto” perché vogliamo far capire

che è tempo di agire.

ci indicano anche dove bisogna

intervenire…” ha dichiarato

Stefano Ciafani, Pre -

sidente di Legambiente. Ma

“il diritto conferimento dei

piccoli RAEE è un obbligo di

legge e non di un’azione volontaria.

Esistono quindi ampi

margini di miglioramento.

È importante continuare a informare

i cittadini attraverso

campagne di comunicazione su larga scala che

rendano chiaro il concetto di RAEE. Non c’è riciclo

delle materie prime senza raccolta dei

RAEE e non c’è raccolta senza un corretto conferimento

da parte dei cittadini” ha sottolineato

Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion

WEEE.

l

ENGLISH ABSTRACT

Spy game

Alla

presentazione

dell’indagine

Giorgio Arienti

(primo a destra),

Direttore di Erion

WEEE.

Ferri da stiro

e telecomandi

rientrano nei mini

RAEE che

col servizio “1

contro 0” possono

essere conferiti

gratuitamente.

Not everyone knows that... in large electronics stores, it is possible to

dispose of small electronic waste for free. We are talking about the famous

"1 against 0" service, which sometimes even the stores themselves are

unaware of. To check whether – in accordance with regulatory requirements

– this method is applied (i.e., the free collection of mini WEEE at

electronics stores with a surface area greater than 400 m²), Legambiente

conducted the "RAEE Mission: Zero Excuses," supported by Erion WEEE.

The system works. Because in 86% of cases, the large retail outlets monitored

in 8 regions accepted the disposal of small appliances measuring

less than 25 cm. Volunteers from Legambiente visited 141 sales points

belonging to 14 different large electronics retail chains incognito. From

Campania to Lazio, passing through Puglia, Lombardy, Sardinia, Tuscany,

and Aosta Valley, they brought their mini WEEE, and only in 14% (20 out

of 141 sales points) was disposal not allowed.

Maggio 2026

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

28

Soluzioni

ECONOMIA CIRCOLARE

WASTE SEGNALA

Costruiti per durare

Dal 1971 TANA sviluppa macchine

per il trattamento dei rifiuti progettate

per lavorare nelle condizioni più gravose

HIGHLIGHTS

Il cuore pulsante dell'evento si snoda attraverso

tre palcoscenici principali, ognuno identificato

da un colore per orientare i partecipanti

tra le diverse macro-aree della sostenibilità.

Sul Blue Stage si approfondiscono le strategie

per la gestione e il riutilizzo delle risorse idriche

e la resilienza climatica delle infrastrutture.

L'Orange Stage è invece il punto di riferimento

per chi si occupa di economia

circolare, riciclaggio e gestione avanzata dei

rifiuti, mentre il Green Stage ospita dibattiti

trasversali sulle tecnologie green e le politiche

di sostenibilità globale.

Uno dei tratti distintivi di IFAT 2026 è l’enfasi

sulle esperienze pratiche.

Le celebri aree all'aperto ospitano le dimostrazioni

dal vivo, coordinate da associazioni

come VAK e VDMA, dove è possibile vedere in

azione i mezzi municipali più moderni e i grandi

macchinari per il trattamento dei materiali

edili o forestali. Oltre all'esposizione tecnologica,

il programma prevede focus specifici su

sfide ambientali urgenti, come la gestione delle

sostanze PFAS e le nuove direttive europee

sul trattamento delle acque reflue, offrendo

soluzioni concrete attraverso i popolari

"Solution Tours" guidati.

SCAN.ME

Visione

Ambiente

Il prossimo appuntamento è fissato

dal 4 al 7 maggio 2026 presso il centro

fieristico Messe München bavarese

Questa edizione di IFAT Mu nich

riveste un'importanza particolare

poiché celebra il sessantesimo

anniversario della manifestazione,

introducendo una novità logistica

significativa.

La fiera si concentrerà infatti in quattro giornate anziché cinque,

una scelta pensata per rendere l’esperienza di networking ancora

più intensa e produttiva per i professionisti del settore. Oltre ai

grandi palcoscenici, il 2026 segnerà una svolta verso la digitalizzazione

applicata, con un intero padiglione dedicato all'uso

dell'intelligenza artificiale per l'ottimizzazione degli impianti idrici

e dei flussi di smistamento rifiuti. Un'altra novità interessante è

l'espansione dei Cross-Sectoral Tours, percorsi guidati e sessioni

di approfondimento organizzati durante IFAT Munich per connettere

esperti e soluzioni tra diversi settori industriali. Non mancherà

lo spazio per i giovani talenti con le World University

Challenge. Intanto noi, nelle prossime pagine, presentiamo la

gamma di prodotti e soluzioni offerte dagli espositori di IFAT.

55 anni meritano qualcosa in più

Scansiona il QR e scopri cosa abbiamo preparato

per celebrare questo traguardo.

Meet TANA

at IFAT 2026

Hall B5 - Stand 227

Trade Fair Center Messe

München

May 4-7, 2026

tanaitalia.com

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

30 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

NEWS

Meno spreca, più piace

Ginevra Fontana

Un sistema innovativo per docce che riduce il dispendio

idrico fino al 90% senza additivi chimici. Ideale per hotel

e centri sportivi, integra i principi dell'economia circolare

Aquaspot è una startup francese che

prova come sia già fattibile abbattere

drasticamente lo spreco idrico proprio

dove i consumi sono più elevati: il momento

della doccia. Si tratta di un sistema

integrato capace di tagliare

l'utilizzo d'acqua

fino al 90% nei punti di

erogazione e risciacquo.

Pensata per il settore

pubblico e privato, questa

tecnologia è estremamente

versatile e

ideale per stabilimenti

balneari, strutture ricettive

e centri sportivi. L'installazione richiede

un punto di accesso all'acqua potabile che garantisca

una pressione di almeno 3 bar e una

portata di 5 litri al minuto per ogni soffione.

È poi necessario un allacciamento

elettrico da 230 V

con una potenza di 3

kW, mentre la connessione

alla rete fognaria

rimane una

scelta opzionale per

chi desidera gestire

così le acque di manutenzione.

Sebbene il

sistema non sia ancora

energeticamente indipendente,

l'azienda

sta progettando soluzioni

per l'autonomia, offrendo nel frattempo

la piena compatibilità con diverse fonti

di energia esterne.

Più efficiente e naturale

L'offerta si declina in due diverse linee studiate

per spiagge, lidi pubblici o privati e aree piscina

all'interno di resort di lusso.

Questa innovazione di economia circolare si

rivela strategica soprattutto per il settore alberghiero,

dove i consumi medi per ospite tendono

a raddoppiare rispetto a quelli domestici.

Implementare una tecnologia simile consente

quindi alle strutture ricettive di incidere profondamente

sulla propria sostenibilità, riducendo

gli sprechi senza compromettere

l'esperienza del cliente.

l

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

32 ENERGIA Soluzioni

PRODUZIONE DI FREDDO

PRODUZIONE DI FREDDO

ENERGIA

33

Freddo dal caldo, i cascami

termici per la refrigerazione

Marco Comelli

L’energia termica dei processi industriali ma anche di molte

applicazioni civili può essere utilizzata più volte oltre

all’uso primario. Un esempio è la produzione di freddo

Ciclo

ad assorbimento.

(Credit: World Energy)

energetica viene spesso vista

come un settore tipicamente elettrico,

dove l’utilizzo di apparecchiature, L’efficienza

come i motori e le lampade (in grado di assorbire

meno energia rispetto al lavoro effettuato)

permette notevoli risparmi energetici. In realtà

l’ambito dove viene “sprecata” la maggior parte

dell’energia primaria è quello termico. Solo

in Italia, uno studio del GSE di dieci anni fa stimava

in 26,9 TWh/anno i cascami termici di

sola fonte industriale recuperabili, ossia circa

2,6 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti.

A questi si aggiungono altre potenziali fonti,

come per esempio, lo abbiamo ricordato in un

recente articolo, i datacenter.

Valorizzare il calore…

Come abbiamo detto in precedenti articoli, i

cascami termici possono essere utilizzati in

molti modi diversi, in dipendenza dalla temperatura

degli stessi (più è elevata più ci sono

possibilità) ma anche dalla tipologia di processo

industriale e infine dalla collocazione

dell’impianto. Esistono per esempio lavorazioni

dove i diversi processi coinvolti possono

utilizzare in cascata la stessa energia primaria

assorbita dal processo a temperatura più alta,

mentre se l’impianto è collocato vicino ad un

centro abitato il calore di scarto può essere

valorizzato anche all’esterno di esso, per

esempio per alimentare un impianto di teleriscaldamento.

Poco conosciuta, almeno in

Italia, è la possibilità di utilizzare i cascami termici

per generare energia frigorifera, ossia

per sottrarre calore dall’ambiente. Si utilizzano

macchine frigorifere basate sul ciclo di assorbimento,

o di Carrè, dal fisico francese che ne

perfezionò il funzionamento a metà Ottocento

dopo che era stato inventato in linea teorica a

fine Settecento. Il ciclo ad assorbimento è il

più antico tra quelli oggi in uso. Si basa sull’evaporazione,

a bassa temperatura e pressione,

di un fluido che assorbe calore dal fluido

da refrigerare. Il vapore viene poi sottratto facendolo

assorbire da una soluzione, da cui si

separa con l’applicazione di calore, chiudendo

il ciclo. Gli assorbitori più diffusi utilizzano acqua

come fluido da raffreddare e acqua e bromuro

di litio come soluzione.

La scelta di queste sostanze limita le temperature

che si possono raggiungere, di solito

5-7 gradi, comunque sufficienti per moltissimi

usi, industriali o civili. Utilizzando il glicole

come fluido da raffreddare si raggiungono

temperature negative, -7. Usando invece l’ammoniaca,

come fece Carrè, si scende molto di

più, anche –60.

…caso per caso

Le applicazioni sono molto diversificate. In

pratica, a parte le tecnologie di base, come

l’assorbitore, ogni impianto è una storia a

sé, che richiede una progettazione e apparecchiature

ausiliare specifiche. Un caso è

quello degli scambiatori di calore, che servono

a recuperare l’energia dalle fonti di calore

di scarto, per esempio i fumi caldissimi

in uscita da una turbina o l’aria a temperatura

relativamente bassa ma di altissimo volume

dell’ultimo stadio di una catena di recupero

calore.

Facciamo qualche esempio, tratto da una

presentazione effettuata dall’azienda coreana

World Energy alla recente fiera Refrigera.

Negli impianti di verniciatura esiste la necessità

di eliminare i VOC (Volatile Organic Com -

pounds) che altrimenti finirebbero in atmosfera.

Per farlo, l’aria della camera di ver niciatura

viene aspirata e immessa in un post-combustore

che le sottopone a temperature molto

elevate (tra 750 e 850 gradi) ossidando i VOC

e ottenendo CO 2 e vapor d’acqua.

I combustori producono quindi una grande

quantità di calore di scarto, che viene recuperato

in più stadi. L’ultimo, che utilizza fumi

a 90 gradi con grandi volumi, genera tramite

assorbitore una potenza frigorifera di 600

kW che raffredda acqua a 5 gradi che viene

utilizzata nel processo. Gli impianti petrolchimici

generano grandissime quantità di

cascami termici. In uno di questi vengono

resi disponibili ad un assorbitore quasi 10

MW di energia frigorifera sonno forma di acqua

a 65 gradi. L’acqua fredda in uscita viene

utilizzata per raffreddamento di processo.

Terminiamo con un’applicazione commerciale.

Un gigantesco centro commerciale integrato

in un casinò con un resort utilizza un

impianto interno di termovalorizzazione dei

rifiuti. Il calore residuo è in grande quantità,

sotto forma di acqua a 95 gradi che d’inverno

viene usata per il riscaldamento dell’edificio

ma che mette a disposizione quasi 30 MW

di potenza frigorifera. Una batteria di assorbitori

produce acqua a 5 gradi

che alimenta l’impianto di condizionamento.

Vista il consumo

crescente di energia per il raffreddamento

in tutti i campi,

un uso più ampio della refrigerazione

di assorbimento è una

delle strade da seguire per un

uso efficiente dell’energia primaria.

Come sempre, la tecnologia

esiste, la capacità progettuale

è il bene scarso,

almeno da noi.

l

ENGLISH ABSTRACT

Cold from heat, waste

heat for refrigeration

Postcombustore

VOC per fumi

da verniciatura.

(Credit: World Energy)

Gruppo

ad assorbimento

inserito in impianto.

(Credit: World Energy)

Thermal energy from industrial processes, but also from many residential

applications, can be used multiple times beyond its primary use. . The area

where most primary energy is wasted is thermal energy. In Italy alone, a

ten-year-old GSE study estimated that recoverable waste heat from industrial

sources alone amounted to 26.9 TWh/year, equivalent to approximately 2.6

millions of equivalent oil tons. Thermal waste can be used in many different

ways, depending on its temperature (the higher it is, the more possibilities

there are) but also on the type of industrial process and finally on the location

of the plant. An example is refrigeration.

Maggio 2026

Maggio 2026



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

34 ENERGIA NEWS

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

35

Senza fine?

Un progetto coordinato da CVA punta

a rivoluzionare lo stoccaggio energetico

grazie a un duplice approccio

Ginevra Fontana

Presentato a Rimini durante KEY, il progetto

Circular Renewable Energy Area

Living Lab (CREALab) affronta la sfida

cruciale della transizione ecologica: l'accumulo

di lunga durata.

Coordinata da CVA in collaborazione con partner

d'eccellenza (tra cui il Politecnico di

Torino e l'IIT), l'iniziativa mira a superare i limiti

delle attuali batterie al litio

sviluppando la tecnologia Novel-

BT. Questo sistema, basato su

materiali riciclabili, garantisce

un'autonomia superiore alle sei

ore, fondamentale per stabilizzare

la rete a fronte della discontinuità

di sole e vento. CREALab

introduce la tecnologia Novel-BT come risposta

ai limiti strutturali degli ioni di litio, oggi

dominanti ma poco efficienti e costosi per lo

stoccaggio di energia che superi le quattro

ore consecutive. La sua efficacia sarà testata

in due contesti reali. Hub energetico CVA:

dove la tecnologia Novel-BT lavorerà in sistemi

ibridi per ottimizzare i servizi alla rete

elettrica; e l’ Aeroporto di Torino: dove lo stoccaggio

supporterà l'autoconsumo di energia

fotovoltaica, accelerando la decarbonizzazione

dello scalo.

Oltre all'hardware...

CREALab implementerà simulatori digitali per

abbattere i costi di gestione (LCOS) e algoritmi

avanzati per l'efficienza operativa. Con un investimento

di oltre 10 milioni di euro, il progetto

punta a ridurre la dipendenza dall'estero, consolidando

una filiera nazionale dello storage sostenibile

e competitivo.

l

Verde da mangiare

n Just Eat Takeaway.com

ha introdotto nel mercato

italiano una soluzione di

confezionamento per il food

delivery che punta a

eliminare definitivamente la

plastica. L'iniziativa fa parte

di una strategia

internazionale che

coinvolge già dieci Paesi

europei, tra cui Germania e

Austria. Focus di questi

imballaggi è il

Morro Coating,

un'innovativa copertura

creata insieme dalla

britannica Xampla e da

Huhtamaki. Questo strato

protettivo si distingue dai

metodi classici perché è

Predictive solutions for

sustainable

boiler efficiency.

realizzato 100% con

proteine vegetali naturali.

La particolarità risiede nel

fatto che riesce a replicare

le performance della

plastica. I contenitori,

realizzati in carta ondulata

da foreste gestite

responsabilmente,

garantiscono un isolamento

termico ottimale e una

rigidità strutturale capace

di contenere cibi caldi,

umidi o ricchi di grassi

senza sfaldarsi.

CREALab (Circular

Renewable Energy

Area Living Lab),

è stato presentato

ufficialmente a Rimini

presso KEY – The

Energy Transition

Expo.

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

36 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

POST OLIMPIADI

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

37

Il manifesto della

campagna

di sensibilizzazione

“Follow the Flo”

per la raccolta

differenziata.

Occhi digitali per mari puliti

Task force

totale di rifiuti prodotti a Milano, ma di certo

si è registrato un incremento sostanziale rispetto

alla norma, come tipico delle grandi

manifestazioni sportive. Le fonti comunque,

indicano un impatto maggiore su rifiuti urbani

ed attività correlate. I servizi di raccolta sono

stati anticipati alle 4.00 del mattino dal 2 al 22

febbraio in varie zone lombarde per garantire

continuità nonostante le restrizioni stradali.

In centri come Verona (coinvolta nella cerimonia

di chiusura), sono stati rimossi cassonetti

stradali, potenziato il personale e sospesi hub

di raccolta nelle aree rosse/gialle, con conferimenti

obbligatori interni ai locali.

n Rintracciare distese di

rifiuti negli oceani rimane

complesso. La sfida

principale consiste nel

seguire le scie di detriti che

si radunano dove le correnti

si scontrano. L'istituto

svizzero EPFL ha lanciato il

progetto ADOPT (AI for

Detecting Ocean Plastic

Pollution with Tracking).

L'iniziativa punta a due

obiettivi: localizzare le

macro-aree di plastica

tramite immagini satellitari

e calcolarne lo

spostamento futuro, per

consentire alle squadre di

recupero di intervenire

anche dopo 24 ore dalla

segnalazione.

Il risultato è un innovativo

algoritmo di AI capace di

analizzare enormi volumi di

dati satellitari in tempo

reale. Il sistema riesce a

distinguere i detriti plastici

dagli elementi naturali con

un livello di precisione

inedito, facilitando le

operazioni di pulizia dei

mari.

I Giochi olimpici Milano-Cortina sono stati

un gran successo. Ma come è andata

la gestione dei rifiuti e cosa ci è rimasto?

Ludovica Bianchi

Ce lo siamo chiesti nei giorni che hanno

seguito la chiusura dei giochi olimpici.

E che ci hanno lasciato un grande vuoto

per le bellissime emozioni regalate. Durante

l’importante manifestazione, la raccolta rifiuti

ha ovviamente subito modifiche significative

per gestire l’aumento di produzione legato all’evento,

con servizi anticipati all’alba in diverse

aree per evitare problemi di viabilità.

In assenza di report

Non sono disponibili dati precisi sulla quantità

L’eredità

“Non tutto il male viene per nuocere” e da cittadini

milanesi non abbiamo avuto particolari

disagi, anzi. La manifestazione ha lasciato iniziative

di sostenibilità come bottiglie PET 100%

riciclate per bevande e campagne come

"Follow the Flo" per la differenziata. In Val di

Fiemme, sono stati schierati quasi 1000 cassonetti

extra per i siti olimpici che, presumibilmente

rimarranno.

Al momento in cui stiamo scrivendo (abbondantemente

post olimpiadi terminate il 22 febbraio),

non risultano report di criticità persistenti

su Milano e i servizi dovrebbero essere

tornati alla normalità, salvo ritardi residui non

documentati nelle fonti disponibili.

Possiamo dire che è andata bene…. l

Maggio 2026



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

38

RIFIUTI SOLIDI

DECOMMISSIONING E NON SOLO

DECOMMISSIONING E NON SOLO

RIFIUTI SOLIDI

39

Traslochi tecnici, quando

il trasferimento richiede

competenze specialistiche

Dalla movimentazione di strumentazione

scientifica alla gestione di sostanze pericolose:

il servizio di MITAmbiente per trasferimenti

di laboratori in contesti tecnologici complessi

Il trasloco di laboratori e ambienti scientifici

è un’operazione complessa che va ben oltre

il semplice spostamento di attrezzature e

arredi: strumentazioni ad alto contenuto tecnologico,

apparecchiature delicate, sostanze

pericolose presenti per le varie attività di ricerca.

Tutto questo richiede una gestione con competenze

tecniche specifiche, un’attenta pianificazione

operativa e il rispetto della normativa in

materia di sicurezza e tutela ambientale.

Competenze e organizzazione

In questo ambito si colloca il servizio di traslochi

tecnici sviluppato da MITAmbiente, società

con il know-how specifico per la gestione

completa di tutto il processo di trasferimento

di laboratori, partendo dalla progettazione del

servizio fino all’esecuzione con il relativo collaudo

a fine lavori.

MITAmbiente cura ogni dettaglio, partendo dal

sopralluogo tecnico finalizzato all’acquisizione

degli elementi utili per la progettazione del servizio.

Non è solo questione di logistica: sono necessarie

la conoscenza approfondita degli strumenti

di laboratorio, l’identificazione delle fasi

critiche specifiche per ogni sito, nonché la continuità

operativa dei laboratori con la riduzione

al minimo i tempi di inattività.

La progettazione del servizio è fondamentale:

ottimizzazione dei tempi e delle risorse, disponibilità

del materiale di imballaggio e attrezzature

specifiche, spirito di squadra e affiatamento

tra colleghi.

Un bel DNA

MITAmbiente mette in campo competenza e

professionalità per l’esecuzione degli smon-

taggi conservativi della strumentazione di laboratorio

e degli arredi, con attrezzature all’avanguardia

per garantire l’integrità della

strumentazione scientifica durante le fasi di

smontaggio, trasporto e rimontaggio. Molte

apparecchiature – come microscopi elettronici,

sequenziatori di DNA, bilance di precisione,

spettrometri – sono estremamente sensibili

e richiedono imballaggi specifici per evitare

urti e vibrazioni che causerebbero danneggiamenti,

nonché mezzi di trasporto con sospensioni

pneumatiche per migliorare il comfort

di marcia assorbendo efficacemente le asperità

del terreno.

Una fase fondamentale del trasloco tecnico è il

trasporto stradale dal vecchio sito al nuovo sito

dove il laboratorio prenderà vita: MITAmbiente

organizza il trasferimento tenendo conto di dimensioni,

peso e fragilità delle apparecchiature,

individuando le modalità di movimentazione più

idonee nonché i mezzi di trasporto più consoni

in base anche agli spazi a disposizione presso

i vari siti.

Quindi si conclude con l’introduzione e il rimontaggio

e collaudo/taratura della strumentazione

presso i nuovi laboratori, garantendo la funzionalità

degli stessi e il ripristino dell’operatività.

Procedure specifiche

Completano il tutto la competenza e l’esperienza

di MITAmbiente nel trasporto di merci pericolose

– tutte le classi della regolamentazione ADR –

per il trasporto di reagenti, sostanze tossiche,

infiammabili, radioattive, pericolose per l’ambiente,

nel pieno rispetto delle rigide normative

di sicurezza. Con la classificazione del materiale

pericoloso con attribuzione del codice UN più

appropriato, nonché l’identificazione dell’imballaggio

più idoneo per il successivo confeziona-

mento a norma e relativa etichettatura. Il trasporto

di merci pericolose in sicurezza è un

obiettivo fondamentale e primario per portare

a termine con successo un servizio di trasloco

tecnico di laboratori.

MITAmbiente è in grado di organizzare traslochi

tecnici su scala nazionale garantendo interventi

efficienti e conformi alle normative ambientali

e di sicurezza.

l

ENGLISH ABSTRACT

Technical moves,

when relocation requires

specialist skills

Il trasferimento

di apparecchiature

scientifiche necessita

di personale

specializzato

che si prende cura

di tutte le fasi,

con l’obiettivo

di ridurre

i rischi operativi

e limitare i tempi

di fermo dell’attività.

The relocation of scientific laboratories is a complex activity that requires

specific technical expertise, careful planning, and compliance with safety

and environmental regulations. It is not simply a matter of moving equipment,

but of handling delicate instruments and hazardous substances. In this context

operates MITAmbiente, a company specialized in the complete management

of technical relocations, from planning through to final testing.

The service begins with a technical inspection to gather useful information

and identify critical issues, ensuring operational continuity. The planning

phase allows for the optimization of time and resources, while execution

includes dismantling, transport, and reassembly using suitable equipment

and packaging to protect sensitive instruments.

Particular attention is given to transport, organized according to size,

weight, and fragility. The company also handles hazardous materials in

compliance with ADR regulations, taking care of classification, packaging,

and labeling, ensuring efficient and safe operations nationwide.

Maggio 2026

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

40 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

IN VETRINA A IFAT

Rivoluzione solare

A IFAT, FOR REC presenta le sue tecnologie

innovative per il riciclo di pannelli

fotovoltaici. Con la sua esperienza nei RAEE,

l'azienda offre soluzioni efficienti e sostenibili

per trasformare i rifiuti solari in risorse

ENGLISH ABSTRACT

FOR REC propone un avanzato impianto

di riciclaggio per pannelli fotovoltaici

capace di trattare fino a 4 tonnellate

l’ora, rispondendo alla priorità essenziale di

gestire i pannelli a fine ciclo.

ll sistema si sviluppa attraverso stadi di selezione

altamente precisi, finalizzati a massimizzare la

valorizzazione di alluminio, vetro, silicio ed EVA,

riducendo al minimo le frazioni non recuperabili.

Grazie a un'architettura completamente modulare

e personalizzabile, il layout dell'impianto

si integra in qualsiasi contesto operativo,

rispondendo in modo dinamico ai diversi volumi

di trattamento.

La visione di Marco Zoccarato,

CEO di FOR REC

Questa evoluzione tecnologica si fonda sul

consolidato know-how dell'azienda.

Marco Zoccarato, CEO di FOR REC, sottolinea

Photovoltaic recycling

As solar installations surge, managing end-of-life panels is crucial. FOR

REC addresses this with an advanced recycling plant processing up to 4

tons per hour of any panel type. The system uses precise selection stages

to maximize the recovery of aluminum, glass, silicon and EVA, minimizing

waste. Its fully modular and customizable architecture dynamically fits any

operational context.

CEO Marco Zoccarato calls this technological evolution a "natural extension

of our long experience in WEEE treatment."

Facing the upcoming solar waste tsunami, he states: "The real challenge

will be to achieve purity levels that make recycling truly economically and

industrially sustainable."

These innovations will be showcased at IFAT Munich, the leading environmental

tech fair. Discover the FOR REC recycling line in advance!

infatti che: "Il riciclo dei pannelli fotovoltaici

rappresenta un'estensione naturale della nostra

lunga esperienza nel trattamento dei

RAEE".

In vista dell'imminente "tsunami" di rifiuti da

pannelli solari in arrivo, Zoccarato traccia la

rotta per l'industria: "La vera sfida oggi, e ancor

più negli anni a venire, sarà raggiungere

livelli di purezza tali da rendere il riciclo realmente

sostenibile dal punto di vista economico

e industriale".

L’innovazione del riciclaggio

sbarca a Monaco

Questa e molte altre innovazioni verranno presentate

a IFAT Monaco, la principale fiera internazionale

per le tecnologie ambientali.

Questo evento rappresenta la vetrina ideale

per presentare al mercato globale le più recenti

innovazioni nel trattamento dei rifiuti,

con un focus strategico su un settore in fortissima

espansione: il riciclo dei moduli solari

giunti a fine vita.

l

Maggio 2026

TRITURATORELENTO

LS3600TX

Trituratuto.Senzacompromessi.

Seccononriciclabile,materialeorganico,RSU,materassie

materialidademolizioni.

Menofermi.Piùresa.

Rotoremonoalbero,trasmissionemeccanicadireta,accesso

completoalrotoreealvanomotore.

AffidatiaVermeerItalia



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

42 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

FORMAZIONE

FORMAZIONE

RIFIUTI SOLIDI

43

Decodifica i pericoli

nascosti

L’analisi di rischio dei siti contaminati

rappresenta oggi uno strumento fondamentale

per la tutela della salute umana e ambientale

Olga Chitotti,

Emanuela Crognale

Fast Ambiente

Academy

!

In un contesto caratterizzato da una crescente

attenzione verso la qualità delle

matrici ambientali e il recupero delle aree

compromesse, l’analisi di rischio consente

di valutare in modo scientifico e sito-specifico

gli impatti potenziali degli inquinanti, supportando

decisioni efficaci in materia di bonifica

e gestione sostenibile del territorio. In

questo scenario, la formazione e l’aggiornamento

continuo dei professionisti del settore

assumono un ruolo strategico.

FAST Ambiente Academy si distingue da anni

come punto di riferimento per la diffusione

di competenze avanzate in ambito ambientale.

L’Academy, attraverso corsi, seminari e

attività di approfondimento, promuove una

cultura tecnico-scientifica aggiornata, capace

di rispondere alle sfide contemporanee legate

alla gestione dei siti contaminati, alla soste-

Maggio 2026

Il percorso formativo,

indirizzato

a professionisti

che operano

nel settore bonifiche,

prevede

l’esercitazione

con casi studio reali.

nibilità e alla transizione verso modelli di economia

circolare.

Super collaudato

Da 14 anni FAST Ambiente Academy propone

un corso sull’Analisi di Rischio dei Siti

Contaminati, quest’anno il corso si svolgerà

interamente online nei giorni 13-14-20-21-

27-28 aprile, con possibilità di dibattito tra

docenti e partecipanti. Il percorso formativo,

articolato in tre moduli principali, è rivolto a

professionisti, operatori sia pubblici che privati

del settore bonifiche. Nel corso organizzato

da FAST Ambiente Academy c’è la possibilità

di esercitarsi con casi studio reali e

software gratuiti messi a punto da professionisti

ed enti di ricerca.

Grazie alla professionalità di istituti scientifici

ed enti di controllo quali ISPRA, ISS, Regione

Lombardia e le diverse ARPA regionali, si

comprenderanno a fondo i criteri di analisi

di rischio.

I Criteri metodologici 2008 rappresentano il

riferimento tecnico italiano per l'applicazione

dell'analisi di rischio sanitaria ambientale ai

siti contaminati e verranno affrontati in dettaglio

nel corso. Inoltre verrà trattata la Linea

Guida SNPA 46/2023 nata per risolvere i dubbi

interpretativi sulla gestione di questi mate-

Maggio 2026

Focus sui moduli

Modulo 1 (base)

Il primo modulo introduce il quadro normativo delle bonifiche,

dal livello nazionale a quello regionale, fornendo le basi di riferimento.

Approfondisce i criteri ISPRA dell’analisi di rischio, con

focus su modello concettuale, esposizione e calcolo del rischio.

Include infine applicazioni su materiali di riporto, rischio sanitario

e sicurezza dei lavoratori.

Modulo 2 (intermedio)

Il secondo modulo ha un approccio pratico, con esercitazioni

su casi studio tramite il software Risk-net 3.2. Approfondisce il

monitoraggio degli aeriformi, in particolare la camera di flusso.

Completa il quadro l’analisi delle tecniche di campionamento

del soil gas e delle esperienze operative delle ARPA.

Modulo 3 (avanzato)

Il terzo modulo approfondisce le linee guida SNPA sul monitoraggio

dei vapori e l’uso dei dati nell’analisi di rischio. Analizza

applicazioni su soil gas e camere di flusso. Si conclude con esercitazioni

tramite il software Rome Plus e test finale di verifica.

riali, stabilendo criteri uniformi su tutto il territorio

nazionale in merito al campionamento,

all’analisi e ai test di cessione, per poi approfondire

con la Linea Guida 46 bis/2023 l'applicazione

dell’analisi di rischio ai materiali

di riporto.

Una speciale trattazione sarà riservata alle

matrici aeriformi, in particolare campionamento

con soil gas e flux chamber, e la conseguente

valutazione di rischio attraverso le

indicazioni delle linee guida SNPA n. 15/2018

e n. 17/2018 ed arricchite dall’esperienza pratica

di diverse ARPA.

l

Per visionare il programma

completo del corso

è possibile scansionare

il QR code.

Informazioni:

[email protected]



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

44 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

IN VETRINA A IFAT

Più compatti, più forti

Nebulizzatori compatti Cannoni-Conrad,i nuovi

modelli debutteranno alla fiera IFAT di Monaco

ENGLISH ABSTRACT

Precision and less waste

Dust and odor control is a key challenge across sectors such as waste management,

demolition and port logistics, requiring effective solutions that

balance performance with limited resources like water and energy.

In this context, Cannoni-Conrad focuses on compact dust suppression systems

designed for operational efficiency and reduced consumption.

Unlike traditional large misting cannons, these units deliver comparable

performance in easily transportable and flexible configurations. Integrated

power regulators allow operators to adjust spraying range and output according

to real needs, improving precision while minimizing waste.

The company will showcase its solutions at IFAT Munich, Hall B4, Stand 527.

Il controllo delle polveri e degli odori è un

tema trasversale che coinvolge numerosi

settori: dalla gestione e il riciclo dei rifiuti

alla demolizione, dalla logistica portuale fino

agli ambiti più specifici come il raffreddamento

delle scorie di fonderia. Un raggio d’azione

ampio e variegato, accomunato però da una

stessa esigenza: contenere le emissioni polverose

e odorifere in modo efficace e sostenibile,

pur facendo i conti con risorse sempre

più costose e limitate come acqua ed energia.

In questo contesto si inserisce l’approccio dell’azienda

mantovana Cannoni-Conrad, che ha

scelto di puntare su praticità operativa e consumi

contenuti. La linea compatta di abbattitori

di polveri offre infatti prestazioni paragonabili a

quelle dei grandi nebulizzatori, ma racchiuse in

chassis facilmente trasportabili e movimentabili.

Potenza e controllo operativo

Alla base di questi sistemi vi è una progettazione

attenta, fondata sull’abbinamento virtuoso dei

componenti per ottimizzare i consumi senza

compromettere le performance.

“Gli operatori guardano con piacevole stupore

alla nostra nuova linea compatta, abituati come

molti all’equazione cannone grande = grande

gittata, spesso accompagnata però da consumi

molto elevati”, afferma il responsabile commerciale

Emanuele Rastelli. “Compatto, in questo

caso, non significa riduzione delle prestazioni,

ma ottimizzazione dell’efficienza operativa”.

Un ulteriore elemento distintivo delle macchine

Cannoni-Conrad è rappresentato dall’utilizzo

di regolatori di potenza integrati. Questo

sistema consente di impiegare la massima

potenza solo quando necessario e di gestire

con precisione la lunghezza della gittata del

flusso nebulizzante. Una funzione particolarmente

utile nei contesti operativi complessi,

dove è fondamentale controllare le interferenze

e concentrare la nebulizzazione esclusivamente

nelle aree interessate, evitando sconfinamenti

verso zone limitrofe o aree di bonifica

delimitate. La nebulizzazione deve infatti accompagnare

le attività operative adattandosi

alle loro evoluzioni, e in questo senso la possibilità

di regolare il flusso d’acqua consente

una gestione più flessibile ed efficiente degli

interventi. I nebulizzatori compatti Phoenix,

Titan e Hydra saranno esposti a IFAT, in programma

a Monaco di Baviera dal 4 al 7 maggio,

presso lo stand 527 del padiglione B4,

offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere

da vicino le soluzioni sviluppate dall’azienda

mantovana.

l

L’unica fiera

internazionale di

riferimento in Italia,

dedicata

esclusivamente al

settore idrico civile

e industriale, torna

per la 19° edizione

in Puglia.

I temi:

• Trattamento e riuso

delle acque

• Potabilizzazione

• Desalinizzazione

• Digitalizzazione

• Riduzione

delle perdite

• Sostenibilità

delle risorse idriche

• Aggiornamenti

normativi e tecnici

26-27 11 2026

Nuova Fiera del Levante, Bari

www.accadueo.com

Un evento di Promosso da Segreteria Organizzativa Main Media Partner

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

46 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

NEWS

Monitor for Circular Fashion

di SDA Bocconi: sostenibilità

e circolarità non più iniziative

parallele, ma leve strategiche

per un vantaggio competitivo

La moda che rigenera

La SDA Bocconi School of Management

ha ospitato l'incontro "Transform to

Perform", un importante simposio focalizzato

sul legame tra economia circolare

e futuro del comparto moda.

L'evento, coordinato dal Sustainability Lab e

dal Monitor for Circular Fashion, ha creato un

punto di contatto strategico tra i vertici delle

istituzioni europee, i rappresentanti dei ministeri

italiani e i principali attori della filiera produttiva.

Durante il dibattito si è discusso di

come la circolarità possa diventare un driver

concreto di competitività per l’industria tessile,

dell’abbigliamento, della pelle e delle calzature

(TCLF).

Secondo Francesca Romana Rinaldi, Di -

rettrice di M4CF SDA Bocconi, la chiave del

cambiamento risiede nel progettare prodotti

più durevoli, estendere la vita dei prodotti valorizzando

rifiuti-risorsa pre e post-consumo,

rendere le filiere tracciabili e innovare le catene

del valore attraverso modelli di business

del riuso e del riciclo.

L’unione che fa la forza

L'evento ha evidenziato, in particolare, come

la sostenibilità e la cooperazione tra pubblico

e privato siano ormai essenziali per la competitività

del Made in Italy.

Il rapporto illustra lo stato attuale della circolarità

nel sistema moda sulla base dei contributi

dei 27 partner dell’osservatorio di ricerca

e individua le leve chiave per trasformare gli

sforzi di transizione in valore economico, ambientale

e sociale tangibile

Il dibattito si è poi esteso alle applicazioni pratiche,

analizzando il Manifesto della moda circolare

e il ruolo cruciale di tecnologie come

l'intelligenza artificiale nel ridisegnare i processi

produttivi. Tra analisi macroeconomiche e il

debutto di nuove startup nel C-Factor (con elevator

pitch di Revivo, REJU e Cloov), l'evento ha

ribadito che la resilienza del settore moda passa

per una strategia che unisca ricerca accademica

e innovazione industriale, posizionando

la circolarità non come un obbligo, ma come

un vantaggio competitivo.

l

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

48 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

NEWS

Patapim patapum e patapam

Ludovica Bianchi

Il MASE riconosce CoGePir

come sistema per la raccolta

e smaltimento dei rifiuti

pirotecnici in Italia

Consorzio Gestione Pirotecnici, da consorzio

volontario, diventa soggetto di

diritto privato facente funzione pubblica.

Questo col DM 2 febbraio 2026 n. 32 del Mi -

nistero dell’Ambiente e della Sicurezza Ener -

getica. Il sistema è infatti l’unico nel nostro

Paese che si occupa della raccolta e dello

smaltimento degli articoli pirotecnici - siamo

in ambito di segnalazione, soccorso, sicurezza

e spettacolo - quando questi diventano rifiuti

esplodenti a seguito di: scadenza naturale o

di sequestro da parte delle Forze dell’Ordine

e successivo ordine di distruzione emesso

dall’Autorità Giudiziaria.

Come opera

CoGePir è costituito dai principali produttori

e importatori del settore pirotecnico. Per

adempiere agli obblighi previsti dal Decreto

Interministeriale 12 maggio 2016 n. 101 applica

in questo settore specifico, in quanto è

“l’unico settore merceologico che risponde

contemporaneamente a due normative primarie”:

ossia al testo Unico Ambientale (TUA)

e il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Si -

curezza (TULPS). Conditio sine qua non, competenze

tecniche, autorizzazioni specifiche e

una filiera ben costruita e organizzata che garantisca

la tracciabilità e il corretto smaltimento,

nonché il fine vita di questi dispositivi

che identificano oggetti ad alto potenziale di

rischio per la sicurezza pubblica.

Un sistema in crescita

Nel 2025 CoGePir ha gestito 51 tonnellate. Nel

“mazzo” ha raccolto e avviato a distruzione

51.426 kg di dispositivi pirotecnici a fine vita,

registrando un aumento significativo rispetto

al 2024 e 2023 (rispettivamente con 48.745 kg

e 39.943 kg).Stiamo parlando di tutti i prodotti

pirotecnici utilizzati in ambito nautico, ferroviario,

professionale e di sicurezza, ma anche

in ambito di spettacoli ed eventi e che non possono

essere dismessi attraverso i canali più

comuni. Il Consorzio si occupa quindi sia della

raccolta controllata che del trasporto autorizzato,

ma anche del deposito di esplosivi certificati

e della loro distruzione in impianti specializzati.

Si collabora anche con le Forze dell’Ordine

Il CoGePir lavora anche in ambito Forze di

Pubblica Sicurezza e gestisce i materiali pirotecnici

sequestrati su ordine dell’Autorità

Giudiziaria. Nel 2025 sono stati sequestrati ed

affidati al Consorzio 9.265 kg e, dall’inizio dell’anno,

siamo già a 5.946 kg.

I depositi esplosivi messi a disposizione delle

Forze di Pubblica Sicurezza sono almeno uno

per ogni Regione: in questo modo si cerca di

garantire una filiera controllata per il deposito

giudiziale (con successiva distruzione dei materiali)

e si nobilita il ruolo di CoGePir a presidio

di sicurezza pubblica non limitandolo quindi

a solo strumento ambientale.

l

Maggio 2026

THE ELECTRIC MOBILITY TECH EXHIBITION

7-9 OCTOBER 2026

BOLOGNA EXHIBITION

CENTRE - ITALY

International Exhibition and

Conference on Advanced Batteries

and Innovative Technologies

for Production & Recycling

of Automotive, Transportation,

Industrial Electric and Hybrid Vehicles

PART OF URBAN TECH 2026

IN CONJUNCTION WITH

5 TH EDITION

IN COLLABORATION WITH ORGANIZED BY

www.e-tech.show



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

50 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

IN VETRINA A IFAT

IN VETRINA A IFAT

RIFIUTI SOLIDI

51

Costruiti per durare:

Pulizia totale, zero pause

garanzia di valore

ENGLISH ABSTRACT

Iln occasione di IFAT 2026, TANA celebra

oltre mezzo secolo di innovazione nel trattamento

dei rifiuti con un annuncio che

conferma l’affidabilità delle sue soluzioni.

Da 55 anni, la filosofia del brand è progettare

macchine capaci di garantire prestazioni costanti

e continuità operativa, trasformando

la robustezza in un vantaggio competitivo per

chi le utilizza.

Feel the Energy at IFAT

Tana is set to make a strong impact at IFAT 2026, inviting visitors to Feel

the Energy through a dynamic showcase of advanced machines, innovations,

and next-generation digital solutions including new developments to be

revealed at the event. As Tana celebrates its 55th anniversary, the company

will present a compelling experience combining performance, sustainability,

and intelligent technology demonstrating how efficiency and operational

excellence go hand in hand. A must-see highlight: TANA Hammerhead

Visitors can experience the TANA Hammerhead, a mobile shredder delivering

exceptional power and capacity in demanding environments. Built

for maximum uptime and productivity, it reflects Tana’s commitment to

performance. Join us at IFAT 2026 in Hall B5, booth 227.

55 anni di esperienza nella

gestione dei rifiuti e una

promessa concreta:

macchine affidabili e robuste

per limitare i tempi di fermo

Una gamma progettata per le sfide reali

La gamma di trituratori TANA è progettata per

massimizzare l’efficienza degli impianti moderni,

garantendo continuità operativa e minimi tempi

di fermo grazie a una piattaforma tecnologica

robusta e condivisa. TANA Shark: È il punto di

riferimento per le sfide più estreme. Versatile e

potente, mantiene prestazioni costanti anche

con i materiali più difficili da trattare, come pneumatici

da cava, gomma portuale, corde navali,

tessili e scarti di cartiera.

TANA Hammerhead: La soluzione ideale per

chi punta all'alta produttività. Progettato per ottimizzare

i flussi di lavoro su materiali meno impegnativi,

permette di gestire grandi volumi in

tempi ridotti, aumentando la redditività dell'impianto.

Il 2026 rappresenterà un momento cruciale

per il confronto e l’innovazione nel settore

ambientale.

Presso lo stand TANA ad IFAT sarà possibile:

incontrare gli esperti: confrontarvi direttamente

con il team TANA e la nostra rete internazionale

su esigenze operative e scenari futuri; vedere

le macchine dal vivo: esaminare da vicino la potenza

del TANA Hammerhead ed assistere alle

dimostrazioni live del TANA Shark; scoprire l'anteprima

e conoscere in anticipo le nuove soluzioni

tecnologiche.

Un’occasione concreta per approfondire soluzioni

già disponibili, pensate per rispondere alle

vostre esigenze operative, e valutarne l’applicazione

diretta nei diversi contesti del settore

della gestione dei rifiuti.

l

Scansiona il qr

e scopri cosa

Tana ha

preparato

per celebrare

i 55 anni.

Maggio 2026

La tecnologia Shock Pulse di Explosion Power utilizza impulsi d'urto

generati da combustione controllata per pulire le caldaie industriali

La generazione di energia sostenibile richiede

caldaie pulite. Le incrostazioni

compromettono lo scambio termico,

causando fermi impianto non pianificati, riduzione

dell'efficienza e aumento delle emissioni.

La tecnologia Shock Pulse di Explosion Power

fa la differenza: utilizzando impulsi d'urto mirati

generati dalla combustione controllata di

gas, il sistema pulisce le caldaie in modo affidabile,

sicuro ed efficiente, senza interrompere

il funzionamento.

Più efficienza, zero ossigeno esterno

Un punto di forza della consolidata serie SPGr

è l'uso comprovato di aria compressa invece

dell'ossigeno. Mentre altri cercano di presentarlo

come una novità, Explosion Power definisce

questo standard da anni.

Grazie a un compressore integrato che fornisce

l'aria necessaria per la combustione stechiometrica,

il sistema elimina la necessità

di forniture esterne di ossigeno, garantendo

una maggiore sicurezza e intervalli di manutenzione

significativamente più lunghi.

Questa tecnologia matura previene l'usura

termica o l'abrasione dei fasci tubieri.

Rispetto ai soffiatori di fuliggine a vapore, consente

di risparmiare vapore di processo e riduce

la temperatura dei fumi, aumentando la

disponibilità dell'impianto.

Con oltre 1.300 unità consegnate in tutto il

mondo, questo sistema certificato CE rimane

il punto di riferimento del settore per affidabilità

in impianti di termovalorizzazione, biomasse,

centrali a carbone, raffinerie e molti

altri settori.

L'onda di pressione generata dal dispositivo

viene introdotta nella caldaia, dove induce

un'onda strutturale all'inter-no dei depositi e

mette in vibrazione i fasci tubieri e le pareti.

Ciò rimuove le incrostazioni e garantisce uno

scambio termico efficiente. La tecnologia viene

applicata con successo in un'ampia varietà di

tipi di impianti e design di caldaie. Prevenendo

Maggio 2026

l'accumulo di incrostazioni pesanti, i generatori

SPG consentono un aumento del carico e

della produttività della caldaia, migliorando

significativamente le prestazioni complessive

dell'impianto.

l

ENGLISH ABSTRACT

Shock Pulse Technology

Sustainable energy generation requires clean boilers. Fouling impairs heat

transfer, leading to unplanned shut-downs, reduced efficiency, and higher

emissions. Shock Pulse Technology from Explosion Power makes the differ-ence:

Using targeted Shock Pulses generated from controlled gas combustion,

the system cleans boilers reliably, safely and efficiently – without

interrupting operations.

A core strength of the established SPGr series is its proven use of compressed

air instead of oxygen. With an inte-grated compressor supplying the air for

stoichiometric combustion, the system eliminates the need for external oxygen

supplies, ensuring higher safety and significantly longer maintenance

intervals. This mature technology prevents thermal wear or abrasion on

tube bundles. Compared to steam-based sootblowers, it saves process

steam and lowers flue gas temperatures, increasing plant availability. With

1,300+ units delivered worldwide, this CE-certified system remains the industry

benchmark for reliability.

Shock Pulse Generators developed and manufactured by Explosion Power

GmbH enable efficient boiler cleaning for various steam boiler applications

in the field of waste incineration, biomass power plants, coal-fired power

plants, smelting plants, refineries and many more.



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

52 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

IN VETRINA A IFAT

IN VETRINA A IFAT

RIFIUTI SOLIDI

53

Ritorno al Futuro

Stadler ha modernizzato l'impianto di selezione

imballaggi BZB ad Amorebieta- Extano,

raddoppiando aumentando la capacità

di trattamento da 3 a 8 tonnellate l’ora

Come il film cult tornato di recente sul

grande schermo, il primo impianto chiavi

in mano di Stadler in Spagna rinasce

dopo venticinque anni, pronto per affrontare le

sfide future del riciclo.

Era il 2022 quando l’impianto di selezione imballaggi

leggeri BZB di Amorebieta-Extano, nei

Paesi Baschi, venne inaugurato. Oggi, a ventiquattro

anni di distanza, BZB ha nuovamente

scelto Stadler per progettare e realizzare la nuova

linea di selezione. La modernizzazione ha

trasformato l’impianto in una struttura più potente,

automatizzata e pronta per le sfide future

del riciclo, consolidando una collaborazione che

dura da oltre due decenni.

Il nuovo impianto è stato aperto il 27 gennaio

2026 alla presenza dei rappresentanti di BZB,

Ecoembes, STADLER e delle istituzioni locali.

L’upgrade segna un passo avanti significativo

per la gestione dei rifiuti nella regione, aumentando

capacità, automazione e livello di digitalizzazione.

BZB (Bizkaiko Zabor Berziklategia)

è una partnership pubblico-privata tra Garbiker,

società del Consiglio provinciale di Bizkaia, e

Trienekens País Vasco.

L’impianto tratta gli imballaggi provenienti dalla

raccolta domestica e commerciale, trasformandoli

in materie prime seconde e contribuendo

allo sviluppo dell’economia circolare locale.

Maggio 2026

Una partnership storica che si rinnova con

tecnologie all’avanguardia

"Questo progetto ha per me un significato

molto speciale", racconta Carlos Manchado

Atienza, direttore vendite internazionali di

Stadler. "Il primo impianto BZB fu il primo contratto

completo che firmai in Spagna quando

ero distributore dell’azienda. Poter oggi firmare

il nuovo sito come parte del team Stadler

è motivo di grande orgoglio".

La modernizzazione è stata realizzata valorizzando

l’infrastruttura esistente. Invece di trasferire

l’impianto, il progetto ha integrato tecnologie

di selezione di ultima generazione

all’interno della struttura originaria.

Nonostante i vincoli dell’edificio, il risultato è

riuscito a realizzare una linea più compatta

ed efficiente, con prestazioni nettamente superiori

rispetto al passato.

Il nuovo impianto raddoppia aumenta la capacità

di trattamento, passando da 3 a 8 tonnellate

all’ora, e migliora la qualità delle frazioni

recuperate, tra cui PET, HDPE, PP, PS,

film plastici e metalli ferrosi e non ferrosi. Il

materiale viene alimentato automaticamente,

pre-triturato e diviso in frazioni granulometriche,

lavorate con separatori balistici, magnetici

e induttivi e selettori ottici NIR ad alte

prestazioni. Infine, i materiali selezionati vengono

convogliati nei bunker dedicati e pressati

in balle pronte per la spedizione.

Digitalizzazione e sostenibilità al centro

dell’upgrade

Uno degli elementi più innovativi è l’integrazione

di STADLERconnect, la piattaforma digitale

per il monitoraggio e la manutenzione

predittiva. L’impianto è il primo in Spagna a

beneficiare di questa tecnologia, che permette

di controllare lo stato delle apparecchiature

in tempo reale e intervenire in modo proattivo,

massimizzando l’efficienza operativa.

Il progetto è stato completato in tempi record:

Maggio 2026

il montaggio ha richiesto poco più di tre mesi

e mezzo, con la messa in servizio conclusa due

mesi prima del previsto. "La modernizzazione

del nostro impianto rappresenta un passaggio

fondamentale", commenta Pedro Goicoechea,

direttore generale di BZB Amorebieta. "Ci permette

di aumentare l’efficienza e recuperare

più materiali, preparandoci per affrontare le

sfide future del riciclo e raggiungere i nostri

obiettivi di sostenibilità."

Per STADLER, il nuovo impianto non è solo

una vetrina tecnologica, ma anche il simbolo

di una collaborazione di lungo periodo che collega

il primo progetto realizzato in Spagna alla

nuova generazione di impianti di selezione intelligenti

e digitalizzati.

l

ENGLISH ABSTRACT

Back to the Future

Sviluppo velocissimo:

montaggio completato

in meno di quattro

mesi, e messa

in funzione operativa

raggiunta con

sessanta giorni

di anticipo sui piani

originali.

Twenty-four years after STADLER built its first turnkey sorting plant in

Spain, the BZB light packaging facility in Amorebieta-Extano, Basque

Country, has undergone a full modernization. The upgrade transforms

the plant into a more powerful, automated, and digitally connected facility,

reinforcing a collaboration that has lasted over two decades. The renovated

plant, inaugurated on January 27, 2026, at an event attended by BZB,

Ecoembes, STADLER, and local authorities, marks a significant step forward

for waste management in the region. BZB, a public-private partnership between

Garbiker and Trienekens País Vasco, processes household and commercial

packaging into high-quality secondary raw materials, supporting

the local circular economy. The modernization integrates state-of-the-art

sorting technologies, increasing throughput from 3 to 8 tons per hour, improving

material purity, and reducing manual intervention. Advanced features

include automatic feeding, pre-shredding, ballistic, magnetic, and optical

sorting, and secure digital monitoring through STADLERconnect for predictive

maintenance. The project, completed in just over three months, not only

enhances operational efficiency and sustainability but also symbolizes continuity,

linking STADLER’s first Spanish turnkey plant with the next gene -

ration of smart, automated sorting facilities.



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

54 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

NEWS

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

55

Pile esauste

non perdute

Il sistema nazionale di raccolta e gestione

di pile e accumulatori ha archiviato il 2025

come un anno di profonda trasformazione

Eliana Puccio

- secondo il Rapporto Annuale

pubblicato dal CDCNPA (Centro di

L’Italia

Coordinamento Nazionale Pile e

Accumulatori) - si trova in una fase di transizione

cruciale.

Se da un lato i numeri confermano la solidità

della rete logistica, dall’altro l’entrata in vigore

del nuovo Regolamento Europeo impone un

cambio di passo immediato per raggiungere

i nuovi target di sostenibilità.

Oltre 8,8 milioni di kg raccolti

Nel corso dell'ultimo anno, il sistema ha gestito

complessivamente 8.868.248 chilogrammi

di batterie portatili esauste (le comuni stilo,

alcaline, a bottone o le batterie di smartphone

e laptop). Sebbene il confronto con il 2024 mostri

un calo nominale del 14,6%, il CDCNPA

chiarisce che non si tratta di un’efficienza minore,

bensì di un "effetto ottico" normativo.

L’introduzione del Regolamento UE 2023/1542

ha infatti ridefinito in modo più stringente cosa

rientra nella categoria "portatili", escludendo

tipologie di rifiuti prima conteggiate. Al netto

di questa riclassificazione contabile, la raccolta

coordinata direttamente dal Centro ha continuato

a mostrare segnali di crescita. Uno dei

punti di forza del modello italiano è la sua infrastruttura

fisica.

I punti di raccolta iscritti al Centro di Coordi -

namento sono saliti a 15.053, segnando un incremento

del 3,5% nell'ultimo anno e un impressionante

+37% nel quinquennio.

La sfida europea

Le parole della Presidente del CDCNPA, Laura

Castelli, non lasciano spazio a compiacimenti.

“Il 2025 segna un confine: da un lato il consolidamento

di un sistema che ha dimostrato

solidità e capacità di crescita, dall'altro l'apertura

di una nuova fase dettata dal Re go la -

mento europeo sulle batterie“.

Con il Decreto Legislativo 29/2026, il Centro

di Coordinamento assume un ruolo più centrale

nella governance, ma il e tasso di raccolta

nazionale, fermo intorno al 31%, è lontano dagli

obiettivi sfidanti imposti dall'Europa. Il futuro

vedrà il CDCNPA impegnato nel rafforzamento

degli accordi con Comuni, distributori

e piattaforme digitali. L'obiettivo è trasformare

il sistema da una gestione basata sulla conformità

normativa in un vero modello di economia

circolare, in modo da potersi allineare

agli standard comunitari.

l

Second life in pista

n Tecnica Group accelera sul fronte della sostenibilità.

Grazie alle nuove partnership con Decathlon Italia e il

resort spagnolo Aramón, il sistema di raccolta si fa più

capillare, mentre la collaborazione con la tedesca CPS

GmbH chiude il cerchio: i materiali rigenerati tramite il

processo RYB tornano a nuova vita come componenti

tecnici per gli sci del Gruppo. Dal 2021 Tecnica Group

promuove la sostenibilità nel settore invernale

attraverso "Recycle Your Boots", un’iniziativa che

trasforma i vecchi scarponi da sci di ogni marca in

materiali rigenerati per nuove attrezzature. Finora il

progetto ha permesso di raccogliere circa 60.000 paia di

scarponi, recuperando l'85% dei componenti e

risparmiando all'ambiente 900 tonnellate di CO₂. In

Italia, Decathlon ha contribuito con 25 negozi

raccogliendo quasi 1600 paia di scarponi a fine

noleggio, mentre all'estero Aramón ha attivato punti di

raccolta sui Pirenei consegnando 600 paia di calzature.

Maggio 2026



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

56

RIFIUTI SOLIDI

FLUSSI DIGITALI NATIVI

FLUSSI DIGITALI NATIVI

RIFIUTI SOLIDI

57

Con l'avvento

dell'xFIR

e del RENTRI,

la gestione dei rifiuti

passa dal cartaceo

al flusso digitale

nativo.

Gestione rifiuti,

la svolta xFIR

L'adozione dell'xFIR trasforma la compliance

ambientale in un vantaggio competitivo. Ora

i flussi digitali nativi eliminano la burocrazia

cartacea e riducono i rischi sanzionatori

Nel panorama normativo italiano, la gestione

dei rifiuti è stata per decenni sinonimo

di una burocrazia pesante,

frammentata e spesso affidata alla memoria

del supporto cartaceo.

Tuttavia, la vera governance normativa non si

misura mai dal numero di adempimenti prodotti,

ma dalla capacità di un’organizzazione di

trasformare quegli obblighi in processi stabili,

fluidi e, soprattutto, verificabili.

Dal Formulario cartaceo all’xFIR

Il Formulario cartaceo ha generato criticità operative:

dati riportati manualmente, errori, incongruenze

con il registro, quarte copie smarrite.

La gestione analogica dipendeva

dall’attenzione dei singoli e impediva di individuare

con chiarezza dove si generasse un errore.

Con l'introduzione del Formulario digitale

(xFIR) nel sistema, RENTRI non cambia solo il

supporto, ma l'intero modello di governance.

Il passaggio al digitale sposta il baricentro dal

singolo documento al flusso di dati. Questa

evoluzione si basa su tre pilastri: Governabilità

del processo: ruoli, tempi e contenuti sono

tracciati in automatico. Questo elimina le incertezze

del cartaceo e rende ogni passaggio

immediatamente verificabile. Qualità giuridica

dell’informazione: grazie alla firma digitale e

alla marcatura temporale, l'informazione è

certa e autentica fin dal momento della sua

creazione.

Interoperabilità: l’xFIR dialoga direttamente con

i gestionali aziendali e il RENTRI, eliminando

doppie inserzioni e disallineamenti. La tracciabilità

diventa così parte naturale del lavoro quotidiano,

non un obbligo esterno.

Questa architettura consente di intercettare subito

le anomalie, abbattendo drasticamente il

rischio di sanzioni..

La sostenibilità operativa

La digitalizzazione stabilizza i processi e corregge

gli errori strutturali tipici della carta.

Automatizzare vidimazioni, archiviazione e ricerche

significa recuperare tempo e ridurre

i costi nascosti.

La sostenibilità diventa quindi: Ambientale ed

Economica - tracciabilità totale e riduzione

degli sprechi gestionali; Organizzativa e

Sociale - responsabilità chiare e maggiore

credibilità verso partner e stakeholder;

Culturale - il passaggio da una burocrazia subita

ad una gestione proattiva e consapevole.

economica: tracciabilità totale e riduzione degli

sprechi gestionali. Organizzativa e sociale: responsabilità

chiare e maggiore credibilità verso

partner e stakeholder. Culturale: il passaggio

da una burocrazia subita a una

gestione proattiva e consapevole.

Essere "Digital-Ready": un vantaggio

competitivo

Trasformare un obbligo in un processo integrato

genera prevedibilità e affidabilità. In un

mercato che premia la trasparenza, essere

"digital-ready" significa decidere più in fretta

e con dati certi, riducendo drasticamente le

contestazioni. L’xFIR non è una semplice dematerializzazione,

ma una leva strategica per

rendere l'azienda più efficiente e resiliente.

Il digitale è l’occasione per ripensare la gestione

dei rifiuti in ottica di controllo e qualità.

Per trasformare questo potenziale in risultati

concreti, è fondamentale scegliere soluzioni

capaci di integrare l’xFIR nell’ecosistema

aziendale, garantendo continuità operativa e

flussi di lavoro senza interruzioni.

Per rispondere a queste sfide, Wolters Kluwer

propone Atlantide, la piattaforma web che

semplifica e struttura l’intero ciclo dei rifiuti:

dalla produzione alla tracciabilità digitale tramite

RENTRI. In un mercato dove la qualità

del dato definisce la reputazione e la sostenibilità

aziendale, Atlantide è l’alleato strategico

per chi punta a un’operatività realmente digital-ready.

www.atlantide-web.it l

ENGLISH ABSTRACT

Waste Traceability 4.0

Starting 13 February 2026, Italy completes the full transition to digital waste

traceability systems. Under D.M. 4 April 2023, No. 59, implementing Art. 188

bis of Legislative Decree 152/2006, all hazardous waste producers and sector

operators must register with RENTRI, the National Electronic Register for

Waste Traceability, and manage registers and transport documents exclusively

in digital format.

In the transition phase, many structured companies—particularly waste producers—have

used the regulatory shift to redesign internal workflows, integrating

waste management systems within broader governance, risk management

and ESG monitoring architectures.

Traceability as a strategic compliance and risk management function

Waste traceability represents the core control mechanism ensuring secure,

compliant and auditable management of waste streams. Its digital implementation

enhances process integrity, data reliability and regulatory alignment.

Organizations that have already adopted digital traceability platforms report

measurable improvements: optimized operational processes, higher data

granularity, automated flow validation, and systematic reduction of non compliance

risks and associated costs.

End to end, real time monitoring—from generation to recovery or final disposal—enables

early detection of irregularities, mitigation of exposure to environmental

and legal liabilities, and strengthening of assurance relationships

with oversight authorities.

In a context where environmental accountability is a critical component of

ESG performance and corporate risk evaluation, transparent and verifiable

traceability becomes a fundamental strategic control.

www.atlantide-web.it

Maggio 2026

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

58 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

IN VETRINA A IFAT

Trituratore lento LS3600TX:

qualità e produttività

Trattare materiali difficili per agevolarne

il recupero e valorizzarli. Vermeer cala

l’asso nella manica per essere competitivi

ENGLISH ABSTRACT

Quality and productivity

The new Vermeer LS3600TX slow-speed shredder is designed to handle

a wide range of applications: construction and demolition waste, pallets,

green waste, municipal solid waste and other bulky materials. It is powered

by a 456 hp (340 kW) CAT C13B T4F / Stage V engine and features a large

hopper opening measuring 225 × 370 cm and a capacity of 7.8 m³. One of

its most notable features is the reversible direct mechanical drive.The

LS3600TX is equipped with a 3-meter welded single-shaft rotor with wearresistant

plates and an adjustable comb. Its exceptional access to the rotor,

comb, and engine makes it one of the easiest machines in its class to service.

The lower conveyor can also be removed easily without disconnecting

the discharge conveyor.

Il marchio è presente da tempo nel settore

ambientale; e l’obiettivo è da sempre quello

di poter supportare gli specialisti di settore

nel modo migliore possibile, con macchine

robuste e produttive. Il nuovo trituratore

lento Vermeer LS3600TX non fa eccezione: è

infatti progettato per essere una soluzione

altamente produttiva, ricca di funzionalità e

versatile per gli operatori che desiderano

trattare materiali difficili. E’ infatti indicato

carmix.com

THE

ITALIAN

JOBSITE

per processare materiale da costruzione e

demolizione, pallet, rifiuti verdi, RSU e altri

materiali ingombranti.

Pronto a tutto

Equipaggiato con un potente motore CAT

C13B T4F / Stage V da 456 hp (340 kw), questo

modello su cingoli presenta una tramoggia

con un’apertura di 225 x 370 cm ed una capacità

di 7,8 m 3 Una delle caratteristiche più

interessanti di questo modello è la trasmissione

meccanica diretta reversibile, un sistema

che permette di massimizzare l’efficienza

della macchina durante la triturazione.

Immagina una sfida estrema.

Dotato di un Un rotore terreno impossibile. saldato Condizioni a singolo al limite. albero

Solo una macchina può affrontarla:

lungo 3 m, con Carmix, piastre l’originale autobetoniera antiusura, fuoristrada, e di un pettine

regolabile, questa macchina è stata co-

nata in Italia nel 1976.

Da 50 anni Carmix affronta le missioni più difficili,

struita garantendo con componenti calcestruzzo di qualità robusti in modo rapido e durevoli ed economico. per

Affidabilità senza compromessi, dai caotici cantieri cittadini

affrontare materiali ai luoghi difficili più remoti del con mondo. facilità. A differenza

dei trituratori della stessa categoria,

CARMIX: 50 anni di grandi sfide.

l'LS3600TX gestisce La prossima efficacemente è già iniziata. problemi

di manutenzione a lungo termine.

L'accesso senza pari al rotore, al pettine e al

motore lo rende uno dei trituratori più facili su

cui intervenire sul mercato.

Il vano motore dell'LS3600TX è dotato di ampie

porte di accesso, diversi punti di appoggio scala

e una spaziosa piattaforma di servizio — un

design intenzionale per consentire una manutenzione

rapida ed efficiente.

Inoltre, l'LS3600TX è dotato di un sistema di

accesso idraulico che offre piena visibilità al

rotore, al pettine e al nastro trasportatore inferiore,

semplificando ulteriormente le procedure

di manutenzione. Anche il nastro trasportatore

inferiore può essere facilmente

rimosso senza dover scollegare il nastro di

scarico, riducendo al minimo l'invasività delle

operazioni di servizio.

l

Maggio 2026

3 marzo 2026

n. 798 | anno LXXIV

MACCHINE, ATTREZZATURE E

MEZZI D’OPERA PER L’EDILIZIA

ostruzioni

Casa editrice la fiaccola srl

Marzo 2026

EVOLVE LA GAMMA DEI ROTO MERLO.

LA PORTATA CRESCE FINO AL 25%

E SI LAVORA COME SULLE AUTOGRU

IL MERCATO C’È

L’INCENTIVO È INCERTO

Secondo i dati 2025 diffusi

da CECE l’Europa mostra segni

di ripresa. Per l’Italia il problema

è il protrarsi dell’incertezza sugli

incentivi più «golosi»

dal 1952 in cantiere

WALKAROUND DELLA NUOVA PALA VOLVO L150

YANMAR SV100-7 2PB

GIALLO NOSTALGIA

L’impresa Piacentini ha scelto

il nuovo 10 t giapponese

con braccio posizionatore,

ma ha chiesto a Commercial

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Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

60

RIFIUTI SOLIDI

RAPPORTO RAEE

RAPPORTO RAEE

RIFIUTI SOLIDI

61

Una crescita

a due velocità

Il 2025 si chiude con oltre 366mila tonnellate

di rifiuti elettrici ed elettronici avviati

a corretto trattamento. Ancora netto il divario

tra Nord e Sud Italia per la raccolta dei RAEE

Eliana Puccio

Il cammino dell’Italia verso l’economia circolare

segna un nuovo punto a favore.

Secondo l’ultimo Rapporto Annuale del Cen -

tro di Coordinamento RAEE, il 2025 si è chiuso

con un bilancio positivo: 366.891 tonnellate di

rifiuti elettrici ed elettronici avviati a corretto trattamento,

con un incremento del 2,4% rispetto

all'anno precedente. Un dato che porta la media

nazionale a 6,22 kg per abitante, un passo avanti

incoraggiante, seppur ancora distante dai target

più ambiziosi imposti dall’Unione Europea.

A spingere l’acceleratore sono stati soprattutto

i comparti R2 (grandi bianchi) e R4 (piccoli elettrodomestici

ed elettronica di consumo), che

hanno registrato balzi rispettivamente del 5,4%

e del 5,1%. Bene anche il settore del freddo (R1),

con un +1,9%.

Al contrario, prosegue la parabola discendente

per i vecchi televisori e monitor (R3), in calo del

9,7%: un segno che il ricambio tecnologico legato

ai nuovi standard di trasmissione è ormai

giunto a conclusione.

In flessione anche le sorgenti luminose (R5),

che arretrano del 4,5%.

Le eccellenze e le zone d'ombra

La geografia della raccolta conferma un Paese

spaccato. Il Nord tiene lo scettro con 7,02 kg

pro capite, seguito dal Centro (6,61 kg).

Il Sud, pur restando stabile nei volumi totali,

fatica a decollare con una media di soli 4,76

kg per abitante. Tuttavia, non mancano le sorprese

positive: il Molise vola con un incremento

del 17,4%, mentre Sardegna e Valle d’Aosta

si confermano campionesse assolute, superando

la soglia dei 10 kg pro capite.

All'estremo opposto c’è la Campania, fanalino

di coda con meno di 3 kg per cittadino, e cali

preoccupanti in Basilicata e Sicilia.

Verso una raccolta "di prossimità"

Il motore principale del sistema restano i centri

di raccolta comunali, dove transita oltre il 76%

dei rifiuti hi-tech. Un ruolo importante è giocato

anche dalla distribuzione (23,3%), attraverso i

canali di ritiro "uno contro uno" e "uno contro

zero". Per sostenere questo sforzo logistico, i

produttori hanno erogato oltre 30 milioni di euro

in premi di efficienza. La Lombardia è la regione

che ha incassato di più in termini assoluti (5,1

milioni), ma sono Liguria e Toscana a vantare il

contributo più alto per singola tonnellata raccolta,

segno di una gestione particolarmente virtuosa.

Nonostante i progressi, la strada è ancora lunga.

Giuliano Maddalena, Presidente del CdC RAEE,

ha sottolineato la necessità di una collaborazione

più stretta con le istituzioni per snellire la

burocrazia: l'obiettivo è trasformare i luoghi di

passaggio quotidiano dei cittadini in punti di raccolta

capillari. "Dobbiamo superare i limiti normativi

che frenano la raccolta nei centri urbani",

ha spiegato Maddalena, ribadendo l'impegno

del Centro nel supportare le aree più in difficoltà

per garantire una crescita omogenea e sostenibile

in tutta la Penisola.

l

ENGLISH ABSTRACT

Annual Report

on Electronic Waste

Trainano la crescita

i grandi bianchi (R2)

e i piccoli

elettrodomestici (R4),

entrambi sopra

il +5%.

Italy’s journey toward a circular economy marks a new success. According

to the latest Annual Report by the RAEE Coordination Center, 2025 closed

on a positive note: 366,891 tons of WEEE (Waste Electrical and Electronic

Equipment) were properly treated, a 2.4% increase over the previous year.

This brings the national average to 6.22 kg per inhabitant—an encouraging

step forward, though still far from the ambitious EU targets.

The growth was primarily driven by the R2 (large appliances) and R4 (small

appliances and consumer electronics) sectors, which rose by 5.4% and 5.1%,

respectively. Cooling appliances (R1) also performed well (+1.9%). Conversely,

the decline of old TVs and monitors (R3) continued (-9.7%), signaling that

the technological turnover linked to new transmission standards is complete.

Lighting sources (R5) also fell by 4.5%. The geography of collection confirms

a divided country. The North leads with 7.02 kg per capita, followed by the

Center (6.61 kg). Despite stable total volumes, the South struggles with an

average of only 4.76 kg. However, there are surprises: Molise surged by

17.4%, while Sardinia and Valle d’Aosta remain top performers, exceeding

10 kg per capita. At the opposite end, Campania lags behind with less than

3 kg, with concerning drops in Basilicata and Sicily.

Maggio 2026

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

62 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

NEWS

NEWS

RIFIUTI SOLIDI

63

La filiera non ha scampo

Bello bello, ma

fashion, con una produzione che cresce rapidamente.

È prolungando la vita utile di indumenti

e calzature che, nel nostro Paese, si può

salvare la filiera del recupero. Questa

la riflessione del Consorzio Ecotessili…

Giancarlo Dezio,

direttore generale

di Ecotessili.

Impatto ambientale a parte, in termini di

riuso e corretta raccolta dei rifiuti tessili,

è meglio prevenire che curare.

Per contrastare il forte aumento di questo

tipo di scarti generati ogni anno, che sta mettendo

in crisi l’intera filiera.

Secondo uno studio condotto dall’Agenzia

Europea dell’Ambiente (EAA), il consumo tessile

pro capite nell’UE è aumentato da 17Kg

a 19 Kg di tessuti/anno, con circa 12 kg buttati

ogni anno.

In pratica, come accade anche nelle nostre

case, i capi acquistati restano nell’armadio

per sempre meno tempo. Complice il fast

Leve prioritarie

In attesa che la Responsabilità Estesa del

Produttore (EPR) entri a regime (e ciò darà

una bella sferzata nella gestione dei rifiuti tessili),

si può intervenire andando a monte.

“La riduzione del rifiuto comincia prolungando

la vita utile di indumenti e calzature” è quanto

dichiara Giancarlo Dezio, direttore generale

di Ecotessili, il consorzio che si occupa della

raccolta e recupero dei rifiuti tessili in ambito

di EPR.

Accorciare il ciclo di vita dei prodotti stressa

non poco l’ambiente, aumentando i vari impatti

legati al trasporto e allo smaltimento.

Si possono però mettere in atto delle strategie

come per es. scegliere prodotti realizzati con

materiali di qualità progettati per durare nel

tempo; scegliere capi dalla composizione

semplice (quelli realizzati con mix di fibre sintetiche

sono più difficili da separare e costosi

da riciclare. Ma anche curarne la manutenzione,

riparare prima di sostituire, riutilizzare

e condividere e solo alla fine, conferire

il capo correttamente per favorirne

il recupero dei materiali.

“L’economia circolare nel tessile

inizia dalla consapevolezza e dall’adozione

di comportamenti virtuosi

- puntualizza Dezio.

Fare acquisti pensando alla durata

dei capi, utilizzarli il più possibile, e

solo alla fine, destinarli alla raccolta

differenziata, è la sequenza di azioni

che permette di contrastare la crescita

dei rifiuti tessili”.

Nel frattempo, sono già diverse le

aziende di settore che si sono consorziate

ad Ecotessili per non farsi

trovare impreparate al quadro normativo.

l

Nuovi orizzonti si aprono per il polo dedicato

alla gestione dei rifiuti industriali

pericolosi.

Grazie alla strategia di Xenon Private Equity,

la realtà milanese "Il Recupero" entra a far

parte del network Rinovha.

Questa azienda di Bareggio, operativa dal

1986, apporta oltre quarant’anni di competenza

specifica nel trattamento dell'amianto

e dei residui speciali.

Attualmente, il Gruppo coordina una forza

lavoro di oltre 350 dipendenti e assiste stabilmente

più di 3.500 clienti.

Mettere a sistema realtà altamente specializzate

consente di superare la storica frammentazione

del settore ambientale in Italia,

offrendo una copertura completa lungo tutta

la filiera.

Asset strategici e competenze

Disporre di un impianto di 7.500 m 2 permette

a "Il Recupero" di gestire flussi complessi provenienti

dal settore edile e da vari comparti

manifatturieri. Tale integrazione potenzia l'intera

catena del valore di Rinovha: attività di intermediazione

e logistica; processi di trattamento

e smaltimento; bonifiche ambientali e

decommissioning industriale.

Gianluca Cencia, Amministratore Delegato di

Rinovha, ha sottolineato come questa acquisizione

sia perfettamente coerente con il Piano

Industriale vigente. Rafforzare la presenza nel

Nord Italia è prioritario, poiché in quest'area

si concentra la maggior parte della produzione

di rifiuti speciali a livello nazionale.

Allo stesso modo, Gianfranco Piras (Pre-

sidente di Rinovha e Partner di Xenon) ha evidenziato

come il valore del progetto sia confermato

dalla fiducia degli imprenditori che

scelgono di confluire in questa piattaforma innovativa.

Il Recupero si aggiunge alle altre eccellenze

che operano in Rinovha – Alm.Eco (insieme

ad A.T.I.), Bellatrice (con AG7), Gamma,

Marcon (con Treviso Eco Servizi e Zatta) e Vico

- contribuendo a rafforzare una piattaforma

che oggi si distingue in Italia per l'ampiezza

del proprio perimetro operativo lungo l'intera

filiera dei servizi ambientali: dall'intermediazione

alla raccolta e trasporto, dal trattamento

e smaltimento dei rifiuti fino al decommissioning

industriale e alle bonifiche complesse, in

Italia e all'estero.

l

Eliana Puccio

Il Recupero, azienda milanese, entra

a far parte del polo privato Rinovha,

nato dalla visione di Xenon Private Equity

Maggio 2026

Maggio 2026



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Soluzioni e tecnologie

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Economia Circolare

RIFIUTI SOLIDI

RACCOLTA BILATERALE

RACCOLTA BILATERALE

RIFIUTI SOLIDI

65

Efficienza,

sostenibilità

e automazione.

Nord Engineering

ridefinisce la gestione

dei rifiuti urbani

con il sistema

bilaterale Easy: meno

emissioni,

più sicurezza e totale

adattabilità alla città.

Bilaterale, smart

e data-driven

Il sistema Easy di Nord Engineering trasforma

la raccolta rifiuti in un modello automatizzato.

Grazie a IA e IoT, ottimizza costi e viabilità

Nelle città contemporanee, la gestione dei

rifiuti urbani richiede un equilibrio sempre

più avanzato tra efficienza operativa,

sostenibilità e integrazione con il contesto urbano.

In questo scenario, la raccolta bilaterale

sviluppata da Nord Engineering con il sistema

Easy – oggi in oltre 20 Paesi nel mondo – rappresenta

un’evoluzione concreta dei modelli

tradizionali, capace di incidere in modo diretto

sull’organizzazione del servizio.

La possibilità di operare su entrambi i lati della

strada con un’unica attrezzatura automatizzata

mono-operatore introduce un cambio di paradigma:

è il sistema ad adattarsi alla città, non il

contrario. I contenitori possono essere posizionati

in modo più flessibile, anche in strade strette

o a senso unico, eliminando manovre complesse

e retromarce. Il risultato è un servizio più fluido,

sicuro e con un impatto ridotto sulla viabilità. I

benefici si riflettono anche sul piano economico.

Percorsi più lineari contribuiscono a ridurre i

consumi e l’usura dei mezzi, mentre l’ottimizzazione

dei cicli operativi consente, in molti casi,

di coprire la stessa area con un numero inferiore

di veicoli. Un’efficienza strutturale che si traduce

in minori costi operativi e in una riduzione complessiva

dell’impatto ambientale.

Maggio 2026

Integrazione urbana e decoro

Dal punto di vista urbanistico, la raccolta bilaterale

amplia le possibilità di progettazione

dei servizi. Le isole ecologiche possono essere

integrate in modo più coerente rispetto agli

spazi disponibili e ai flussi di traffico, migliorando

accessibilità, decoro urbano, quantità

e qualità del rifiuto differenziato. La gestione

dei rifiuti entra così a pieno titolo nelle logiche

di pianificazione della mobilità e dello spazio

pubblico non più come un problema, ma come

parte della soluzione. Su queste basi si innesta

il valore dell’automazione. Easy garantisce un

ciclo di svuotamento completamente automatizzato,

gestito dalla cabina tramite consolle

di nuova generazione. Il dispositivo F-90 assicura

un aggancio preciso e controllato, evitando

urti e danneggiamenti e migliorando la

continuità del servizio. Rapidità e ripetibilità

dell'operazione - impossibili da ottenere manualmente

- si traducono in minori interferenze

sul traffico e maggiore sicurezza per gli

operatori, oltre che in un efficace contenimento

dei costi di manutenzione.

L'AI al servizio della Smart City

L’evoluzione più recente del sistema è rappresentata

da Easy NR, che integra l'Intelligenza

Artificiale, sensoristica avanzata e strumenti

di data analysis.

Gli algoritmi consentono il riconoscimento automatico

dei contenitori, la virtualizzazione

dell’area di lavoro e un’ottimizzazione continua

delle operazioni. Insieme ai contenitori smart

Nord Engineering - costruiti in acciaio riciclabile

e predisposti per sensori di riempimento,

identificazione dell'utenza e IoT - il Sistema

Easy diventa una fonte di dati strategica per

la pianificazione efficiente dei percorsi di rac-

Maggio 2026

colta e il monitoraggio preciso del servizio in

ottica Smart City.

Nord Engineering ha di recente sviluppato anche

Easy Junior, soluzione progettata per centri

storici e contesti urbani complessi. Grazie

a contenitori più compatti e resistenti e a un

dispositivo di sollevamento bilaterale ancora

più agile, il sistema estende i vantaggi della

raccolta automatizzata su entrambi i lati anche

agli spazi più limitati.

Oggi, la bilateralità di Easy – integrata e potenziata

dalle tecnologie digitali – si configura

non solo come una soluzione tecnica, ma

come un modello evoluto di raccolta: più efficiente,

flessibile e orientato ai dati, in grado

di rispondere in modo concreto alle esigenze

delle città di oggi e di domani.

l

ENGLISH ABSTRACT

Easy by Nord Engineering

In modern cities, waste management requires a balance between efficiency,

sustainability and urban integration. Nord Engineering’s Easy system represents

an evolution of traditional models. Its bilateral approach enables a

single, automated, one-operator vehicle to collect waste on both sides of

the street, adapting to urban layouts and improving safety, flexibility and

traffic flow, even in narrow or one-way streets. Benefits include greater cost

efficiency, with more linear routes reducing fuel consumption and the number

of vehicles required. From an urban planning perspective, bilateral collection

improves the integration of waste stations, enhancing accessibility, urban

decorum and recycling performance.

Automation is a key enabler: Easy ensures a fully automated emptying cycle

that minimizes maintenance costs and enhances operator safety. The system

further evolves through AI, sensors and data analytics, enabling container

recognition, process optimization and real-time monitoring. Combined with

smart containers, Easy becomes a strategic data source for smart city waste

management, delivering a flexible and efficient collection model.



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Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

66 RIFIUTI SOLIDI Soluzioni

INERTI

INERTI

RIFIUTI SOLIDI

67

Un pippone

necessario

Il D.M. 127/2024

regola il riutilizzo

dei rifiuti da C&D,

elencando quelli

che sono gli impieghi

ammessi come

per es. calcestruzzi

e pavimentazioni

stradali.

Ancora EoW sui rifiuti da C&D.

Il MASE continua a fornire chiarimenti

sull’applicazione del Decreto

Ludovica Bianchi

Gli impieghi ammessi

Sia ben chiaro. Il Ministero dell’Ambiente e

della Sicurezza Energetica (MASE) non ha

emanato uno stop o sospensione al D.M.

127/2024 in merito ai rifiuti da demolizione e costruzione.

Solo qualche delucidazione interpretativa, confermando

l’applicazione del decreto e sempre

a tutela dell’ambiente

Attualmente gli aggregati recuperati sono utilizzabili solo per

questi scopi specifici:

-Calcestruzzi preconfezionati con classe di resistenza ! C12/15

(NTC 2018);

-Base e sottobase stradali, inclusi sottofondi per pavimentazioni

industriali;

-Rilevati anche per riempimenti generici (es. riempiture di casseforme);

-Fabbricazione di elementi per edilizia civile (blocchi, cordoli,

pozzetti);

-Produzione miscele bituminose;

-Accessori per calcestruzzo pre confezionato;

-Confezionamento di miscele legate con leganti idraulici;

-Confezionamento di calcestruzzi;

-Produzione di cemento.

Ovviamente tutti gli usi devono rispettare i limiti chimici e tecnici

del decreto, con marcatura CE, dove fattibile.

La questione è delicata

I rifiuti da C&D, nella loro gestione, rappresentano

spesso questioni complesse sull’uso e riutilizzo

dei materiali recuperati dai cantieri edili,

soprattutto in termini di loro impiego per la copertura

di discariche per rifiuti solidi urbani

(RSU) “nell’ambito del regime semplificato introdotto

dal DM 28 giugno 2024, n. 127.

Il decreto elenca minuziosamente gli impieghi

ammessi per gli aggregati EoW (per es. calcestruzzi,

pavimentazioni stradali, rilevati) ma

la copertura di discariche non è contemplata.

Il MASE ha chiarito che, mancando un riferimento

normativo esplicito, questo tipo di recupero

non è accettabile.

Ma… si può intraprendere una strada alternativa

per chi volesse perseguire “la cessazione

della qualifica di rifiuto per impieghi non elencati

nell’Allegato 2 del DM 127/2024”, puntualizzando

che “in questo contesto se l’attività di

recupero fosse finalizzata all’ottenimento di

un aggregato riciclato conforme ai requisiti per

la cessazione della qualifica di rifiuto per impieghi

specifici diversi da quelli elencati

nell’Allegato di cui sopra, il comma 2 dell’articolo

1 del medesimo decreto, prevede il ricorso

alle autorizzazioni definite “caso per caso”. Si

legge nel decreto: "le autorizzazioni sono rilasciate

per specifiche tipologie di rifiuto nel rispetto

delle condizioni stabilite dal citato articolo

184-ter, sulla base di criteri dettagliati

definiti nell’ambito dei procedimenti autorizzatori

e previo parere obbligatorio e vincolante

dell’ISPRA o dell’Agenzia regionale per la protezione

ambientale territorialmente competente.

I provvedimenti autorizzativi devono, in

particolare, individuare i rifiuti ammissibili, i

processi e le tecniche di trattamento consentiti,

i criteri di qualità dei materiali ottenuti, i requisiti

dei sistemi di gestione e le modalità di attestazione

della conformità, nonché gli usi ammessi

del materiale che ha cessato la qualifica

di rifiuto e i parametri analitici da monitorare”.

I limiti dei limiti

Quindi, in soldoni, qualora il materiale riciclato

ottenuto da rifiuti di C&D dovesse essere utilizzato

per finalità diverse da quelle previste dal

DM 124, bisognerà valutare e chiedere un’autorizzazione

EoW “caso per caso, secondo le

procedure ordinarie previste dal Testo Unico

Ambientale”.

L’autorizzazione però sarebbe valida solo per

alcune tipologie di rifiuto, con parere tecnico di

ISPRA o di ARPA.

Per utilizzare gli aggregati da C&D a copertura

delle discariche per RSU, condizione sine qua

non è un “procedimento autorizzativo ordinario

ex. Art. 208 D.Lgs. 152/2006”, con appunto verifica

di compatibilità tecnica-ambientale. l

ENGLISH ABSTRACT

The issue is delicate

Nel decreto

non è previsto

il riutilizzo degli

aggregati da C&D

a copertura

di discariche per RSU.

Ma si può fare ricorso

e valutare

le autorizzazioni

«caso per caso»

secondo le procedure

previste dal Testo

Unico Ambientale.

C&D waste, in its management, often represents complex issues regarding

the use and reuse of materials recovered from construction sites. Especially

in terms of their use for covering urban solid waste landfills. The MASE

has not issued a stop or suspension to D.M. 127/2024 on this matter, but

continues to provide clarifications on the application of the Decree.

In practice, if recycled material from C&D is to be used for purposes other

than those permitted by DM 124, case-by-case EoW authorization must

be requested.

Maggio 2026

Maggio 2026



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Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

68

Soluzioni

BIOWASTE

INQUINANTI EMERGENTI

INQUINANTI EMERGENTI

BIOWASTE

69

Belli profumati

Federica Lugaresi

Fragranze sintetiche, ampiamente utilizzate ma tossiche,

diffuse tramite le reflue domestiche. E ancora senza

una normativa che ne regoli l’immissione nell’ambiente…

Bello lavarsi col sapone dalla profumazione

preferita. Bellissimo infilarsi nel letto con

lenzuola fresche di bucato.

Tutto questo è possibile grazie a composti sintetici,

creati in laboratorio, che fanno parte del

gruppo dei Personal Care Products (PCP) e che

sono utilizzati nella formulazione di articoli per

la cura della persona e della pulizia della casa

come profumi, detersivi, detergenti, ammorbidenti

e deodoranti per gli ambienti.

Le fragranze sintetiche si dividono in: nitromuschi

(abbandonati negli anni ’90 a seguito di evidenze

di carcinogenicità e genotossicità; muschi

macrociclici (ancora poco utilizzati per l’elevato

costo di sintesi e muschi policiclici (PMF o PCM)

sostanze stabili e dalla sintesi poco costosa, attualmente

più utilizzate.

Un filo problematiche

Se nell’antichità le fragranze venivano ricavate

da composti naturali, estratti da animali

e piante, è a partire dalla metà del secolo

scorso che invece ci si affida alla chimica. I

PFM sono composti idrofobici che tendono

a legarsi, in ambiente acquatico, ai sedimenti

o alle particelle organiche in sospensione,

Maggio 2026

oppure ad essere bioaccumulati all’interno

del biota.

Si trovano sempre più spesso nell’ambiente,

veicolate dalle acque reflue domestiche e industriali.

Interessante la ricerca effettuata da

Stefano Tasselli, PhD presso l’Istituto di Ricerca

sulle Acque CNR-IRSA, su queste sostanze in

ambiente acquatico, consultabile all’interno della

pubblicazione “Inquinanti emergenti: monitoraggio,

rischio e rimozione” di LE2C. Lui è uno

dei primi ricercatori che fa il punto, allo stato

attuale, su questo tema.

Non è poi da sottovalutare il fatto che l’Italia -

relativamente ai prodotti cosmetici e cura della

persona - si attesti come uno dei maggiori mercati

europei. Da cui la disomogeneità nell’utilizzo

e produzione all’interno dell’UE delle fragranze

sintetiche. Al momento non esistono

normative specifiche e complete né in Italia, né

in UE circa i limiti di produzione e di immissione

nell’ambiente. Ma fanno fede alcune Direttive

e Regolamenti già emanati in Europa (vedi RE-

ACH,CLP e regolamenti sui cosmetici) che le

regolano indirettamente. I composti chiave

HHCB e AHTN (rispettivamente Galaxolidone

e Tonalide) hanno restrizioni su etichettatura e

uso. HHCB è stato inserito nel Regolamento

1545/2023/UE che appunto implica l’obbligo di

etichettatura se presente in certe quantità di

alcune categorie di prodotti.

É stato anche inserito nel Regolamento

1272/2008/CE in quanto classificato come

molto tossico per organismi acquatici con effetti

di lunga durata ed è in corso la fase di rivalutazione

in Europa, sia come sostanza persistente,

bioaccumulabile e tossica, sia come

interferente del sistema endocrino.

Tonalide e Galaxonide,

come si comportano

Le fragranze sintetiche, per le loro proprietà

chimico-fisiche, possono essere (in termini di

identificazione e quantificazione) rilevate sia in

fase acquosa che solida sia con utilizzo di gascromatografia

(essendo dei composti semi volatili),

sia con la precedente accoppiata alla spettrometria

di massa.

La loro presenza nell’ambiente avviene tramite

le acque di scarico domestiche (dato il loro utilizzo

principale per la cura della persona e la

pulizia della casa), mentre le immissioni industriali

rappresentano solo una piccola parte.

Maggio 2026

Purtroppo però gli impianti di depurazione convenzionali

- con le tecnologie applicate - non

sono in grado di rimuovere completamente queste

sostanze che si concentrano soprattutto nei

fanghi di depurazione a causa delle loro proprietà

chimico-fisiche. Ne segue che il loro accumulo

può limitarne l’utilizzo, in quanto i fanghi

così contaminati, non sarebbe corretto venissero

utilizzati come fertilizzanti organici (con successivo

assorbimento da parte delle colture).

Stesso di scorso per la loro diffusione nei laghi

e fiumi, con possibile loro accumulo in matrici

biotiche.

l

ENGLISH ABSTRACT

Nice and fragrant

Molecola di Tonalide

e di Galaxolidone.

Fanno parte

del gruppo dei muschi

policiclici,le fragranze

sintetiche

più utilizzate nella

formulazione

di prodotti di igiene

per la casa e cura

personale.

Synthetic fragrances are potentially toxic compounds that can bioaccumulate

in organisms. For this reason, legislation regulating their environmental release

is necessary - which is currently lacking - for example, by specifying

removal efficiency in wastewater treatment plants or limit concentrations

that can be discharged into water bodies. Unfortunately, however, conventional

wastewater treatment plants -with current applied technologies -are not

able to remove them completely. They are very common substances used

in personal care and household hygiene products. Here’s why they are released

into aquatic environments through domestic wastewater and can

also be dispersed into the terrestrial environment when sewage sludge is

used as fertilizer.



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Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

70 BIOWASTE NEWS Soluzioni

CARBURANTI SOSTENIBILI

BIOWASTE

71

L’oro bianco dei fanghi

Lo sviluppo di una filiera nazionale del fosforo

potrebbe generare un valore economico

di 4,3 miliardi di euro: lo dimostra

lo studio di Community Valore Acqua di Teha

Ginevra Fontana

ha l'occasione di trasformare

radicalmente la propria gestione delle

L’Italia

risorse idriche, puntando sulla creazione

di un sistema produttivo interno - dedicato

al fosforo - per generare un impatto economico

complessivo di 4,3 miliardi di euro.

Le analisi condotte dalla Community Valore

Acqua di Teha, mettono in luce come questa

evoluzione permetterebbe di integrare i guadagni

derivanti dalla produzione di fertilizzanti

con quelli dell'intera rete di fornitura tecnica.

Oltre ai benefici finanziari, una filiera nazionale

solida agirebbe da scudo contro l'instabilità dei

mercati esteri, garantendo al Paese una maggiore

autonomia e una protezione strategica per

i propri settori industriali e agricoli di punta.

Una dipendenza estera critica

Attualmente, l'Unione Europea versa in una

condizione di estrema fragilità per quanto riguarda

l'approvvigionamento di fosforo, una

materia prima critica e insostituibile per l'agricoltura

e l'industria chimico-manifatturiera.

Circa il 70% del fabbisogno comunitario dipende

infatti dalle importazioni estere, con una concentrazione

preoccupante nelle mani di soli tre

fornitori principali: Russia, Marocco ed Egitto.

Questa esposizione rende vulnerabili i settori

produttivi (in termini di rischi costanti legati alle

oscillazioni dei prezzi e alle tensioni internazionali),

rendendo il recupero interno una priorità

di sicurezza nazionale. In questo scenario, l'Italia

ha l'opportunità inedita di sviluppare una filiera

nazionale che potrebbe soddisfare autonomamente

fino al 13% della propria domanda interna,

garantendo stabilità a comparti essenziali

come quello agroalimentare.

L'attivazione di nuove catene di fornitura, lo sviluppo

di tecnologie proprietarie e l'indotto generato

dai processi di estrazione e raffinazione

potrebbero aggiungere ulteriori 2,9 miliardi di

euro al giro d'affari complessivo.

Si tratta di una visione che integra perfettamente

i dettami della nuova strategia europea sulla

gestione delle acque, che spinge verso un modello

di economia circolare, in cui il recupero di

nutrienti come fosforo e azoto viaggia parallelamente

alla restituzione di acqua depurata di

altissima qualità.

l

Io Bio

Eni consolida la propria strategia

di decarbonizzazione confermando ufficialmente

l'investimento per la trasformazione della

raffineria di Sannazzaro de' Burgondi (Pavia)

Dopo il sito di Priolo, il polo pavese ha ricevuto

la decisione finale di investimento

(FID), segnando un passaggio cruciale

per la crescita di Enilive nel settore dei

carburanti sostenibili.

Entrambi gli impianti saranno operativi entro

il 2028 e si distingueranno per l'elevata versatilità

produttiva, potendo generare sia HVO

diesel sia SAF (carburante bio per l'aviazione).

Nello specifico, l'intervento a Sannazzaro non

ridurrà la produzione di carburanti fossili tradizionali,

ma amplierà l'offerta commerciale

con una nuova linea da fonti rinnovabili.

Dettagli tecnici e capacità produttiva

Il piano per Sannazzaro prevede la riconversione

dell'unità Hydrocracker (HDC2) tramite il processo

brevettato Ecofining e la creazione di

una sezione dedicata al trattamento di scarti

e residui organici. Il sito, che beneficerà di un

potenziamento delle infrastrutture logistiche

e dei collegamenti verso gli aeroporti della

Lombardia, avrà una capacità di lavorazione

di 550mila tonnellate annue. Parallelamente,

il progetto di Priolo (500mila tonnellate/anno)

sorgerà sulle ceneri del vecchio impianto di

Cracking di Versalis, integrandosi nel più ampio

piano di rilancio della chimica di base. Eni punta

a una crescita ambiziosa: l'obiettivo è passare

dagli odierni 1,65 milioni di tonnellate di capacità

a oltre 3 milioni nel 2028, superando i 5 milioni

entro il 2030.

l

Ginevra Fontana

Maggio 2026

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

72 ACQUE REFLUE Soluzioni

ALLEVAMENTO ANIMALE

ALLEVAMENTO ANIMALE

ACQUE REFLUE

73

Reflui da acquacoltura:

un nuovo capitolo?

Schema impianto RAS

a biogas.

La possibilità di valorizzare i reflui

dell’allevamento di pesci esiste da sempre,

ma finora si scontrava con la scarsa

convenienza. Ora forse qualcosa sta

cambiando, sia su terra che in mare

Marco Comelli

Modello concettuale

di acquacoltura

multitrofica inegrata.

(Credit: Governo del

Canada).

è un’attività di allevamento

animale, e come tale produce

L’acquacoltura

deiezioni miste solide e liquide, i reflui.

In quanto tali, essi possono essere sottoposti

a digestione anaerobica a cura di batteri metanigeni,

producendo così biogas.

Un bel tesoro…

Il potenziale di produzione di metano da parte

dei reflui di acquacoltura è elevato, ma si scontra

con la diluizione anch’essa molto elevata.

Per i reflui da bovini, per esempio, difficilmente

si raggiunge la produzione di 0,3 m 3 di biogas

per chilogrammo di massa volatile, ossia della

biomassa che può essere digerita dai batteri,

di cui in condizioni ottimali il 60% è costituito

da metano. Nei reflui ittici la media a più di

mezzo metro cubo di metano per chilogrammo

di massa volatile. Il problema è che la produzione

per chilogrammo di massa tal quale

è di soli 5 litri e mezzo, quindi 0,0055 m 3 .

Questo significa che il refluo deve essere concentrato

e filtrato. È chiaro che questo non è

fattibile negli allevamenti in mare e anche in

quelli a terra di tipo tradizionale, ossia a flusso

aperto di acqua, ci sono difficoltà pratiche.

Non è un caso che il biogas da acquacoltura

non sia mai decollato. Le cose possono cambiare

se si passa al ciclo chiuso, in terminologia

tecnica gli impianti RAS (Recirculating

Aqua culture Systems). Un caso tipico è quello

delle avanotterie, ossia gli allevamenti che

portano i pesci dallo stadio di larva a quello di

esemplari giovanili. In questi impianti i RAS

sono già molto diffusi, e infatti in essi sono

stati compiuti a partire da un decennio fa le

sperimentazioni in Italia.

Kelps

Inorganic

nutrient

uptake

Fish

Sea

cucumbers

Fish feed

Organic

deposit

feeders

Organic

Filter

Feeders

Scallops

Sea cucumbers

Sea

urchins

Sea worms

Mussels

Risultati che fanno riflettere

Ora il cambio del regime delle acque e il crescente

prelievo delle altre attività umane sta

spingendo l’utilizzo dei RAS anche negli allevamenti

veri e propri, quelli che producono i

pesci da destinare al mercato.

I RAS producono la stessa quantità di reflui e

fanghi di un allevamento tradizionale ma hanno

il vantaggio di rendere possibile la loro cattura

concentrata, in quanto sono i processi

che vengono utilizzati per depurare l’acqua da

rimettere in circolo a dare come scarto proprio

i fanghi. In Italia e in Europa la specie allevata

su terraferma più diffusa è la trota, per cui esistono

diversi studi e sperimentazioni sulla valorizzazione

dei fanghi da RAS. Uno di questi

è il progetto Circular Rainbow, un Interreg

Italia-Slovenia portato avanti dall’Università

di Udine. I risultati sperimentali, effettuati in

due impianti in scala da laboratorio a Udine e

in Slovenia, pantografati su un ipotetico impianto

pilota in scala reale, hanno dato risultati

che fanno riflettere: un allevamento in RAS da

2,2 milioni di pesci, produrrebbe quasi 360

metri cubi al giorno, mentre un impianto medio

legato a una produzione agricola ne produce

la stessa quantità ogni ora. È chiaro quin-

di che la valorizzazione energetica dei reflui

da RAS ha senso solo se è legata all’eliminazione

degli scarichi nell’ambiente, non alla

produzione energetica. In quest’ottica, la strada

da seguire è quella di ridurre i costi fissi e

di aumentare l’efficienza, per ridurre l’impatto

economico del recupero dei reflui sul conto

economico dell’impianto di produzione ittica.

Possibili strade sono l’uso di biodigestori semplificati,

basati su strutture flessibili con miscelazione

idraulica (che erano stati proposti

diversi anni fa, ma che si erano scontrati con

il problema della raccolta dei fanghi), ma anche

il ricorso a corpi di riempimento inseriti

nel digestore, cui la biomassa può aderire facilitando

l’opera dei batteri. Infine, si può andare

in termofilia, usando linee batteriche che

operano meglio a temperature intorno ai 50

gradi.

Dal dolce al salato

La valorizzazione dei reflui da acquacoltura

non si limita a quella energetica.

L’acquaponica è l’allevamento e coltivazione

Trotelle iridee

in un impianto RAS.

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

74 ACQUE REFLUE ALLEVAMENTO ANIMALE Soluzioni

NEWS

ACQUE REFLUE

75

La salicornia,

una pianta alofita

diffusissima

che è al centro

di progetti

di aloponica.

ENGLISH ABSTRACT

Aquaculture wastewater:

a new chapter?

The possibility of reusing fish farming wastewater has always existed, but

until now it has been met with limited economic viability. Perhaps something

is now changing, both on land and at sea. The potential for methane production

from aquaculture wastewater is high, but it is also faced with significant

dilution and collection issues. Things could partially change if we

move to closed-loop systems, or RAS (Recirculating Aquaculture Systems).

nello stesso ambiente controllato di specie

animali, vegetali, e a volte anche microalgali,

che producono biomassa utilizzando gli scarti

l’una dell’altra. Si tratta di riprodurre in piccolo

quello che avviene in natura, costruendo

un’ecologia semplificata. In un sistema acquaponico

il problema delle deiezioni dei reflui

è molto ridotto anche se non completamente

eliminato, ma la loro quantità è piccola se si

considera la quantità di biomassa presente.

Normalmente l’acquaponica si realizza con

specie d’acqua dolce. Di recente però, a causa

da una parte della salinizzazione di diverse

aree umide costiere ma anche dell’accresciuta

conoscenza dei meccanismi eco-biologici,

sono in corso diverse iniziative di aloponica,

ossia l’acquaponica in acqua salata o salmastra.

Un esempio è quello portato avanti dalla

collaborazione tra Università di Padova, di Pisa,

di Perugia e del CNR di Pisa. L’idea è di allevare

in ambiente acquaponico salmastro mazzancolle

tropicali (dette anche gambero del

Pacifico) insieme ad una specie vegetale resistente

al sale, la salicornia (ben nota ai buongustai),

ma anche gli agretti, un altro vegetale

alofita. Il sistema produce comunque fanghi,

ed i ricercatori hanno avuto l’idea di ricavarne

compost dandolo da trattare a vermi del terreno

(vermicompostaggio), un po’ quello che

si fa nelle lombricaie. Il risultato è un prodotto

di buona qualità, con caratteristiche molto simili

a quelli dei prodotti commerciali. Siamo

agli inizi della sperimentazione ma le prospettive

sono interessanti.

In fondo al mar

Il problema dei reflui si riscontra anche nell’acquacoltura

marina, quella che utilizza

grandi gabbie galleggianti o ancorate al fondo

ma abbastanza al largo. Oltre alle deiezioni

dei pesci, si tratta quindi anche dei residui dei

mangimi non consumati, anche se il miglioramento

dei sistemi di monitoraggio del comportamento

alimentare dei pesci ha molto ridotto

gli scarti.

Oltre ad impattare sull’ambiente, gli allevamenti

hanno però anche la capacità di rigenerarlo,

appunto perché forniscono involontariamente

principi nutritivi ad altre specie

rispetto a quelle allevate. Da un paio d’anni si

parla quindi di acquacoltura rigenerativa, un

concetto che ha trovato ascolto anche a livello

di UE, che sta finanziando ricerca ed esperienze

in questo ambito. Tra le diverse categorie

di iniziative, quella forse più interessante

è la sinergia tra la specie principale, che sta

in alto nella catena alimentare, e altre specie,

che stanno in gradini più bassi, dette bassotrofiche.

In termini tecnici si tratta di acquacoltura

multitrofica integrata (in inglese IMTA).

Il progetto Biobased per esempio punta a integrare

con la molluschicoltura e l’ostricoltura

la coltivazione di macroalghe e piante acquatiche,

che oltre a utilizzare i reflui e gli scarti

producono biomassa, nel caso specifico da

cui ricavare mangimi, biostimolanti, principi

attivi. Le tecnologie non sono ancora completamente

mature, ma la principale barriera alla

diffusione è la sovrapposizione di normative

ambientali, alimentari, sui fertilizzanti e sicurezza

chimica, che rende i percorsi autorizzativi

complessi. Insomma, anche il fondo al

mare la follia normativa impera. l

Maggio 2026

Cin cin, si brinda!

Il birrificio tarantino di Heineken accelera

sulla sostenibilità idrica recuperando le piogge,

per ridurre i consumi sotto i 2,6 ettolitri

di acqua per ettolitro di birra entro il 2030

Heineken punta sulla sostenibilità in

Puglia con un investimento di 700.000

euro destinato allo stabilimento di

Massafra.

L'obiettivo è il recupero delle acque piovane,

un'iniziativa che consentirà di preservare circa

13.000 metri cubi di risorse idriche ogni anno,

volume paragonabile a quello di cinque vasche

olimpioniche.

Il budget stanziato si suddivide tra la realizzazione

del sistema di filtraggio (300.000 euro) e

le opere infrastrutturali (400.000 euro) necessarie

per l'integrazione nel complesso produttivo.

Grazie a questa tecnologia, sviluppata dalla

società locale Technoacque, le piogge saranno

depurate e riutilizzate per scopi tecnici, come

la lubrificazione e il raffreddamento dei macchinari,

garantendo l'assenza di contatto con

la bevanda.

Un’eccellenza del Gruppo

Questo traguardo segue i già ottimi risultati di

fine 2025, quando lo stabilimento ha toccato

quota 2,8 hl/hl, superando in anticipo il target

globale di 2,9 hl/hl stabilito da Heineken per la

fine del decennio.

Maggio 2026

La nuova sfida è ora scendere sotto

la soglia dei 2,6 hl/hl entro i prossimi

cinque anni, un traguardo fondamentale

per un'area spesso colpita

dalla siccità.

Secondo Leo Gasparri (Sustainability

Manager) e Alessandro Merlo (Direttore

del birrificio), l'operazione non solo riduce

l'impatto ambientale, ma rafforza il legame

con la comunità pugliese attraverso la

collaborazione con partner del territorio e

l'adozione di soluzioni industriali responsabili.

Il direttore Alessandro Merlo ha sottolineato

che l'adozione di tecnologie all'avanguardia

non è solo una scelta industriale, ma un atto di

responsabilità verso un territorio, quello tarantino,

storicamente segnato dalla scarsità di precipitazioni.

"Dal 2010 lavoriamo costantemente per rendere

i nostri siti produttivi più ecologici - ha aggiunto

Leo Gasparri, responsabile sostenibilità di

Heineken Italia -. L'iniziativa di recupero idrico

avviata a Massafra dimostra concretamente

come la produzione di birra possa evolversi nel

pieno rispetto dell'ecosistema e della collettività

circostante".

l



Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

Soluzioni e tecnologie

per l’ambiente

76 VEICOLI&ALLESTIMENTI LEGISLAZIONE

LEGISLAZIONE VEICOLI&ALLESTIMENTI 77

Economia Circolare

“4R”uote green

Fermo amministrativo e veicoli fuori uso: la nuova legge prova a sbloccare

il paradosso ambientale per agevolare la filiera dell’economia circolare

Ruggiero Delvecchio,

Presidente Nazionale

ADQ – Associazione

Autodemolitori di Qualità

Nel dibattito sulla gestione dei veicoli fuori

uso esiste una presenza discreta ma

significativa che raramente trova spazio

nelle analisi ambientali: quella delle automobili

gravate da fermo amministrativo. Si tratta

di un fenomeno nato nell’ambito del diritto tributario

e amministrativo, ma che, quando incontra

il fine vita dei veicoli, assume inevitabilmente

anche una dimensione ambientale

e industriale. In altre parole, un provvedimento

concepito per tutelare il credito pubblico finisce

talvolta per incidere sul funzionamento della

filiera dell’economia circolare.

Il fermo amministrativo è uno strumento noto.

Impedisce la circolazione del veicolo e ne limita

la disponibilità da parte del proprietario

fino alla regolarizzazione della posizione debitoria.

In questo modo l’automobile diventa

una forma di pressione amministrativa nei

confronti del contribuente. Tuttavia questa logica

mostra tutti i suoi limiti quando il veicolo

giunge alla fine della propria vita utile.

Un’automobile incidentata, obsoleta o tecnicamente

irrecuperabile perde qualsiasi reale

valore economico e diventa, di fatto, un veicolo

fuori uso.

Numeri importanti

È proprio in questa fase che negli anni si è sviluppato

un equivoco interpretativo. In molte

realtà la presenza del fermo amministrativo

è stata considerata un ostacolo alla demolizione

del veicolo e alla sua cancellazione dal

registro automobilistico. Il risultato è stato la

permanenza sul territorio di automobili immobilizzate

per lunghi periodi, talvolta in condizioni

di progressivo degrado.

Le dimensioni del fenomeno aiutano a comprenderne

la portata. Secondo diverse stime,

nella sola città di Napoli si contano quasi

600.000 veicoli gravati da fermo amministrativo.

A Milano il numero supera le 200.000 unità,

mentre a Roma si registrano oltre 300.000

automobili soggette a fermo. Naturalmente

non tutti questi veicoli sono giunti al termine

della loro vita tecnica, ma è inevitabile che una

quota significativa di essi, con il passare del

tempo, diventi un veicolo fuori uso.

Sarebbe però riduttivo considerare il problema

esclusivamente come una questione urbana.

Il fenomeno è ampiamente diffuso in tutta

Italia, con una presenza particolarmente rilevante

nel Mezzogiorno. In alcune aree del

Paese, infatti, all’elevato numero di fermi amministrativi

si accompagna anche un altro elemento

critico: l’abbandono dei veicoli.

Automobili ormai inutilizzabili rimangono per

anni in aree private, parcheggi o spazi periferici,

spesso in condizioni di forte deterioramento.

In questi casi la questione non è più

soltanto amministrativa, ma diventa un problema

ambientale. Un veicolo abbandonato

può infatti rilasciare nel tempo liquidi, oli e altre

sostanze potenzialmente inquinanti.

Un vincolo che vincola…

Il sistema italiano di gestione dei veicoli fuori

uso, disciplinato dal Decreto Legislativo 24

giugno 2003 n. 209, è stato costruito proprio

per evitare queste situazioni. La normativa

prevede che ogni automobile giunta a fine vita

venga conferita a un centro autorizzato, dove

venga sottoposta a bonifica e a un processo

di recupero dei materiali. Un’automobile moderna

contiene infatti grandi quantità di acciaio,

alluminio, rame e plastiche tecniche che

possono essere reimmesse nel ciclo produttivo,

contribuendo in modo significativo agli

obiettivi di economia circolare.

Quando un veicolo rimane immobilizzato per

effetto di un vincolo amministrativo che ne impedisce

la demolizione, questo circuito virtuoso

si interrompe. Il mezzo resta fisicamente

presente sul territorio mentre i materiali che

lo compongono rimangono inutilizzati e sottratti

al sistema industriale del riciclo. Si crea

così un paradosso: un provvedimento pensato

per tutelare il credito pubblico finisce, indirettamente,

per rallentare la corretta gestione

ambientale di un rifiuto.

…con un nodo da sciogliere

Finalmente il legislatore è intervenuto per

chiarire questo nodo attraverso modifiche introdotte

dalla Legge 26 gennaio 2026 n. 14. Il

principio affermato è semplice: la demolizione

del veicolo non incide sulla permanenza del

debito. L’obbligazione nei confronti della pubblica

amministrazione resta infatti in capo al

debitore e può essere perseguita attraverso

gli strumenti ordinari di riscossione.

Distinguere tra il bene materiale e l’obbligazione

è il punto chiave della questione.

Un’automobile tecnicamente inutilizzabile non

può rimanere sospesa indefinitamente tra registri

amministrativi e realtà materiale.

Consentire il suo ingresso nella filiera del trattamento

significa non soltanto risolvere un

problema burocratico, ma anche permettere

alla filiera del recupero di svolgere pienamente

la propria funzione ambientale.

In un’economia sempre più orientata al recupero

delle risorse, anche un’automobile immobilizzata

da un fermo amministrativo conserva

dunque un valore. Non più come mezzo

di trasporto, ma come deposito di materie prime

che attendono soltanto di tornare nel ciclo

produttivo.

l

Ogni auto arrivata

a fine vita, viene

bonificata nei centri

autorizzati

e sottoposta

al recupero

dei materiali.

Plastica, metalli,

acciaio possono

essere infatti

reimmessi nel ciclo

produttivo.

Un veicolo

abbandonato diventa

pericoloso

per l’ambiente.

Può rilasciare infatti

nel tempo liquidi,

oli o altre sostanze

inquinanti.

Maggio 2026

Maggio 2026



e tecnologie

per l’ambiente

Economia Circolare

78 VEICOLI&ALLESTIMENTI Soluzioni

IN VETRINA A IFAT

Igiene urbana smart

A Monaco, in esposizione il meglio dell’ecosistema completo

per la gestione rifiuti e spazzamento stradale del Gruppo Busi

BSA BS5 – nuova spazzatrice

idrostatica per la pulizia urbana

BS5, la nuova spazzatrice idrostatica

sviluppata da BSA. Assicura elevate

prestazioni di pulizia urbana, la macchina

combina ingegneria avanzata, affidabilità

e attenzione all’impatto ambientale.

ENGLISH ABSTRACT

Busigroup a IFAT Monaco 2026, sarà

presente nell’area esterna – stand FM

812/1 - dove presenterà una selezione

delle sue più avanzate soluzioni per la raccolta

dei rifiuti e lo spazzamento urbano sviluppate

dai brand BTE, MEC, OMB Tech -

nology e BSA. Un ecosistema completo di

soluzioni che coprono tutte le principali esigenze

della gestione dei rifiuti urbani e della

pulizia delle città.

Next-Gen Urban Cleaning

IFAT Munich 2026, Busigroup will be present in the outdoor area – stand

FM 812/1 – where it will showcase a selection of its most advanced solutions

for waste collection and street sweeping developed by the brands BTE,

MEC, OMB Technology and BSA; a comprehensive ecosystem of solutions

covering all the main requirements of urban waste management and

street cleaning.

BSA BS5 – new hydrostatic sweeper for urban cleaning: The BS5, the new

hydrostatic sweeper developed by BSA. Designed to ensure high-performance

urban cleaning, the machine combines advanced engineering, reliability

and a focus on environmental impact.

Legend System – rear-loading waste collection; T-Rex – Smart compaction;

CMPL 8 and +B LID – automated side-loading collection; MEC solutions

for material handling and loading.

Sistema Legend – raccolta rifiuti

a carico posteriore

Veicolo equipaggiato con il sistema

Legend di OMB Technology, soluzione

a carico posteriore progettata per garantire

robustezza, affidabilità nelle attività

quotidiane di raccolta dei rifiuti urbani.

T-Rex – Costipazione smart

Veicolo elettrico equipaggiato con il sistema

di costipazione T-Rex di OMB Technology, per

le operazioni di raccolta urbana a basse

emissioni e per i centri cittadini dove la riduzione

dell’impatto ambientale e acustico è

una priorità.

CMPL 8 e +B LID – raccolta automatizzata

a carico laterale

Dotato del sistema CMPL 8 di OMB Tech -

nology, tecnologia a carico laterale che consente

operazioni di raccolta automatizzate

con veicolo mono-operatore. Il sistema viene

presentato con la gamma di cassonetti stazionari

in lamiera +B LID, contenitori estremamente

resistenti progettati per la raccolta

stradale automatizzata e disponibili in diverse

capacità e configurazioni.

Soluzioni MEC per movimentazione

e carico materiali

Camion allestito con caricatore e gru MEC,

brand storico del gruppo specializzato nella

produzione di caricatori, attrezzature scarrabili

e rimorchi industriali per la movimentazione

e il trasporto di container e materiali. l

Maggio 2026



9

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Anno X

Maggio

2026

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L’IMMISSIONE IN AMBIENTE

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